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Da quando si tirano le arance a Ivrea: dai balconi dell'Ottocento alle squadre del 1947
Le arance a Ivrea non si tirano da sempre: prima volavano fagioli, poi mele. Il getto degli agrumi nasce fra gli anni Trenta e Sessanta dell'Ottocento, come gioco dai balconi, e la prima battaglia nella forma organizzata di adesso è del 1947.
Sono due cose diverse: prima nasce il gesto, molto dopo la battaglia con le sue regole.
Che cosa si lanciava prima
Il proiettile non è sempre stato un agrume. Nel Medioevo i protagonisti erano i fagioli, donati due volte l'anno dal feudatario e usati in tempo di carnevale come proiettili scherzosi.
Le prime schermaglie nascono proprio da quel dono: la beffa della ridicola elemosina di fagioli, restituita a chi l'aveva concessa.
La successione è a tre gradini:
- prima i fagioli, gli unici proiettili delle origini;
- poi le mele;
- infine, nel XIX secolo, le arance, che sostituirono gli altri proiettili simbolici.
Le arance dai balconi, nell'Ottocento
La Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea colloca le radici del getto nel periodo 1830-1860, intorno alla metà del secolo.
Il gesto nasce come corteggiamento, non come battaglia: le giovani fanciulle borghesi lanciavano arance dai balconi delle proprie abitazioni negli ultimi giorni di Carnevale, insieme a coriandoli, confetti, lupini e fiori. I destinatari erano i giovani da cui volevano essere notate.
L'arancia funzionava perché era rara: un frutto esotico proveniente dalla Costa Azzurra, non comune a Ivrea. Regalarlo era un omaggio, non un'offesa.
Il lancio avveniva durante il corso di gala delle vetture — carrozze inghirlandate — e dei carri allegorici, a ridosso di via Arduino e via Palestro, dove la conformazione del centro storico avvicina le case alle vie sottostanti. Dalle carrozze si iniziò a rispondere scherzosamente, e l'omaggio diventò duello: prima gioco cortese e quasi cavalleresco, poi lancio con maggiore accanimento.
Le cronache di metà Ottocento parlano di «Innocenti proiettili» scagliati dalle case sui passeggianti.
Le squadre e i carri, dal 1947
È dopo la Seconda guerra mondiale che il lancio prende la forma di oggi: le arance sostituiscono definitivamente i fagioli, e nascono le prime squadre di aranceri e i primi carri da getto.
Il riferimento concreto è il 1947, l'anno della squadra fondata da giovani dell'Ivrea calcio, che segna la nascita della Battaglia in forma organizzata. Nello stesso periodo si formano ufficialmente le prime squadre a piedi e si introducono regole rimaste pressoché identiche a quelle attuali.
L'Ottocento riguarda il gesto, il dopoguerra la sua organizzazione: il lancio esisteva da un secolo quando le squadre gli diedero una forma e un regolamento.
Violetta e il tiranno
Il carnevale però non racconta questa storia: ne racconta un'altra, che non è storica e non pretende di esserlo. Riporta la battaglia a circa 800 anni fa, intorno al 1200, e racconta di Violetta, figlia di un mugnaio, che rifiutò il droit du seigneur e decapitò il tiranno mentre dormiva. La testa mostrata ai cittadini scatenò la rivolta, e il palazzo fu assaltato e incendiato.
Nella rievocazione i ruoli sono ancora quelli: i lanciatori a piedi rappresentano il popolo, quelli sui carri le schiere del tiranno.
Il tiranno della leggenda è due uomini in uno, e sono entrambi esistiti. Ranieri di Biandrate, figlio del conte Guido III, fu insediato a Ivrea sopra il vescovo e il Comune, e nel 1194 i cittadini lo cacciarono distruggendogli il castello di San Maurizio; Guglielmo VII del Monferrato tenne la città fra il 1266 e il 1272, con abusi e tasse pesanti. La memoria popolare li ha fusi nel signore unico che Violetta uccide nel racconto.
Il carnevale prima delle arance
Lo Storico Carnevale di Ivrea è presentato come «il più antico Carnevale Storico d'Italia», e i suoi riti primari — la Zappata e l'abbruciamento degli Scarli — sono di origine medievale, tramandati oralmente fino al 1808.
Il 1808 è la prima fonte scritta: prima di quella data non c'è documento, c'è memoria. Nel XVI secolo la festa era gestita dai rioni in rivalità fra loro, rappresentati dalle parrocchie di San Maurizio, San Lorenzo, Sant'Ulderico, San Salvatore e San Grato.
La Battaglia, in confronto, è recente: nasce sui balconi dell'Ottocento, dentro una festa che era già antica di secoli.
Curiosità in pillole
- La battaglia dura tre giorni.
- Il consumo di agrumi è indicato in più di 550.000 libbre, pari a 250.000 chilogrammi.
- La celebrazione è annuale ed è tenuta come memoria della liberazione dal tiranno.
Domande frequenti
Da quando si tirano le arance a Ivrea?
Il gesto risale al periodo 1830-1860, la battaglia organizzata in squadre al 1947. Prima si lanciavano fagioli e mele.
Perché proprio le arance?
Perché nell'Ottocento erano un frutto esotico che arrivava dalla Costa Azzurra e non era comune a Ivrea: lanciarle dal balcone valeva come omaggio.
La leggenda di Violetta è vera?
È una leggenda medievale, non un fatto documentato. La prima fonte scritta del Carnevale è del 1808.