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Come si è celebrato l'8 marzo in Italia: dai teatri alle piazze
L'8 marzo in Italia si celebra in cinque modi: i cortei transfemministi, lo sciopero, gli spettacoli teatrali e i concerti, le aperture gratuite di musei e mostre, e i banchetti delle associazioni. Le date e i titoli cambiano ogni anno, lo schema no.
A tenerlo insieme è una manifestazione che si ripete in tutte le città.
Le piazze, e lo sciopero
Il corteo è l'appuntamento centrale, e a organizzarlo è Non Una di Meno, che chiama la mobilitazione «Lotto marzo» e la porta in molte città contemporaneamente.
Accanto al corteo c'è la seconda forma di mobilitazione: lo sciopero, indetto per l'intera giornata contro i retaggi della cultura patriarcale. In alcune edizioni cade lo stesso giorno della manifestazione, in altre il giorno dopo; la Cgil affianca appuntamenti propri, organizzati regione per regione.
Gli esempi delle singole edizioni danno la misura del calendario: a Roma il concentramento del 2025 era alle 10 in piazza Vittorio Emanuele II, mentre nel 2026 la manifestazione è partita da piazzale Ugo La Malfa alle 17. A Milano il corteo del 2025 è partito da piazza Duca d'Aosta, davanti alla stazione Centrale; nel 2024 era coinciso con lo sciopero generale nazionale.
I teatri e i concerti
Il teatro è la forma più diffusa fra le iniziative culturali, e in genere occupa la sera.
- Roma, 2025 — spettacoli all'Auditorium del Museo dell'Ara Pacis alle 21 e al Teatro del Lido di Ostia alle 19.
- Milano, 2024 — la prima assoluta di «Shakespeare 2.0» al Teatro Menotti, con Claudio Santamaria e Francesca Barra, e uno spettacolo al Teatro Carcano con Antonella Questa, Valentina Melis e Teresa Cinque.
- Milano, 2026 — spettacolo al Teatro Franco Parenti nelle serate del 7 e dell'8 marzo.
I concerti seguono lo stesso schema, fra sale istituzionali e sedi sindacali: a Milano, nel 2026, un concerto in Sala Alessi a Palazzo Marino alle 11 e uno alla Camera del Lavoro alle 20.30, con il coro femminile The Good News FGC che canta per i diritti civili, contro la violenza di genere, per il lavoro e la pace. A Bologna il Teatro Comunale suona all'Auditorium Manzoni. Le cinque forme non stanno tutte sullo stesso piano: due sono mobilitazione, il corteo e lo sciopero; le altre tre — teatri, musei, itinerari nei quartieri — sono programmazione culturale, con molti ingressi gratuiti. Chi partecipa soltanto alle une o soltanto alle altre porta a casa un 8 marzo diverso.
I musei
C'è una parte della giornata che riguarda chi non va in piazza: musei e aree archeologiche statali offrono l'ingresso gratuito, e molte istituzioni costruiscono percorsi dedicati.
Gli itinerari seguono un filo: le donne nell'arte, come autrici o come soggetti.
- Bologna — visita guidata al MAMbo sulla mostra dedicata a Lynda Benglis e Properzia de' Rossi, e un percorso in Pinacoteca nazionale intitolato «Artiste e committenti dentro e fuori i monasteri», con ingresso gratuito alle donne.
- Roma — a Palazzo Venezia l'itinerario «Donne di marmo, donne dipinte», sulle donne raffigurate nella pittura e nella scultura.
- Firenze — ingresso gratuito alle visitatrici alla Galleria dell'Accademia.
Gli itinerari nelle città
La quarta forma è diffusa e capillare: percorsi, camminate e visite nei quartieri.
A Roma il programma #8MarzoSempre ha contato in un'edizione oltre cento eventi, distribuiti fra musei, spazi pubblici, biblioteche e Municipi: dall'intervista impossibile ad Annia Regilla alla Villa di Massenzio al percorso «Donne d'Italia» al Mausoleo Ossario Garibaldino, dalla Centrale Montemartini con l'autoritratto di Maria Barosso al Museo di Roma a Palazzo Braschi.
Nello stesso giorno il Municipio XII organizza una camminata per le panchine rosse, dal Teatro Vascello a Villa Pamphili.
I banchetti
L'ultima forma è la più antica e la più semplice: il banchetto in piazza.
A Bologna l'UDI presidia piazza Maggiore dalle 10 alle 16; le associazioni aprono le proprie sedi — come Sos Donna Bologna in via Saragozza — e distribuiscono materiali informativi insieme alla mimosa.
Nelle città più piccole la giornata si mescola alla vita ordinaria: a Varese, in una delle edizioni documentate, l'8 marzo coincideva con l'Antico Mercato Bosino e con un pomeriggio di concerto e ballo in piazza del Podestà.
Perché proprio questi modi
Le cinque forme non sono intercambiabili: rispondono alle due anime della ricorrenza.
Il corteo e lo sciopero riprendono l'origine della giornata, che commemora la manifestazione delle operaie di San Pietroburgo del 23 febbraio 1917 — l'8 marzo nel calendario gregoriano — quando le donne russe sfilarono contro la fame e per il ritorno a casa di figli e mariti.
Musei, teatri e banchetti tengono invece l'altro lato: il racconto, la memoria, la raccolta di fondi e informazioni. È il motivo per cui la stessa giornata può contenere un corteo alle 17 e una visita guidata alle 17.30.