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Festa della Donna · Storia e origini

Perché la festa della donna è l'8 marzo: lo sciopero di Pietrogrado del 1917

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

L'8 marzo è l'8 marzo per via di uno sciopero cominciato nelle fabbriche tessili di Pietrogrado nel 1917. Quel giorno, che in Russia era il 23 febbraio del calendario giuliano, le operaie uscirono dai reparti chiedendo pane e pace. Una settimana dopo lo zar aveva abdicato.

La data non fu decisa a tavolino: fu presa da un fatto.

Che cosa successe quel giorno

La protesta nacque spontaneamente nelle fabbriche tessili del distretto operaio di Vyborg, a Pietrogrado — nome che allora portava la capitale.

La Russia era stremata dalla Prima guerra mondiale e soffriva gravi carenze di cibo: gran parte delle fabbriche era mandata avanti da donne, le casalinghe erano esasperate dalla difficoltà di trovare da mangiare, e molte andavano alle code per il pane prima di entrare in sciopero.

Nel pomeriggio le tessili lasciarono il lavoro. Marciarono verso le fabbriche vicine, bussarono a porte e finestre per convincere gli uomini a fermarsi, e raccolsero oltre cinquantamila persone. Poi si riversarono su Nevsky Prospekt, la via principale della città.

Le richieste erano quelle di chi ha fame e ha i figli al fronte: pane, pace, la fine della guerra e la fine dello zarismo. Gli slogan erano «pane e pace» e «pane e dignità»; le donne chiesero al governo zarista di sfamare i figli dei difensori della patria e che i loro uomini tornassero a casa.

Quante furono

Le cifre misurano cose diverse, ed è utile tenerle distinte:

Come una protesta diventò una rivoluzione

Le manifestazioni si allargarono nei giorni successivi. Due giorni dopo cominciò lo sciopero generale di tutti i lavoratori di Pietrogrado, insieme a metalmeccanici e studenti.

Le autorità furono sorprese. I cosacchi non caricarono i manifestanti e finirono per unirsi alla protesta; alcuni reparti inviati a reprimere solidarizzarono, e l'esercito appoggiò i dimostranti. I ponti furono alzati, ma la Neva era ghiacciata e la folla avanzò comunque verso i palazzi del potere.

Dopo una settimana cadde la dinastia dei Romanov, che governava la Russia dal 1613: lo zar Nicola II abdicò. È l'inizio della Rivoluzione di Febbraio, e fra le conseguenze c'è il diritto di voto alle donne.

Perché quella data è diventata la festa

Il legame fra lo sciopero e la ricorrenza è esplicito: la data fu riconosciuta come simbolo della lotta femminile per diritti, lavoro e pace.

Il passaggio formale avvenne nella seconda Conferenza internazionale delle donne comuniste, a Mosca, nel giugno 1921.

La data di riferimento è il 1921, con la conferenza di Mosca; seguono il 1922 di una dichiarazione attribuita a Lenin e un 1914 in cui la data sarebbe stata «resa stabile». La versione più ricorrente, e la più circostanziata, è quella del 1921.

Le due date della stessa giornata

Il doppio riferimento — 23 febbraio e 8 marzo — non indica due giorni ma lo stesso giorno in due calendari: la Russia usava ancora il calendario giuliano, in ritardo di tredici giorni sul gregoriano.

Ne segue che in Russia quella ricorrenza è tuttora legata al 23 febbraio, mentre nel resto del mondo cade l'8 marzo.

Le donne scelsero «l'ultima domenica di febbraio» per proclamare lo sciopero: l'indicazione non coincide con il 23 febbraio giuliano riportato da tutte le altre.

Non era la prima volta

Le russe non erano alle prime armi con questa giornata: l'avevano celebrata per la prima volta nel 1913, quattro anni prima dello sciopero.

Domande frequenti

Perché la festa della donna è l'8 marzo?

Per lo sciopero delle operaie tessili di Pietrogrado dell'8 marzo 1917, che chiedeva pane e pace e diede avvio alla Rivoluzione di Febbraio.

Perché in Russia si parla del 23 febbraio?

Perché la Russia usava il calendario giuliano: il 23 febbraio giuliano corrisponde all'8 marzo gregoriano. È lo stesso giorno.

Che cosa provocò quello sciopero?

Uno sciopero generale in tutta Pietrogrado, la solidarietà dell'esercito e, dopo una settimana, l'abdicazione di Nicola II e la fine della dinastia Romanov.

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