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Festa dei Santi Martiri di Otranto e la processione dell'urna delle reliquie 2027

9 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
24 luglio 2026

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: diocesiotranto.it, letta il 19/09/2026.

La Festa dei Santi Martiri si tiene ogni anno dal 13 al 15 agosto a Otranto, in provincia di Lecce, in Puglia, per i patroni della Città e dell'Arcidiocesi: gli ottocento cittadini decapitati sul Colle della Minerva il 14 agosto 1480 per non aver rinnegato la fede cristiana. Il 13 agosto è dedicato alla commemorazione civile dell'eccidio, il 14 al pontificale in Cattedrale e alla processione con l'urna delle reliquie, portata a spalla dai sacerdoti della diocesi idruntina. I Martiri sono stati canonizzati da Papa Francesco il 12 maggio 2013, nella prima canonizzazione del suo pontificato.

Tre giorni dopo la caduta della città

Il 14 agosto 1480, tre giorni dopo l'occupazione della città, Gedik Ahmet Pascià, comandante della flotta turca, ordinò che venissero condotti sul colle gli abitanti di sesso maschile con un'età superiore ai quindici anni. Ai prigionieri Ahmet propose di rinnegare la fede cristiana e ottenere in cambio la vita.

Ottocento uomini, guidati dal tessitore Antonio Primaldo, si opposero venendo decapitati, uno ad uno, su un grande masso, mentre i parenti erano costretti ad assistere alle esecuzioni.

Il primo decapitato che restò in piedi

La tradizione narra che il primo a essere giustiziato, Antonio Primaldo, rimase miracolosamente in piedi, senza testa, sino alla fine dell'esecuzione. Quel racconto sta anche negli atti: il prodigio della conversione e del martirio del turco sono riportati nel processo informativo sugli Ottocento otrantini, celebrato per la prima volta nel 1539, dai quattro testimoni oculari: Francesco Cerra, 72 anni, uno dei quattro affermò: «[…] Antonio Primaldo fu il primo trucidato e senza testa stette immobile, né tutti gli sforzi dei nemici lo poter gettare, finché tutti furono uccisi. Il carnefice, stupefatto del miracolo, confessò la fede Cattolica essere vera, e insisteva di farsi Cristiano, e questa fu la causa, perché per comando del Bassà fu dato alla morte del palo».

Di quel carnefice resta un segno sulla strada del colle: sulla sinistra vi è la colonna che ricorda la morte per impalamento del carnefice turco Berlabei, che fu ucciso per essersi convertito al Cristianesimo. La leggenda popolare ricorda anche Idrusa, unica donna a essere martirizzata.

Quindicimila uomini e quindici giorni d'assedio

Nell'agosto del 1480 la città fu attaccata dai turchi di Maometto II, comandati da Gedik Ahmet Pascià, che aveva portato con sé un esercito di 15.000 uomini e, dopo 15 giorni di assedio e dopo aver sconfitto il piccolo gruppo di resistenza capeggiato dai due capitani Francesco Zurolo e Giovanni Antonio Delli Falconi, l'11 agosto espugnarono la città, facendo strage della popolazione.

Non fu risparmiato nemmeno il clero: nell'agosto 1480 l'Arcivescovo Stefano Pendinelli (1451-1480) fu trucidato dai Turchi nella cattedrale insieme a sacerdoti e religiosi, mentre ottocento Otrantini sul colle della Minerva affrontarono il martirio per Cristo. Le donne e i bambini furono invece ridotti in schiavitù, e molte atrocità furono commesse, anche all'interno della Cattedrale, poi profanata.

La città che parla in prima persona

Sul tempio del colle, dal 1880, c'è un'iscrizione in cui è Otranto stessa a raccontare.

«Nell'anno 1480 vivevo tranquilla e dimenticata quando sull'alba del 28 di luglio mi vidi cinta da navilio e da schiere ottomane; m'intimarono la resa a buoni patti: li rifiutai e, non contati i nemici, sbarazzatami d'alcune centinaia di timidi presidiari, chiuse le porte e gettatene in mare le chiavi, giurai di resistere sino all'estremo, fidente di poter salvare il regno e l'Italia dalla invasione col temporeggiare.»

Il racconto continua contando i giorni: tre giorni fui bombardata ed ero armata di lance e frecce; nel 1° d'agosto cadevano diroccate le mie mura, eppure tenni da me lontano per altri 11 giorni il nemico; il 12°, non avendo più chi valesse a difendermi, su cadaveri di 12 mila figli miei, mantenuto il giuramento, caddi. «Caddi, ma due giorni dopo mi bastò il cuore di confortare su questo colle al martirio per la fede di Gesù Cristo altri 800 figli miei, egri o feriti, superstiti alla guerra ed alla strage; dopo 13 altri mesi Iddio mi liberò dalle mani dei miei nemici. Ed oggi, 14 agosto 1880, richiamati alla mia memoria quanti più ho potuto nomi dei martiri e dei difensori miei, li ho scolpiti sulle tavole marmoree di questo tempio.»

Corpi trovati incorrotti, e il masso in Cattedrale

La città fu liberata l'8 settembre 1481. Il 13 ottobre 1481 i corpi degli Otrantini trucidati furono trovati incorrotti, e per volere di Papa Sisto IV furono traslati nella cripta della Cattedrale di Otranto. Da allora essi sono protettori di Otranto.

Anche la pietra dell'esecuzione ha traslocato: lungo il percorso, sulla destra, è presente una cappella dove si trovava il sasso sul quale furono decapitati gli ottocento otrantini, oggi collocato nella cappella dei martiri in Cattedrale.

Il santuario sul Colle della Minerva

La chiesa di Santa Maria dei Martiri sorge sul Colle della Minerva, teatro del martirio di ottocento otrantini avvenuto il 14 agosto 1480, e l'edificio fu riedificato nel 1614 in sostituzione di uno preesistente voluto da Alfonso d'Aragona, in ricordo del massacro che qui ebbe luogo. La prima cappella era arrivata subito: in quel luogo, dal quale si domina il porto di Otranto, fu eretta nel 1482 una Chiesa dedicata a Santa Maria dei Martiri, e il colle iniziò a essere chiamato «dei Martiri». L'edificio attuale, in stile barocco, fu costruito per devozione dei coniugi leccesi Giovanni Francesco Arnesano e Marzia Leucia sulle fondamenta dell'antica chiesa; fu elevata a Santuario Diocesano nel 1992.

Vi si conserva, tra le altre tele, un grande quadro anonimo con la raffigurazione dell'intero evento otrantino del 1480: dallo sbarco dei turchi al martirio degli 800 cittadini sul colle su cui sorge la Chiesa. A destra, in un altare laterale, sono conservate l'Icona di Santa Maria dei Martiri, opera del pittore albanese Gurim Bazaiti (1922), e la lapide commemorativa del quarto centenario dell'evento. Sopra il portale campeggia un cartiglio sorretto da due angeli con un'iscrizione latina che ricorda il martirio degli ottocento otrantini.

C'è poi una chiesa a metà strada: la piccola chiesa di Santa Maria del Passo risale al XVI secolo; ubicata a metà strada fra la città e il Colle della Minerva, venne edificata per ricordare il passaggio nel 1480 degli ottocento otrantini che venivano condotti dai Turchi sul colle per essere trucidati.

Beati nel 1771, santi nel 2013

Il processo canonico ebbe inizio già nel 1539, e nel 1771 Papa Clemente XIV li dichiarò beati e ne autorizzò il culto. Nel 2012 Papa Benedetto XVI concluse il caso e confermò anche l'avvio delle procedure definitive: il decreto ravvisa che, nelle vicende storiche del 1480, Antonio Primaldo e Compagni siano da ritenersi a tutti gli effetti martiri, uccisi «in odio alla fede».

Il 12 maggio 2013 Papa Francesco li canonizzò ufficialmente, nella canonizzazione collettiva più numerosa della storia della Chiesa, e fu la prima canonizzazione del suo pontificato. Un altro papa era già salito su quel colle: il 5 ottobre 1980, nel quinto centenario dei Martiri otrantini, questa Chiesa fu il primo luogo in cui Giovanni Paolo II venerò i Martiri d'Otranto.

La Tredicina, e i tre giorni di festa

La tredicina viene aperta il 31 luglio in Cattedrale con la solenne esposizione dell'urna dei Martiri, ed è un percorso di preparazione spirituale animato dalle diverse zone pastorali e accompagnato dai cori dell'Arcidiocesi.

Ogni anno, dal 13 al 15 agosto, la Città di Otranto festeggia i Santi Martiri, patroni della Città e dell'Arcidiocesi. Sono compatroni insieme a San Francesco di Paola.

Il 13, la corona al Piazzale degli Eroi

Il 13 agosto è interamente dedicato alla commemorazione civile dell'eccidio di Otranto. In prima serata l'Arcivescovo, le autorità civili, militari e religiose partono dal palazzo comunale e si recano presso piazzale degli Eroi dove, deposta una corona di fiori, si tiene il discorso commemorativo. In alcune edizioni il corteo è guidato dal sindaco della cittadina e la meta è indicata come il «Monumento», in piazza degli Eroi.

In tarda serata viene organizzata una veglia diocesana sul colle del martirio, per rinnovare il perenne messaggio di speranza e di impegno civile degli Ottocento. In alcune edizioni la veglia è per i giovani, e sono presenti anche i seminaristi di Otranto.

Il 14, l'urna portata a spalla dai preti

Il 14 agosto è il cuore liturgico della festa: al mattino il solenne pontificale in Cattedrale presieduto dall'Arcivescovo, nel pomeriggio la processione con l'urna delle reliquie dei Santi Martiri, portata a spalla dai sacerdoti della diocesi idruntina lungo le vie del centro storico, tra la basilica normanna con il celebre mosaico pavimentale e le mura affacciate sull'Adriatico. Le celebrazioni religiose si svolgono nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata; la commemorazione civile al Piazzale degli Eroi e sul colle del martirio; la processione e gli eventi civili nel centro storico e sul porto.

Il pontificale è presieduto dall'Arcivescovo di Otranto e concelebrato dal Capitolo Cattedrale, dai presbiteri, religiosi e diaconi dell'arcidiocesi; in un'edizione hanno concelebrato anche un ex Arcivescovo di Otranto, due Nunzi Apostolici e i Vescovi di Oria e di San Severo. L'urna delle reliquie è recata in spalla dai presbiteri giovani dell'Arcidiocesi.

Bande, luminarie e «Sentieri del Gusto»

Accanto alla dimensione religiosa, il programma civile trasforma Otranto in una grande festa di popolo: concerti bandistici, spettacoli musicali serali, luminarie e i tradizionali fuochi d'artificio sul porto a chiusura dei festeggiamenti. Le luminarie pervadono le strade principali del paese, e numerose bancarelle si preparano per accogliere locali e turisti, mentre la banda intona i classici. Nel corso della mattinata c'è «In Giro per la Città», musica nei quartieri e nei villaggi di Otranto, e il 15 agosto il concerto dei Bersaglieri.

Nelle stesse giornate il centro storico ospita «Sentieri del Gusto», la manifestazione enogastronomica e dell'artigianato che valorizza i prodotti tipici salentini e il lavoro dei maestri artigiani.

Nel cuore della notte c'è «Luci sulla Città», spettacolo pirotecnico dalla banchina del porto.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la Festa dei Santi Martiri a Otranto è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Otranto a un passo dal centro, 1,2 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Giurdignano, e da lì restano 7,4 chilometri e 6 minuti.

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