Mamuthones e Issohadores a Mamoiada 2027 - i campanacci che aprono il carnevale
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: mamoiadaturismo.it, letta il 20/09/2026.
I Mamuthones e gli Issohadores escono per le strade di Mamoiada, in provincia di Nuoro, il 17 gennaio, per la festa di Sant'Antonio Abate, e poi la domenica di carnevale e il martedì grasso. Dodici uomini coperti di pelli di pecora nera sfilano in due file scandite da un Issohadore, che con una fune di giunchi intrecciati cattura gli spettatori. Ogni Mamuthone porta sulla schiena «sa Carriga», un gruppo di campanacci che pesa intorno ai 20-25 chili.
Venticinque chili di campanacci sulla schiena
I Mamuthones indossano sul viso una maschera nera, chiamata «visera», pelli di pecora nera, abbigliamento in velluto, un cappello, «bonette» e un fazzoletto da donna in tibet. Portano inoltre «sa Carriga», un gruppo di campanacci che pesa intorno ai 20/25 kg, e campanelle in bronzo sul petto.
La maschera è di legno, e il peso sulle spalle richiede aiuto per essere sistemato: vestire un Mamuthone non è un compito facile, bisogna essere bravi e precisi nello stringere le cinghie.
Sotto quella maschera non esce una parola. I Mamuthones non parlano mai: il silenzio è ciò che dà loro un'aura di sacralità e mistero.
Il corpetto rosso e la fune di giunchi
Accanto a loro cammina l'altra figura, vestita di bianco e di rosso. Gli Issohadores indossano parte del costume tradizionale maschile di Mamoiada: un corpetto rosso, la camicia bianca, i calzoni bianchi di stoffa e le calze nere di orbace. Portano una maschera bianca, la berritta e una bandoliera di campanellini in bronzo.
In mano hanno l'attrezzo che dà loro il nome. Gli Issohadores portano la fune di giunchi intrecciati, «sa soha», che essi utilizzano per acchiappare letteralmente gli spettatori durante la loro esibizione. A Mamoiada escono così; l'indice dei carnevali storici elenca le altre feste.
Dodici in due file, e il passo che si torce
Il gruppo è composto solitamente da 12 Mamuthones, che possono arrivare anche a 16 in occasioni particolari, e circa 8/10 Issohadores, e i dodici elementi simboleggiano i dodici mesi dell'anno.
Si muovono insieme in una sorta di processione, divisi in due file con un Issohadore davanti alla guida che ne scandisce il passo cadenzato e ad intervalli regolari. Passo a destra e torsione del busto a sinistra, e viceversa. A intervalli compiono insieme tre salti più veloci sul posto, e le processioni sfilano saltando e muovendosi all'unisono in quella che sembra una sorta di danza tribale.
Il 17 gennaio, davanti ai fuochi di Sant'Antonio
La prima uscita dell'anno ha una data fissa e un fuoco acceso. L'inizio delle celebrazioni, «sa prima Essìa», è ogni anno il 17 gennaio, in occasione della Festa del fuoco di Sant'Antonio, ma iniziative e sfilate si protraggono fino alla fine di febbraio.
Le uscite successive stanno dentro il carnevale: la domenica di carnevale e il martedì grasso di ogni anno.
Il paese che li mette in strada è piccolo e sta in mezzo alle montagne: Mamoiada è un paese di circa 2.500 abitanti nel cuore della Barbagia di Ollolai, al confine fra il Gennargentu e il Supramonte, e ospita il Museo delle Maschere Mediterranee.
Che cosa rappresentano, secondo chi li studia
L'origine dei Mamuthones è controversa. Una linea di studi la fa risalire a riti pagani, propiziatori e totemici, antichissimi; un'altra le vede comparire nel folklore sardo solo nel XIX secolo.
Secondo una delle teorie sull'origine, la sfilata avrebbe radici nell'età nuragica e simboleggerebbe la transumanza: gli Issohadores rappresenterebbero i pastori che con la fune (sa soha) cercano di catturare gli animali che si allontanano dal gregge, mentre i Mamuthones compirebbero un rito propiziatorio per il raccolto dell'anno.
Una delle interpretazioni più accreditate è quella del rito propiziatorio legato al ciclo della natura, e il suono dei campanacci servirebbe a scacciare via gli spiriti maligni.
Come arrivare alla festa
La festa a Mamoiada si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Prato Sardo, a 16 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Mamoiada, e il tragitto è di 2,8 chilometri per 4 minuti di guida.
Altre feste in provincia di Nuoro
Qui intorno, altre feste che meritano una deviazione.
- Thurpos ad Orotelli — gennaio
- Su Bundhu ad Orani — febbraio
- Boes e Merdules ad Ottana — marzo