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Quale fiore si regala alla festa della mamma: il garofano, l'azalea e le altre
Il fiore simbolo della festa della mamma è il garofano, e all'origine era bianco: nel 1908, alla prima celebrazione ufficiale, Anna Jarvis ne fece distribuire cinquecento ai partecipanti. In Italia il fiore più diffuso è però un altro, l'azalea, e da quarant'anni ha anche una funzione benefica.
Il colore, in ogni caso, non è indifferente.
Il garofano, e i suoi colori
Il fiore simbolo della ricorrenza è il garofano (Dianthus caryophyllus), e la scelta risale al 1908, quando Anna Jarvis organizzò la prima celebrazione ufficiale a Grafton, in West Virginia, in memoria della madre Ann Reeves Jarvis.
La scelta del garofano bianco ha una ragione personale: era il fiore preferito della madre. Nella lettura che ne diede Jarvis, il bianco stava per purezza, amore duraturo e dedizione, e il profumo delicato ne rafforzava la capacità evocativa.
Il codice dei colori si definì subito dopo, ed è ancora quello:
- rosso e rosa — dedicati alle madri viventi; per Anna Jarvis il garofano rosso era proprio il fiore delle mamme in vita;
- bianco — associato al ricordo delle madri scomparse.
Il garofano rosa è quello che incarna l'amore materno: nella tradizione cristiana, Maria, vedendo il figlio sulla croce, versò lacrime che si trasformarono in garofani rosa. Secondo la stessa lettura simbolica il garofano sta per l'amore eterno della madre verso i figli.
L'azalea, e la ricerca
In Italia il fiore per eccellenza della giornata è l'azalea, e non solo per gusto: da decenni è legata a una campagna di raccolta fondi.
Sul piano simbolico esprime gioia, speranza e fortuna, e le viene attribuito anche il senso di femminilità e delicatezza: regalarla vale come ringraziamento per la dolcezza e il sostegno incondizionato.
Sul piano pratico, dal 1984 l'Azalea della Ricerca sostiene gli studi sui tumori che colpiscono le donne. I numeri di una singola edizione danno la misura: nel 2023 l'iniziativa ha coinvolto 20.000 volontari in oltre 3.600 piazze italiane, con una donazione richiesta di 18 euro.
È il motivo per cui in molte città, la seconda domenica di maggio, i banchetti con le piante in vaso arrivano prima dei fiorai: l'azalea è diventata anche un segno della salute al femminile.
Le rose, i tulipani e gli altri
Fuori dai due simboli principali, la scelta si allarga.
La rosa è indicata come il fiore che più di ogni altro sta per l'amore e l'affetto materno, ed è fra i doni più diffusi in Italia insieme ai tulipani. Fra i simboli ricorrenti della giornata compaiono anche il rosso e il cuore.
La differenza geografica resta netta: in America si regalano soprattutto garofani, in Italia rose e azalee.
Quando si regalano
In Italia e in molti altri Paesi la festa cade la seconda domenica di maggio. All'inizio la data era fissa all'8 maggio, e la consuetudine della domenica si è affermata anche per esigenze commerciali.
La festa si affermò per consuetudine: il disegno di legge presentato non fu mai approvato. Il passaggio alla data mobile è successivo al 2000.
A San Marino, invece, la festa si celebra il 15 marzo.
Un fiore che dura, e uno che si consuma
C'è una differenza pratica fra i due doni principali, e conta al momento dell'acquisto.
I fiori recisi — rose, garofani, tulipani — sono un gesto che dura pochi giorni: si mettono in vaso e finiscono lì.
L'azalea è invece una pianta in vaso: se curata, sopravvive alla giornata e torna a fiorire l'anno dopo. È anche la ragione per cui si presta bene alla campagna di beneficenza: chi la compra si porta a casa un oggetto che resta.
Domande frequenti
Qual è il fiore della festa della mamma?
Il garofano è il fiore simbolo storico, scelto nel 1908 da Anna Jarvis. In Italia il più diffuso è però l'azalea, seguita da rose e tulipani.
Che differenza c'è fra garofano bianco e garofano rosso?
Il rosso e il rosa sono dedicati alle madri viventi, il bianco al ricordo delle madri scomparse. Anna Jarvis scelse il bianco perché era il fiore preferito di sua madre, morta nel 1905.
Perché in Italia si regala l'azalea?
Per il significato che le viene attribuito — gioia, speranza, fortuna — e perché dal 1984 l'Azalea della Ricerca sostiene gli studi sui tumori femminili, con distribuzione nelle piazze la seconda domenica di maggio.