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Festa di San Michele a Monteroduni e il cappuccio dell'umiltà 2026

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
29 settembre 2026

Fonte: terraincammino.it, letta il 03/09/2026.

La festa di San Michele Arcangelo si celebra il 29 settembre a Monteroduni, in provincia di Isernia, in Molise, per il santo patrono del paese: è la ricorrenza più sentita e coinvolge il centro storico e le piazze, con un programma religioso e momenti civili curati dal Comitato Festa; in alcune annate la programmazione si estende anche al 30 settembre. A portare avanti le manifestazioni di culto pubblico è la Confraternita di San Michele Arcangelo e San Leonardo, eretta canonicamente nel 1883, che nelle feste indossa l'abito solenne: camice bianco, mozzetta azzurra, collare rosso ricamato in filo dorato con medaglione di San Michele in argento.

Il santo aggiunto per non perdere la croce

Nel 1883 la confraternita di San Michele ricevette in dono una croce, ma con una condizione. Per non perdere l'usufrutto della croce, consacrò il sodalizio anche a San Leonardo.

Una clausola di restituzione

La croce era stata fatta costruire nel 1547 dai confratelli di San Leonardo, e quando le vecchie confraternite del paese si sciolsero restò l'unica cosa di quella più antica. Venne ceduta dalla congrega di Carità a quella di San Michele il 10 gennaio 1883, «sotto clausola di restituzione nel caso in cui fosse rinata l'arciconfraternita di S. Leonardo».

Il 6 novembre dello stesso anno la nuova confraternita consacrò il sodalizio anche a San Leonardo, «facendo nascere l'attuale confraternita»: da allora il nome porta due santi.

Nata dalle ceneri di tre confraternite

La Confraternita di San Michele Arcangelo e San Leonardo viene eretta canonicamente come ente di culto e associazione di mutuo soccorso nell'anno 1883, e nasce «dalle ceneri di tutte le confraternite esistenti a Monteroduni dal 1500»: l'arciconfraternita di San Leonardo, la Confraternita di Carità e Misericordia e la Confraternita del Santissimo Sacramento. La più antica era stata fondata nel 1520, «forse per volere dei principi Pignatelli di Monteroduni, che ne rivestirono sempre la carica di priori».

Lo scopo era adempiere ai doveri cristiani tramite le sette opere di misericordia corporale, «con maggior accezione alla cura del seppellimento di chi non poteva permettersi una sepoltura decorosa». Come allora, anche oggi la confraternita è parte viva della vita sociale del paese, promuovendo il culto verso i santi protettori e le manifestazioni di culto pubblico più significative della tradizione monterodunese.

Il cappuccio che rende tutti uguali

L'abito è l'elemento esteriore che conferma l'appartenenza alla confraternita: «non è solamente un semplice vestito che deve essere usato nelle manifestazioni di culto pubblico, ma è un insieme di elementi che hanno un significato ben preciso». Ne esistono due, alternati a seconda dei periodi liturgici. Quello solenne, usato durante le feste, si compone di camice bianco, mozzetta azzurra, collare rosso ricamato in filo dorato con medaglione di San Michele in argento e laccio dello stesso colore della mozzetta.

«Il cappuccio è il simbolo dell'umiltà e dell'uguaglianza che, coprendo il volto, rende tutti somiglianti».

Una statua tornata a casa

La chiesa di San Michele Arcangelo ha una storia lunga e documentata: la sua esistenza è attestata già nel XIV secolo dal Libro delle decime del 1309/1339, ed è posta sul punto più alto del paese, orientata con l'altare maggiore a nord e la porta maggiore rivolta a occidente, che affaccia su largo Sant'Angelo. Dall'archivio storico diocesano risulta che nel 1703 vi erano nove altari, tra cui quello maggiore di San Michele, tuttora in uso.

Una delle sue opere è passata anche dalle cronache giudiziarie. La scultura, risalente presumibilmente al periodo fra il 1300 e il 1500, «è stata recuperata dai Carabinieri nel corso di una vasta operazione su scala internazionale finalizzata alla tutela del patrimonio culturale». Quanto al santo, è patrono di Monteroduni e la sua festa, celebrata con grande devozione il 29 settembre, è la ricorrenza più sentita: coinvolge il centro storico e le piazze, con un programma religioso e momenti civili curati dal Comitato Festa, e in alcune annate si estende anche al 30 settembre. La devozione, del resto, viene da lontano: San Michele è venerato dal popolo cristiano sin dal VI secolo, «quando i Longobardi, giunti in Italia, si imbatterono in questa devozione diffusa in tutto il Paese e progressivamente abbracciarono il cristianesimo», e il culto dell'Arcangelo si diffuse ovunque come simbolo della vittoria del bene sul male, custode della giustizia e pesatore delle anime nel Giudizio Universale.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Monteroduni per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Roccaravindola, a 6,8 chilometri da Monteroduni, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Monteroduni ha davanti un percorso di 3,3 chilometri che in 7 minuti porta a destinazione.

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