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Festa Patronale di San Marco di Eca a Bovino e il lancio delle noci 2026

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
7 ottobre 2026

Fonte: discoverbovino.it, letta il 19/09/2026.

La Festa Patronale di San Marco di Eca si celebra il 7 ottobre a Bovino, in provincia di Foggia, in Puglia, nel giorno della morte del santo, avvenuta a Lucera nel 328. La Solenne Processione porta per il paese il busto d'argento con le reliquie del Santo e un secondo reliquiario ligneo dedicato a san Marco Africano, e lungo il percorso si lanciano le noci, in ricordo dell'episodio dello storpio miracolato. A promuoverla è la Confraternita di San Marco, istituita nel 1756.

Il 7 ottobre e il settenario

La festa cade il 7 ottobre: è il giorno in cui Marco morì, nel 328, a Lucera, all'età di 62 anni. Il giorno della sua deposizione si celebra da allora.

La giornata è preceduta da un periodo di preparazione noto come «settenario», durante il quale i fedeli si preparano spiritualmente a onorare il Santo. Storicamente la data festiva associata a san Marco di Eca era un'altra, il 14 giugno.

Le noci lanciate per lo storpio

Il cuore della giornata è la Solenne Processione, in cui viene portato il busto d'argento che contiene le reliquie del Santo. E lungo il percorso arriva il momento più notevole: il lancio delle noci, in ricordo dell'episodio dello storpio miracolato, la guarigione avvenuta per intercessione di Marco.

Insieme al getto delle noci, la festa di un tempo aveva un'altra manifestazione, la «Veglia in onore di San Marco»: erano le due usanze, una liturgica e una folcloristica, che caratterizzavano anticamente la celebrazione.

Due reliquiari, uno d'argento e uno ligneo

Lungo il percorso della processione non viene portato un reliquiario solo, ma due, e ciascuno ha il suo santo. Uno è d'argento e rappresenta Marco di Eca; l'altro è ligneo ed è dedicato al suo omonimo, san Marco Africano, tradizionalmente ritenuto vescovo di Bovino.

A promuovere la processione è la Confraternita di San Marco, istituita nel 1756 e riconosciuta giuridicamente con Regio Decreto dello stesso anno. È stata lei, nei secoli, a mantenere vivo il culto del Santo e a promuovere le iniziative per la celebrazione della sua festa.

Dalla distruzione di Aeca al Cappellone

Marco di Eca — spesso designato con l'epiteto di Confessore — fu vescovo di Aeca o di Lucera; nacque intorno al 266 e morì intorno al 328. Nacque ad Aeca, città dell'Apulia che nel 663 sarebbe stata distrutta da Costante II e sarebbe risorta solo nel 1018, con il nome di Troia. Eletto a capo della diocesi, fu consacrato da papa Marcellino.

Per testamento aveva dichiarato di voler essere sepolto a Bovino: la sua volontà fu rispettata, e sul suo corpo fu costruita una chiesa. Le spoglie furono traslate lì forse per metterle al sicuro dopo la distruzione di Aeca.

Di quella chiesetta originaria non si conosce la data di costruzione. Si sa che fu consacrata nel 1197 — lo attesta un'epigrafe datata al 1703 — e che venne annessa al presbiterio dell'allora cattedrale; ricostruita in forme romaniche, fu poi inglobata nella nuova cattedrale di Santa Maria Assunta, dove ha preso il nome popolare di Cappellone di San Marco. Nel XVIII secolo il vescovo di Bovino Antonio Lucci, dopo il ritrovamento delle spoglie nel Cappellone, vi fece costruire un nuovo altare per custodirle.

Una navata sola e quattro sepolcri

L'aspetto che il Cappellone ha oggi viene dai restauri degli anni Trenta del Novecento, che eliminarono tutte le aggiunte barocche: si conservò soltanto l'altare settecentesco, su cui insiste la pala con la «Visione di San Marco», e il busto reliquiario di scuola napoletana del XVIII secolo che contiene le ossa del santo.

L'interno è a navata unica, chiuso da un ampio presbiterio sormontato da una cupola, e lungo le pareti si trovano quattro monumenti sepolcrali di vescovi della città; di pregiata fattura è la fonte battesimale in marmo del XVII secolo, dono dei Guevara. Dall'esterno si entra da un portale con una lunetta a bassorilievo che raffigura san Marco di Aecae, con mitra e pastorale, fra due diaconi che reggono la suppellettile liturgica.

Della sua vita, del resto, si sa quello che una sola fonte ha tramandato: l'unica agiografia che ne parli diffusamente è una Vita scritta fra il tardo XI secolo e i primi decenni del XII da un amanuense proprio a Bovino, la città che custodiva — e custodisce — quelle che sono ritenute le sue spoglie. Nel 1631 il chierico Domenico Pietropaoli ne scrisse una versione in italiano, dicendo che l'originale a cui attingeva era custodito nel Tesoro della Cattedrale di Bovino.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Bovino per la Festa Patronale di San Marco di Eca chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Bovino-Deliceto, a 6,8 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Deliceto, e il tragitto è di 24 chilometri per 29 minuti di guida.

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