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Carnevali Storici

Festa della Radeca a Frosinone 2027 - Le foglie d'agave alzate al cielo il martedì grasso

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dall'8 al 17 febbraio 2026

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 01/09/2026.

La Festa della Radeca è il principale avvenimento del Carnevale storico di Frosinone e si svolge ogni Martedì grasso, con il cuore nel rione Giardino. Nel dialetto frusinate la radeca è la foglia verde dell'agave, e per un giorno la città intera la porta in mano: va brandita in alto, per scacciare e distruggere il male.

È una tradizione carnevalesca unica in Italia, e ogni anno richiama a Frosinone migliaia di persone. Il Carnevale storico si apre la domenica precedente il Giovedì Grasso; il martedì è il giorno in cui tutto converge.

Una festa più antica del carnevale

L'origine della Radeca è molto lontana nei secoli e sembra precristiana: la si ricollega ai Saturnali romani e ai riti della fertilità e della fecondità, oltre che a riti di purificazione. La lunga foglia dell'agave era un antico simbolo propiziatorio di fertilità, e prima che si usasse l'agave si innalzavano piante di stagione a foglia larga, prese dagli orti e dai campi.

Della festa restano tracce scritte già negli statuti comunali del XIII secolo, che prevedevano la sospensione delle attività giudiziarie durante le festività.

Il generale Championnet

L'altro protagonista, accanto alla radeca, è un generale francese. Nell'estate del 1798, durante l'Insorgenza, le truppe franco-polacche premevano alle porte di Frosinone e volevano entrare nella zona dell'attuale Rione Giardino; la popolazione si ribellò all'esercito napoleonico e, racconta la leggenda, grazie al vino li scacciò a colpi di radeca.

Il generale Jean Antoine Étienne Vachier, detto Championnet, partecipò ai festeggiamenti del Carnevale e assaggiò i fini fini. È fra il 1798 e il 1799 che la festa assunse il rilievo che ha ancora, e il generale ne è diventato il fantoccio di Re Carnevale. Molte feste danno un volto al loro re, e la raccolta dei carnevali storici le contiene.

Le chiavi della città e il campanile

La giornata comincia con la consegna delle chiavi della città al Radecaro, al Pantanaro e al Ciociaro. Il sindaco sale poi sul Campanile — il punto più alto — e da lì brandisce la radeca davanti alla città, mostrandola come simbolo identitario del Carnevale.

Nella folla ci si tocca la testa con l'agave come augurio di prosperità.

Il corteo, dopo il pranzo di maccarune

La Festa della Radeca comincia dopo il pranzo del Martedì Grasso, a base di maccarune. Dal Rione Giardino parte il corteo storico, aperto da un carretto che trasporta una botte di vino; dietro vengono l'asino cavalcato dal Notaro e i figuranti in abiti settecenteschi, insieme al grande fantoccio di cartapesta vestito da Championnet.

I Radicari e i Pantanari indossano il tradizionale abito ciociaro e brandiscono, rispettivamente, la radeca e una cima di cavolfiore. Dietro sfilano i rioni storici della città — Giardino, Centro Storico, Pescara e Madonna della Neve — con i gruppi organizzati e vestiti secondo la tradizione dell'epoca. Ai riti antichi si sono aggiunti nei secoli la sfilata dei carri allegorici e il corteo in costume.

Il processo, il rogo, il testamento

Al termine della sfilata si svolge il processo al Generale Championnet, durante il quale l'imputato beve vino e mangia i fini fini. La condanna porta al rogo di Re Carnevale, e appena il fantoccio brucia comincia una danza liberatoria, con le radeche che ondeggiano sopra la folla.

La festa si chiude al Rione Giardino con la lettura del Testamento del Generale morto. Nel rione si aprono le cantine, e la distribuzione di vino e fini fini prosegue fino a tardi.

Le regole della radeca

Chi partecipa deve avere la foglia in mano: è obbligatorio, se non si vuole essere colpiti con essa. I nuovi arrivati vengono «battezzati» con un semplice tocco di radeca sulla schiena, mentre un tempo chi entrava nella folla senza foglia veniva spinto fuori a gomitate.

C'è anche un divieto che viene dritto dal 1798: non si gira con i capelli duri che ricordino quelli dei soldati francesi.

Che cosa si mangia, e che cosa si canta

I fini fini sono maccheroni alla ciociara con le recaglie, e accompagnano tutta la giornata. La canzone tradizionale del Carnevale si chiama «Canzone de Carnuale»; un testo ottocentesco racconta che, in quel giorno, ricchi e poveri ballavano insieme il saltarello.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la Festa della Radeca a Frosinone richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Frosinone, a 3,4 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo al casello di Frosinone aspetta un percorso di 4,6 chilometri che in 4 minuti porta a destinazione.

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