Festa di San Pietro a Pontremoli 2027 - La lastra col labirinto dei pellegrini, del XII secolo
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: sagretoscane.com, letta il 20/09/2026.
La Festa di San Pietro si tiene a Pontremoli, in provincia di Massa-Carrara: sul piano religioso ne restano poche tracce: una celebrazione eucaristica nel pomeriggio del 29 giugno, nella chiesa che porta il nome del santo, in pieno centro cittadino. A luglio il borgo si anima per i festeggiamenti del rione di San Pietro. Ma quella chiesa custodisce la lastra in arenaria con il Labirinto, del XII secolo, rappresentazione simbolica dell'itinerario dei pellegrini.
Due feste attaccate, e un borgo che si anima a luglio
La ricorrenza di San Pietro non sta da sola nel calendario pontremolese: è strettamente legata alla solennità della Madonna del Popolo, che segna l'inizio dei festeggiamenti. Le due date si tengono per mano, e attorno a loro, da alcuni anni, ha preso il via una serie di manifestazioni a carattere laico-culturale che animano il centro storico nei giorni delle due feste, con allestimenti, installazioni e spettacoli.
La celebrazione del santo cade il 29 giugno, mentre il borgo di Pontremoli, in provincia di Massa-Carrara, si anima a luglio, ed è dal rione di San Pietro che la festa prende il nome.
Una pietra che i pellegrini leggevano coi piedi
Il labirinto è scolpito su una lastra di arenaria del XII secolo. In origine non stava dov'è oggi: si trovava nell'edificio monastico benedettino.
Non è un ornamento. Al centro della pietra, allo sbocco finale della strada tracciata, è stato scolpito il monogramma di Cristo IHS insieme alla frase «SIC CURRITE UT COMPREHENDATIS», presa dalla Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi. Il percorso inciso non serviva a perdersi ma ad arrivare, e chi lo guardava era qualcuno che stava davvero camminando: il labirinto è la rappresentazione simbolica dell'itinerario dei pellegrini.
I cavalieri, il drago e la clessidra
Attorno al tracciato ci sono figure che chiariscono di che viaggio si parla. In alto stanno due cavalieri, frontali ma non speculari, e uno dei due è affiancato da un drago che si morde la coda. Rappresentano lo scontro tra il Bene e il Male: nel caso specifico, la battaglia che ogni fedele deve combattere ogni giorno per essere un buon cristiano.
Nella stessa lastra è raffigurata anche una clessidra, che designa lo scorrere del tempo e il trascorrere della vita umana. Messe insieme, le tre immagini dicono la stessa cosa in tre modi: la strada è tortuosa, il tempo finisce, e alla fine c'è un nome inciso.
La chiesa che ha cambiato tutto tranne il posto
L'edificio che si visita oggi non è quello medievale. La chiesa fu riedificata dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, nello stesso sito dove sorgeva l'antica San Pietro de Confluentu. Del vecchio impianto sopravvive l'architrave con la raffigurazione in bassorilievo di San Pietro, che però non è più qui: è custodito nel castello del Piagnaro.
La sua storia comincia molto prima. San Pietro nacque come dipendenza dell'abbazia benedettina di Brugnato in val di Vara, divenuta nel 1133 l'omonima diocesi, i cui vescovi ebbero poi sede a Pontremoli per due secoli, dal 1302 al 1502. E non era solo un luogo di culto: con una linea di mura e torri poste a guardia della Porta del Monasterio — oggi Porta Fiorentina — chiudeva la porzione più meridionale dell'abitato.
Nel 1494 vi vennero acquartierati i mille fanti svizzeri al seguito di Carlo VIII di Francia, giunto a Pontremoli il 28 ottobre mentre era diretto a Sarzana.
Una città di confraternite
La Pontremoli in cui questa festa è nata era una città fitta di istituzioni devote, e le descrizioni antiche lo registrano con precisione contabile. L'antica Apua è divisa in sei parrocchie, delle quali una si trova nella diocesi di Brugnato, e vi sono tre confraternite «con sacco», oltre a numerose altre società e pie congregazioni.
Un'altra descrizione aggiunge il resto del quadro: oltre a sei chiese parrocchiali, vi sono parimenti in Pontremoli due monasteri di monache, più oratori di confraternite, e un comodo ospitale per li poveri infermi. È il tessuto che teneva in piedi feste come quella di San Pietro — e la sua rarefazione spiega, meglio di qualunque commento, perché oggi di quella festa restino poche tracce religiose e una pietra.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Festa di San Pietro a Pontremoli è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Pontremoli è a 800 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Pontremoli: da lì bastano 4 minuti di guida (3,3 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Da vedere qui intorno
Chi si trova da queste parti trova anche queste.
- San Geminiano a Pontremoli — gennaio
- Falò invernali a Pontremoli — gennaio
- Madonna del Gaggio a Podenzana — agosto