Misteri a Campobasso 2027 - Tredici ingegni sulle spalle e i bambini che sembrano volare
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: misterietradizioni.com, letta il 19/09/2026.
Il giorno del Corpus Domini, a Campobasso, capoluogo del Molise, dei bambini attraversano la città sospesi a quattro, cinque, sei metri da terra. Non è un effetto ottico: sono legati con imbracature nascoste dai costumi a una struttura di ferro che si ramifica verso l'alto, e il passo cadenzato dei portatori fa oscillare l'insieme fino a creare l'illusoria sensazione che i bimbi stiano volando sulla testa degli spettatori. Le macchine si chiamano Misteri, o Ingegni, e sono tredici.
Che cosa sono, e quanto pesano
Ogni Mistero è una piattaforma quadrangolare di legno su cui è montata una struttura in ferro: l'asse principale si sviluppa in verticale e si ramifica con giunture a incastro, terminando in imbracature dove vengono collocati i figuranti. In alto, apparentemente sospesi nel vuoto, i bambini impersonano angeli, diavoli, santi e madonne; sulla base stanno di solito gli adulti, che raffigurano i personaggi restanti.
Le macchine sono alte dai 4 ai 6 metri e pesano fra i 340 chili del più leggero, quello di San Rocco, e i 644 del più pesante, quello di San Nicola. In tutto, il trasporto impegna circa duecento portatori, coordinati da un caporale, in gruppi che vanno da un minimo di dodici a un massimo di diciotto persone a seconda del peso.
A sfilare non sono solo i tredici ingegni: i personaggi sono 76, di cui 58 bambini e 16 adulti, più un agnello sul Mistero di Abramo e un cagnolino su quello di San Rocco.
Il fabbro che fece volare le persone
Le rappresentazioni sacre a Campobasso sono più antiche delle macchine: traggono origine da forme teatrali popolari eseguite nelle solennità religiose a partire dall'XI-XII secolo. Le prime notizie risalgono alla metà del XVI secolo, quando le corporazioni cittadine allestirono i «Trionfi» per la visita del feudatario: strutture sceniche con figuranti che animavano la scena con canti e recitazioni, spesso dotate di congegni meccanici per muovere parte della scenografia. Documenti del 1626, 1688 e 1732 attestano poi che, per il Corpus Domini, le tre principali confraternite laiche — della Santissima Trinità, di Santa Maria della Croce e di Sant'Antonio abate — allestivano sacre rappresentazioni viventi su barelle portate a spalla davanti al Santissimo Sacramento: i «misteri al naturale», il cui soggetto cambiava di anno in anno.
A metà del Settecento le confraternite vollero rendere stabili i soggetti e commissionarono allo scultore campobassano Paolo Saverio Di Zinno (1718-1781) delle «macchine» capaci di sorreggere i figuranti nella stessa posizione per tutto il percorso. Di Zinno, nato e morto a Campobasso ma formatosi a Napoli, ottimo scultore del legno, ideò uno scheletro verticale fisso su cui immobilizzare busti, gambe e braccia; la struttura metallica fu realizzata dagli esperti mastri ferrai campobassani, e le prime macchine videro la luce nel 1748.
Di Zinno realizzò diciotto Misteri, e sei furono distrutti dal terremoto del 26 luglio 1805, quando crollarono gli edifici in cui erano conservati — rappresentavano il Corpo di Cristo (che il popolo chiamava «il Calicione» per il grosso calice), la Santissima Trinità, Santa Maria della Croce, la Madonna del Rosario, Santo Stefano e San Lorenzo. Da allora ne sfilarono dodici, fino al 1959, quando i cugini Tucci realizzarono il tredicesimo, il Sacro Cuore di Gesù, su un disegno attribuito a Di Zinno.
Il segreto sta nella sezione del ferro
L'asse principale ha una sezione rettangolare, ottenuta unendo due barre di ferro a sezione quadrata, con il lato lungo rivolto nel senso di marcia; questo, insieme alle giunture a incastro, fa sì che durante la processione le sollecitazioni causate dal peso dei figuranti vengano disperse. Il risultato è triplice: la macchina risulta più leggera, la struttura metallica può essere più sottile, e nasce la caratteristica oscillazione.
Di Zinno fece ricorso a una lega metallica o a una lavorazione non del tutto conosciute, capaci di sfidare nel tempo i pesi e le continue sollecitazioni, «flettendosi e oscillando all'infinito senza deformarsi» nonostante l'apparente esilità.
I tredici quadri, uno per uno
Ogni Mistero racconta un episodio preciso. Sant'Isidoro, patrono degli agricoltori, percuote il terreno con un bastone facendo scaturire acqua per dissetare il padrone, e sopra di lui un grosso cero sostenuto da tre angeli ricorda la Face dei coloni. San Crispino, che aveva lasciato le nobili origini romane per predicare in Gallia imparando a cucire scarpe, riceve tre angeli con la spada, la palma e la corona. San Gennaro è circondato da angeli con le ampolle e la tabella «Est nobis in sanguine vita», mentre alla base Napoli è rappresentata dal Vesuvio e dal fiume Sebeto, un vecchio disteso con la vanga in mano.
Abramo ha una lunghissima barba bianca e sta per sacrificare Isacco quando l'angelo gli ferma la mano e gli indica l'ariete. Maria Maddalena è sospesa in aria davanti a San Massimino, vescovo di Aix, con quattro angeli, il vaso di alabastro e un libro sormontato da un teschio. Sant'Antonio Abate è tentato dai diavoli e da una leggiadra donzella. L'Immacolata Concezione schiaccia il serpente sotto la croce, con il globo terrestre fasciato dalle costellazioni dello zodiaco fatto roteare da un angelo e la corona di dodici stelle, che sono le dodici virtù di Maria o i dodici apostoli.
San Leonardo, protettore dei carcerati, soccorre due prigionieri guardati a vista da un alabardiere. San Rocco mostra la piaga a un appestato mentre un angelo regge il bordone e un altro la tabella «Rochum invoca et sanus eris». L'Assunta sale al cielo dalla tomba scoperchiata. San Michele, in abito da soldato, con la catena e la spada sguainata spinge gli angeli ribelli verso la bocca dell'Inferno. San Nicola riporta in patria un fanciullo di Bari rapito dai corsari saraceni e venduto come servo al re di Babilonia, e l'angelo che lo accompagna porta tre sfere d'oro, la dote procurata a tre giovani per farle sposare. Il Sacro Cuore infine mostra il cuore con le consonanti del nome ebraico di Gesù, e il bastone fiorito di San Giuseppe.
Il diavolo, la Tunzella e le linguacce
Sul Mistero di Sant'Antonio Abate il diavolo posto in basso urla alla ragazza seduta davanti a lui «Tunzella tunzella, vietenn vietenn» — donzella, vieni con me. Durante le pause quel diavolo interagisce con gli spettatori a suon di smorfie e linguacce, e non di rado colora di nero il viso di piccoli e grandi. Sul Mistero di San Michele, invece, i diavoli cercano di suscitare ilarità con gesti grossolani, chiamando ad alta voce e per nome gli amici, le autorità e i cittadini noti che capitano sotto i loro occhi.
Il ruolo della «Tunzella» è fra i più ambiti, e in generale partecipare è un orgoglio che passa da una selezione: le candidature arrivano entro Pasqua, decide l'Associazione, e chi salirà sulla macchina lo sa soltanto una o due settimane prima. Non è scontato che vengano riscelte le persone dell'anno precedente, anche per dare la possibilità a più gente di fare l'esperienza: su circa 150 bambini che si sono proposti ne sono stati scelti 57, di cui 39 nuovi. La scelta si fa in base alle caratteristiche fisiche e fisionomiche — per i bambini conta poter stare comodi nelle imbracature, per gli adulti saper interpretare il ruolo.
Tre chilometri e mezzo di soste e ripartenze
La giornata comincia di buon'ora al Museo dei Misteri, dove gli Ingegni sono custoditi durante l'anno: i volontari trasferiscono i primi cinque nel cortile e sistemano gli altri otto nella Sala degli Ingegni; nel cortile si celebra la messa. Poi i vestitori — due per ogni Mistero — assicurano i figuranti alle imbracature e curano i costumi.
Prima della partenza di ciascun Mistero il caposquadra colpisce con un bastone la base, e i portatori alzano l'Ingegno. Il percorso è di circa tre chilometri e mezzo per le vie della città vecchia, con numerose soste in cui le macchine vengono appoggiate su cavalletti di legno; a ogni fermata scattano i due addetti agli «scannetti», le assi d'appoggio che evitano di posare a terra tutta la struttura, e si riparte al grido ormai popolare «Uno, due, tre, scannett allert!». Un tempo il passo era scandito da tamburi e trombe; oggi la banda suona una marcia tratta dal Mosè di Rossini.
Nel Borgo Antico gli Ingegni riempiono le strade strette fino quasi a sfiorare le abitazioni e vengono quasi abbracciati dalle persone affacciate ai balconi; dal basso, in molti lanciano caramelle verso i bambini. Alla fine, dal palazzo comunale, l'arcivescovo metropolita di Campobasso-Bojano impartisce la Benedizione ai Misteri, e il corteo rientra al museo.
Una processione senza statue
La celebrazione del Corpus Domini si svolge in questa forma dal 1768, ed è una delle ultime testimonianze italiane di un rito che nel Medioevo era diffuso in tutta Europa e che dal Seicento, per impulso della Chiesa controriformista, aveva sostituito gli attori con statue, per prevenire «le sbavature provocate dall'eccessiva immedesimazione dei fedeli». Qui gli attori sono rimasti: è una processione priva di statue di santi consacrate, in cui i protagonisti sono le persone stesse.
Dal XIX secolo, con la soppressione delle confraternite, la processione è organizzata dall'amministrazione comunale, e dal febbraio 1997 è affiancata dall'Associazione Misteri e Tradizioni, nata per tutelare il patrimonio dei Misteri e poi promotrice del Museo, inaugurato il 7 ottobre 2006. L'associazione ha rifatto tutti i costumi dei figuranti nel 2002, e da mezzo secolo una famiglia di Campobasso, i Teberino, garantisce l'uscita degli Ingegni. Nella sala proiezioni del museo si vedono le riprese della processione girate nel 1929, 1948, 1952, 1958, 1999 e 2006, che mostrano anche i preparativi e come la rappresentazione si sia evoluta negli anni. Il 27 giugno 1999, alla vigilia del Grande Giubileo, i tredici Misteri hanno sfilato anche in Piazza San Pietro.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Campobasso per la festa non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Campobasso a un passo dal centro, 400 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Selva Piana, e da lì restano 1,8 chilometri e 3 minuti.
Eventi nei dintorni
Altre feste della provincia di Campobasso.
- Crociati e Trinitari (Sfilata Storica) a Campobasso — giugno
- San Giorgio a Campobasso — aprile
- CampoBazar a Campobasso — maggio