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Le tradizioni della Festa della Mamma in Italia: i riti e i lavoretti
La Festa della Mamma si celebra in Italia la seconda domenica di maggio. I bambini offrono alle madri disegni e altri lavoretti realizzati a scuola e recitano poesie dedicate alla mamma, anch'esse studiate a scuola; i fiori della giornata sono il garofano, scelto dalla Jarvis perché era il preferito della sua defunta madre, la rosa e l'azalea, venduta nei gazebo dell'AIRC nelle principali piazze d'Italia. Il debutto italiano fu a Brescia, e a Tordibetto di Assisi, dove la festa fu celebrata nel 1957, c'è il Parco della Mamma.
Il regalo si fa a scuola, e la prima volta si fece coi risparmi
In questa occasione, i bambini offrono regali alle loro madri, come disegni o altri lavoretti, che molto spesso hanno realizzato a scuola; comune è anche l'usanza di recitare poesie dedicate alla mamma, anch'esse studiate a scuola.
Nel debutto italiano della festa, a Brescia, le alunne avevano fatto dei lavoretti usando risparmi raccolti per mesi, donati poi a circa un centinaio di mamme, con una rosa. Di fatto in quel debutto bresciano ci sono tutti gli elementi che poi, nel tempo, hanno caratterizzato la festa — i lavoretti, i fiori, le scuole — e che si ritroveranno in tutta Italia.
Le lettere conservate da Emma Lubian Missiaia nella sua cartella di pelle nera, scritte da alunne e madri delle studentesse, parlano di una tradizione consolidata che nel 1963 arriva addirittura al Teatro Grande, dove viene consegnata la Rosa d'oro per la mamma dell'anno, oltre a duemila rose che, tradizionalmente, Missiaia acquistava sulla riviera ligure.
Il fiore giusto dipende da chi lo regala
La Jarvis scelse, come simbolo di questa nuova festa, il garofano, il fiore preferito dalla sua defunta madre. Dopo l'ufficializzazione del 1914 si è diffusa invece l'usanza di regalare rose rosa alle mamme, e in Italia tradizione vuole che tutte le mamme siano omaggiate con i fiori.
L'azalea è uno dei simboli più forti della Festa della Mamma, simbolo della femminilità, della grazia, della temperanza, e negli ultimi anni, in occasione della ricorrenza, sono stati allestiti dei gazebo nelle principali piazze d'Italia dove è stato possibile acquistare fiori di azalea: l'iniziativa è stata promossa dall'AIRC, l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, per informare e raccogliere fondi per le donne malate di tumore al seno e non solo. Regalare un'azalea è quindi un gesto d'amore e di solidarietà.
La rosa è uno dei simboli più potenti, da secoli associata alla figura materna, e nella simbologia cristiana richiama la purezza e la devozione mariana, mentre nel linguaggio dei fiori rappresenta amore, cura e generazione della vita. Secondo una leggenda popolare, i fiori offerti in dono si trasformano in rose, o sbocciano improvvisamente come segno della presenza luminosa della Vergine Maria.
A Tordibetto la ricorrenza occupa un parco intero
Nella frazione di Assisi dove la festa fu celebrata nel 1957, per rendere più ricca la festa c'è anche il Parco della Mamma, esempio unico di spazio verde in Italia dedicato alla figura materna, dove spicca una statua in bronzo — «Maternità», inaugurata nel 1970 — dell'artista Enrico Manfrini, che raffigura una mamma che tiene in braccio un bambino, posizionata all'interno delle mura perimetrali di quello che rimane di un'ex chiesa.
Ed è proprio in questo Parco della mamma che si svolge la festa, con momenti di preghiera, di riflessione sulla maternità, ricreativi e conviviali, con dibattiti, convegni, testimonianze di madri in difficoltà. Le Scuole primarie partecipano a un concorso di disegno intitolato a don Otello Migliosi, la festa è arricchita da un'estemporanea di pittura rivolta a bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado, e i bambini della Scuola materna di Sant'Ernesto di Palazzo omaggiano la mamma con i loro canti.
Il senso di quella giornata lo aveva scritto il parroco che la inventò, in un messaggio del 1992 poi distribuito ai paesani: «Una festa che affonda le radici nei valori della vita umana, una festa carica di sentimenti ideali» nei confronti di una figura, quella materna, simbolo primo «degli affetti, delle ansie, delle trepidazioni, dei sacrifici e delle amorevoli, premurose attenzioni con cui nella famiglia vengono circondati i figli». Nella sua adolescenza Francesco aveva «sentito» la tenerezza della madre, così da poter invitare i suoi frati nella sua Regola non bollata a farsi madri, a prendersi cura dei propri fratelli «come la madre ama e nutre il proprio figlio»; e nella lettera a Fra Leone scrisse «così dico a te, figlio mio, come una madre...».
In Calabria la seconda domenica di maggio si va in processione
Una delle celebrazioni più importanti si tiene a Paravati, in Calabria, dove ha sede la fondazione nata il 14 maggio 1987 per volontà della mistica Natuzza Evolo, oggi serva di Dio: la fondazione organizza ogni anno una giornata di preghiera e di omaggio alla Madonna, la mamma per eccellenza, e a Natuzza Evolo, considerata una madre spirituale da migliaia di devoti.
Prevede una processione della statua della Madonna nel piazzale antistante la chiesa di recente dedicazione, seguita dalla celebrazione eucaristica sul sagrato; nel pomeriggio si recita l'Ora di Guardia e si celebra un'altra messa, e i pellegrini possono anche visitare la tomba di Natuzza Evolo e accostarsi al sacramento della Riconciliazione nella cappella delle confessioni. La stessa giornata è l'anniversario della nascita della fondazione.
La tavola, i mercatini e la mamma più anziana del paese
Un'idea sempre gradita per festeggiare le nostre mamme è invitarle a pranzo: una tavola ben apparecchiata, bei garofani al centrotavola e pietanze fiorite nel piatto, accompagnando poi ogni portata con un biglietto scritto a mano. Anche i dolci seguono la stagione: in primavera trionfano i dolci da fare utilizzando l'essenza o parti del fiore, come i petali di rose o la torta di rose, che ne ricorda la forma, e fra le torte preferite del periodo ci sono le preparazioni a base di fragole.
In alcuni paesi la giornata comincia con la celebrazione della Santa Messa nella chiesetta della Madonna delle Grazie, prosegue con un pranzo conviviale per le mamme del centro storico che si sono prenotate, offerto insieme ai rappresentanti dell'Amministrazione Comunale, e prevede la consegna di una targa dell'Amministrazione Comunale alla mamma più anziana del centro storico, quale simbolo di riconoscenza e affetto verso tutte le mamme e il loro prezioso ruolo nella comunità; la giornata si conclude con un piccolo rinfresco aperto e offerto ai partecipanti.
Altrove il cuore dell'evento è il mercatino degli hobbisti e dei creativi, dove è possibile trovare idee regalo originali e manufatti artigianali; non manca il tradizionale Mercatino dei Bambini, dove i giovani espositori possono scambiare giocattoli e oggetti, e ogni mamma presente riceve un piccolo dono. Ai bambini è riservata anche una speciale attrazione: il pastore tedesco «Diva» e il suo addestratore li intrattengono con dimostrazioni ed esercizi. A Cerreto Sannita, invece, la festa la organizza il comitato festa Sant'Anna, l'8 maggio, e al mattino ci sono i prodotti tipici offerti dalle famiglie della contrada.
Il rito più antico di tutti era tornare a casa
La festa si chiamava Mothering Sunday e coincideva con la quarta domenica di Quaresima: in quell'occasione, tutti i bambini che vivevano lontano dalle loro famiglie, chi per imparare un mestiere, chi perché costretto a fare il servo per guadagnarsi da vivere, potevano ritornare a casa per un giorno.
A poco a poco si è diffusa la tradizione di riunirsi a metà del periodo di Quaresima per festeggiare la propria famiglia e soprattutto la mamma, considerata un elemento fondamentale dell'unione tra consanguinei, e i ragazzi che rendevano visita alle loro famiglie portavano alle mamme fiori o altro genere di regali. La tradizione del Mothering Sunday sopravvive ancora oggi in Inghilterra, dove è comunemente conosciuta come Mother's Day, e nel Regno Unito e in Irlanda si festeggia sempre la quarta domenica di Quaresima.
«Madre di Dio», Theotokos, è il titolo attribuito ufficialmente a Maria nel V secolo, esattamente nel Concilio di Efeso del 431, ma affermatosi nella devozione del popolo cristiano già a partire dal III secolo: la festa di Maria, madre di Dio, era in un certo senso la festa di tutte le mamme, anche se loro non erano affatto festeggiate.
Nello stesso periodo, poco lontano
Poco distante, altri paesi festeggiano a modo loro.
- Festa di San Bernardino a Montefranco — maggio
- San Felice a Spello — maggio
- Calendimaggio ad Assisi — maggio