Festa di San Pietro Celestino a Isernia con la processione del XVII secolo 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026.
La festa di San Pietro Celestino si celebra il 19 maggio a Isernia, capoluogo del Molise, nel giorno della morte del santo. Nel pomeriggio la statua del patrono — che gli isernini chiamano affettuosamente «ru Sandone», il Santone — esce in processione per le vie del centro storico, accompagnata dai manti celesti della confraternita della Fraterna, e raggiunge la Cattedrale di San Pietro Apostolo per la celebrazione della messa. La processione risale al XVII secolo; la novena di preparazione si tiene dal 10 al 18 maggio e per tutta la giornata le vie del centro ospitano la tradizionale fiera.
Il penultimo di dodici figli
Pietro Angelerio da Morrone è nato in una famiglia contadina a Isernia nel 1215, penultimo di dodici figli; presto orfano di padre, è avviato dalla madre agli studi ecclesiastici. Attratto dalla vita monastica, entra nell'Ordine benedettino, e a ventiquattro anni diviene sacerdote — l'ordinazione avvenne a Roma —, ma presto sceglie la vita eremitica sul Monte Morrone, in Abruzzo, nei pressi di Sulmona.
Preghiera, penitenza e digiuno scandiscono le sue giornate; non mancano le tentazioni, e Pietro le vince aggrappandosi alla croce. Assetato di preghiera, di digiuni quotidiani e macerazioni, vide ben presto accorrere a sé dei discepoli, con i quali si stabilì sulla Maiella, attorno all'oratorio dello Spirito Santo: costituì nel 1264, con l'approvazione di Urbano IV, gli Eremiti di San Damiano, detti poi Celestini, viventi secondo la regola benedettina interpretata con molta severità.
Poi si tirò di nuovo indietro. A motivo della grande attrattiva che sentiva per la solitudine, Pietro di Morrone si ritirò ancora una volta a vita eremitica sulla Maiella, nel 1284, lasciando ad altri la direzione di trentasei monasteri popolati da circa seicento monaci e oblati.
Di quella solitudine restano anche le misure: visse nella sua cella fino a tredici mesi di seguito senza uscirne; ogni anno faceva quattro quaresime; riservava alla preghiera tutti i mercoledì e venerdì, e negli altri giorni riceveva i numerosi laici che andavano a consultarlo.
L'elezione più strana che si ricordi
L'elezione di Pietro da Morrone, la cui storia sembra una leggenda, è la più strana che si ricordi. I legati trovarono in una spelonca un vecchio di oltre ottant'anni, pallido, emaciato dai digiuni, vestito di ruvido panno e calzato di pelli d'asino.
L'incoronazione avvenne davanti a una chiesa che era sua: davanti alla chiesa di Santa Maria di Collemaggio, che Pietro aveva fatto costruire nel 1287, il 29 agosto 1294 ricevette in testa la tiara già di Innocenzo III, e il nome di Celestino V.
Non durò. Celestino V riuscì a calmare a stento i cardinali con vaghe promesse e l'autorizzazione di fare preghiere e processioni per chiedere a Dio più luce; poi, fra le lacrime degli astanti, depose le insegne papali per rivestirsi del suo vecchio saio: è il papa che rinunciò al soglio pontificio, il papa del gran rifiuto.
La fine ha la data della festa. Tradotto nel castello di Fumone, vi morì il 19 maggio 1296, cantando salmi; Clemente V lo canonizzò nel 1313.
La resta di cipolle, e il miracolo del pane
Il santo, a Isernia, è legato a due cose che si mangiano, e la prima è una leggenda: l'associazione tra San Pietro e la cipolla deriva da un'antica leggenda isernina in cui, per salvare sua madre dall'inferno, San Pietro fece scendere una resta di cipolle a cui la donna poteva aggrapparsi.
La seconda gli ha dato dei protetti. È patrono della città, ma anche protettore dei panettieri, pastai, pizzaioli e pasticcieri, per via del suo primo miracolo — il miracolo del pane, appunto, ha spiegato il demologo Mauro Gioielli — compiuto quando aveva appena sei anni.
La processione del Seicento, e i manti celesti
La festa cade il 19 maggio, e prima ci sono nove giorni di preparazione: la novena si tiene dal 10 al 18 maggio. Nel giorno della festa il momento centrale è il solenne Pontificale presieduto dal Vescovo di Isernia-Venafro nella Cattedrale di San Pietro Apostolo. Già dal giorno prima la chiesa de «ru Sandone» è meta di pellegrinaggio per i fedeli che vanno a rendergli omaggio prima della processione.
La processione, risalente al XVII secolo, è il momento più atteso dalla comunità. Nel pomeriggio la statua del santo patrono viene accompagnata lungo le vie del centro storico, fino a raggiungere la parte alta di Isernia, per poi dirigersi verso la cattedrale per la celebrazione della messa; la accompagnano preghiere, canti e una grande partecipazione di fedeli.
Il percorso è lungo e tocca tutta la città vecchia: la statua del Santo si snoda per le vie del centro storico, Corso Marcelli, piazza Celestino V, piazza Carducci, via E. d'Apollonio, via Kennedy, via Don Luigi Sturzo, via E. Ponzio, piazza Tedeschi, via Lorusso, di nuovo piazza Carducci e piazza Celestino V, vico Pentri nel Rione Codacchio, piazza Sanfelice, vico Sanfelice, corso Marcelli e piazza A. d'Isernia; al termine la processione di rientro passa per corso Marcelli, piazza Trento e Trieste, vico Storto Ciro Marilli, largo Sant'Angelo, vico Storto Castello, corso Marcelli, via Sant'Ippolito, largo Sant'Ippolito, largo Cappuccini e ancora corso Marcelli, per rientrare nella chiesa del santo.
Nel corteo non passano inosservati i manti celesti che caratterizzano la confraternita della Fraterna, associazione laicale cristiana fondata nel 1281 dal vescovo Roberto opera et labore religiosi viri fratris Petri de Murone, cioè per opera e fatica del religioso fra Pietro da Morrone.
Le bancarelle, e la preghiera dopo la fiera
L'altro appuntamento fisso della giornata comincia prima della processione: fin dal mattino le bancarelle allestite, come tradizione, nel centro storico riempiono di musica e colori il cuore del capoluogo pentro: le vie del centro si riempiono della tradizionale fiera, con bancarelle, prodotti tipici, sapori locali, prodotti artigianali, animazione e colori, momento di ritrovo per tutta la città e i centri vicini della provincia.
E c'è un ordine che gli isernini rispettano: dopo il giro alla fiera, è infatti d'obbligo raccogliersi in preghiera nella chiesa dedicata a quello che in città è chiamato con affetto «Il Santone».
Le due chiese, e la settimana del 1986
La chiesa di San Pietro Celestino a Isernia, a sud della città, fu eretta nel 1623 su altra preesistente e dedicata al Santo Spirito. È in quel rione che, secondo la costante tradizione storico-ecclesiale iserniense, sorgeva la casa natale di San Pietro Celestino; la chiesa prese poi il nome del santo asceta isernino divenuto papa col nome di Celestino V.
L'altra chiesa è più antica ancora: l'antico tempio pagano che sorgeva nel centro di Aesernia venne trasformato in chiesa cristiana, la quale, dedicata a San Pietro Apostolo, fu costituita in Cattedrale; la parrocchia della Cattedrale colloca il passaggio dal culto pagano a quello cristiano nel secolo V dopo Cristo, e il vescovo Domenico Giordano, il 30 agosto 1638, rinnovò il rito della dedicazione.
Dentro la Cattedrale c'è una cappella che ricorda una settimana precisa: una cappella riservata a San Pietro Celestino, con l'artistica statua opera di Alessandro Caetani, fu voluta dal vescovo Ettore Di Filippo in occasione della memorabile settimana celestiniana dal 18 al 26 maggio 1986, quando le spoglie mortali del «Santone» dall'Aquila furono portate nella città che si onora di avergli dato i natali nel 1215. Nella stessa chiesa un'artistica lapide commemora la presenza delle spoglie mortali di San Pietro Celestino per l'intero mese del maggio 2010.
Sulla nascita a Isernia gli storici non sono tutti d'accordo: sono stati indicati a favore di Isernia due documenti che lo qualificano come cittadino di quella città, ma la loro autenticità è piuttosto dubbia.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Isernia è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Isernia è a 1,5 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Isernia Santo Spirito: da lì bastano 3 minuti di guida (1,9 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Che altro succede in provincia di Isernia
Se sei in zona, poco lontano si tengono anche queste.
- Ritorno del Papa Santo ad Isernia — maggio
- Sant'Emidio a Cerro al Volturno — agosto
- San Michele Arcangelo a Pesche — settembre