Carnevale Storico Crescentinese 2027 - La Regina Papetta e la Campana dell'Alleanza
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 30/08/2026.
C'è una campana, a Crescentino, che si chiama Campana dell'Alleanza e porta una data: 1529. È l'anno in cui la città si ribellò al Conte Riccardo IV Tizzoni, aiutata dagli abitanti di Vische; e ogni anno, durante il carnevale, quella campana suona sei rintocchi: i primi tre li dà il sindaco di Vische, gli altri tre la Regina Papetta.
Il conte, le tasse e lo ius primae noctis
La storia comincia con un signorotto. Il Conte Riccardo IV Tizzoni vessava la popolazione con soprusi e angherie, e con nuovi pesanti balzelli: la tassa della molitura del grano, la tassa sul sale e la tassa sul transito nelle sue borgate.
Poi impose la cosa peggiore. Lo «ius primae noctis», il diritto della prima notte, era stato elargito agli antenati della Casata dal Serenissimo Imperatore Federico I di Svevia, detto il Barbarossa, in premio dell'eroismo e del coraggio dei Marchesi Tizzoni nella difesa dell'Impero; in base a quell'editto tutte le giovani spose venivano scortate dalle guardie al castello, dove erano costrette a trascorrere insieme al Tiranno le ore immediatamente seguenti il matrimonio.
Di tutto questo si trova traccia nei documenti conservati all'Archivio Storico comunale, datati 1529.
Che cosa dice la leggenda
Quello che successe quella notte è raccontato come leggenda, e vale la pena riportarlo con le parole del racconto. Secondo la leggenda, nella notte fra il 14 e il 15 febbraio 1529, mentre il paese, immerso nel sonno, attendeva di festeggiare gli ultimi giorni di carnevale, la figlia del mugnaio del Mulino Stella — fresca sposa, che si trovava a Palazzo — tagliò la testa al Tiranno, proprio mentre il popolo iniziava la rivolta richiamato dal suono della campana della torre civica.
In una versione la ragazza finge di sottostare al diritto feudale, va dal nobiluomo e a sorpresa gli taglia la testa.
Il fatto, invece, è la rivolta del 1529: un gruppo di crescentinesi, in segreto accordo con gli abitanti di Vische, insorse contro la famiglia Tizzoni e ne incendiò il palazzo. Da Vische, piccolo paese alle porte del Canavese, era arrivato un gruppo di rivoltosi che si era liberato da poco di un despota suo.
Papetta, il mais e la polenta
La giovane sposa divenne simbolo della città col titolo di Regina Papetta. Secondo gli studiosi locali il nome viene dal frutto del mais, da cui si ricava la farina per la polenta.
Il colore se n'è ricordato. Il costume della Regina Papetta dev'essere panna, giallo o oro, per ricordare il colore del mais, e in generale i costumi si rifanno agli abiti utilizzati nel XVI secolo.
Con lei c'è il Conte Tizzoni: sono le due maschere ufficiali della Città, e ogni anno li interpreta una coppia diversa, annunciata il 6 gennaio. Attorno si muove una corte fatta di dame, armigeri, una damina e un paggetto, presi dai rioni della città; e dietro ci sono la Magnifica Confraternita delle Regine Papetta e dei Conti Tizzoni, con i tradizionali mantelli neri, che raccoglie chi ha già avuto quel ruolo.
L'alleanza con Vische
L'alleanza fra i due comuni non è un ricordo: è una cosa che si esegue. Fra Crescentino e Vische venne sancita una fraterna alleanza, che lega ancora oggi i due Comuni, e a rappresentarla c'è la Ravisera di Vische, maschera ufficiale del Comune canavesano alleato con Crescentino sin dal 1529.
Durante la festa la delegazione vischese arriva in piazza Caretto; poi Regina, Conte e autorità civili dei due comuni fanno insieme la passeggiata musicale per le vie. L'accensione delle torce avviene in un simbolico gesto di fratellanza e unione: le accendono il Sindaco, la Regina Papetta e la Ravisera di Vische, rinsaldando l'antica Alleanza del 1529.
E poi ci sono i sei rintocchi della campana, che accompagnano il proclama della Regina Papetta dal balcone del Municipio. Riti simili scandiscono carnevali storici di tutta Italia.
Il proclama, la bandiera, il corso
Il calendario comincia presto: il 6 gennaio, con la pifferata lungo le vie cittadine, la presentazione dei personaggi e il loro affaccio dal balcone del Municipio.
Nei giorni della festa la sequenza è precisa. Dal parco Tournon parte il corteo storico che accompagna il Conte Tizzoni in Municipio, dove, scortato dai suoi due armigeri, si affaccia dal balcone per dare lettura del famoso proclama dello «Ius primae noctis» — con lui sfilano il gonfaloniere e gli stendardi dei rioni, e due figuranti nel ruolo di guardie svizzere. Poi, dalla loggia centrale del Palazzo Municipale, si tiene la solenne cerimonia pubblica di incoronazione della Regina Papetta.
C'è una bandiera che segna l'inizio e la fine. «La Biricchina» è la bandiera del Carnevale, simbolo del buonumore, e viene issata sul pennone di piazza Garibaldi; alla fine, dopo che ha sfilato con i carri, viene ammainata al cospetto della Regina Papetta, mentre il presidente dell'associazione pronuncia la formula ufficiale «a me la bandiera». Il cerimoniale è recente — è stato introdotto nel 2014 — ma è diventato in fretta un pilastro della manifestazione. In mezzo c'è la Santa Messa nella chiesa parrocchiale dell'Assunta, con la corte carnevalesca e la Confraternita.
Il fiore all'occhiello resta il Corso Mascherato. Ai carri, selezionati fra le più belle opere in cartapesta dei principali carnevali piemontesi, si aggiungono bande musicali, majorettes, sbandieratori, gruppi storici, folkloristici e mascherati, chiamati anche da fuori regione; un anno sono state tre ore ininterrotte di spettacolo, con oltre mille figuranti e quindici carri. Ad aprire la sfilata è il carro fiorito della Regina Papetta e del Conte Tizzoni, che regalano mimosa e caramelle al pubblico. Per i più piccoli c'è il Carnevalbimbi.
Chi la organizza, e che cosa resta in città
Dal 2012 il Carnevale Storico Crescentinese è organizzato dall'Associazione «I Birichin», ed è la manifestazione più antica della città.
Di quella storia, in paese, si possono ancora vedere i luoghi: l'associazione organizza tour guidati su prenotazione, e si visitano la Campana dell'Alleanza che suonò la rivolta, l'imponente Torre Civica e l'antico Mulino legato alla leggenda della Regina Papetta.
Alla sfilata partecipano anche gruppi storici di altre città, come i Conti Balbis di Vernone e i Marchesi Paleologi di Chivasso. E gli stendardi dei rioni, portati a mano dagli alfieri in costume, scortano la Regina e il Conte durante la rievocazione dell'incoronazione: simboleggiano la partecipazione di tutta la Città.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere del Carnevale Storico Crescentinese, a Crescentino, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Crescentino a un passo dal centro, 600 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Rondissone Ovest, e da lì restano 16 chilometri e 15 minuti.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Vercelli, altre tradizioni.
- Carnevale di Borgosesia — febbraio
- Carnevale Storico di Santhià — febbraio
- Walsertreffen ad Alagna Valsesia — ottobre