Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

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Le feste della Toscana

Le feste della Toscana sono più di 100, e comprendono alcuni dei giochi storici più noti d'Italia — il Palio di Siena, la Giostra del Saracino ad Arezzo — accanto a riti meno conosciuti come la Luminara di Lucca e le giostre dei paesi. Qui le trovi tutte, una per una.

Festività Nazionali

Carnevali Storici

Feste Patronali

TOSCANA

Beata Cristiana a Santa Croce sull'Arno - La storia della Beata e del suo monastero

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Festa di San Marco Papa ad Abbadia San Salvatore con il busto reliquiario del 1381

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Festa di San Pietro a Pontremoli - La lastra col labirinto dei pellegrini, del XII secolo

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I Giorni di San Paolino a Lucca - Il mottetto per il patrono, che compose anche Puccini

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Luminara di San Ranieri a Pisa - Centomila lampanini e le biancherie stese come panni

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Madonna del Gaggio a Podenzana - Il castagno dell'apparizione conservato dietro l'altare

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San Geminiano a Pontremoli - La Disfida dei Falò tra i rioni sul torrente Verde

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San Giovanni Battista a Firenze - Il santo garante del fiorino e il detto San Giovanni non vuole inganni

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Festa di San Michele arcangelo a Carmignano e il Palio dei Ciuchi

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San Ranieri a Pisa e il paliotto azzurro sul pennone di 10 metri

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San Romolo a Fiesole

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Esaltazione della Croce a Montemurlo - Rubata nel 1326

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Festa di Santa Giulia a Livorno con la benedizione al mare

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Folklore e Rievocazioni

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C'era una volta... Albiano 1266 ad Aulla - L'atto del vescovo di Luni nel Codice Pelavicino

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Balestro del Girifalco a Massa Marittima - I 24 balestrieri e il corniolo a 36 metri

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La battaglia di Cascina del 1364 a Cascina - Fiorentini contro Pisani sulle rive dell'Arno

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Bravìo delle Botti a Montepulciano

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Calcio Storico Fiorentino a Firenze - La sfida del 1530

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Canti del Maggio a Grosseto e il tronco d'albero decorato

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Corteggio Storico di Montemurlo - Il banchetto che doveva evitare la battaglia

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Corteggio Storico a Prato - La Cintola mostrata dal pulpito di Donatello

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Ferie delle Messi a San Gimignano - Rievocazione storica con giostre e mercato medievale

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Festa in Gave a Limano di Bagni di Lucca - Il Ballo della Secchia in costume ogni 1° agosto

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Festa della Libertà a Lucca - Rievocazione storica del 1370 con corteo e torneo

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Festa Medievale a Fosdinovo - Il Trionfo di Gabriello Malaspina al castello

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Festa Medievale di Vernio - Il conte murato nel Sasso delle Fate e la cucina senza il Nuovo Mondo

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Festa del Primo Maggio ad Albiano Magra - L'albero della cuccagna e gli sgabei

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Festa della Pulenda a Vernio - Rievocazione storica con distribuzione di polenta dolce

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Follos 1838 a Follonica - La chiesa di ghisa inaugurata dal granduca e il tiro alla fune fra i rioni

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Gazzarre delle Artiglierie a Lucca - Il colpo sbagliato del 1664 e i 157 cannoni della Libertà

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Gioco dell'Anello a Castelfranco Piandiscò - L'anello a tre metri e le quattro porte del borgo

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Gioco del Ponte a Pisa - Corteo storico con 709 figuranti in costumi d'epoca

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Giostra dell'Archidado a Cortona - Il centro da due millimetri e mezzo e le caselle che tolgono punti

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Giostra dell'Orso a Pistoia - Il micco di legno colpito con la lancia al galoppo

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Giostra della Quintana Cybea a Massa - Le medaglie d'oro e le pietre preziose murate nelle fondamenta

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Giostra dei Rioni di Olmo - L'Olmo d'Oro intagliato e la quintana sui duecento metri

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Giostra del Saracino ad Arezzo - L'edizione diurna della Madonna del Conforto

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Giostra del Saracino ad Arezzo - L'edizione di giugno dedicata a San Donato, in notturna

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Giostra del Saracino di Sarteano - Il fantoccio che gira e frusta alle spalle chi sbaglia

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Giostra del Saracino a Sarteano - L'edizione notturna fuori le mura

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Gran Ballo Risorgimentale a Livorno - Dodici mesi di preparazione per una sera di ballo

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L'Antico Borgo Rivive a Terrinca - Il testamento di Tassilone il Longobardo del 766

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Laterina Medievale a Laterina con duelli a colpi di spada

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Ludus Balistris a Volterra - Torneo di tiro con la balestra e corteo storico

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La Notte del Conte Baldovino a Monte San Savino - Le quattro sfide dei quartieri e il pallone col bracciale

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Palio di Buti - Corsa di cavalli e sfilata storica con il Cencio

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Palio delle Contrade a Fucecchio e la corsa di cavalli a pelo

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Palio della Costa Etrusca - L'unica corsa al mondo sulla sabbia

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Palio Marinaro dell'Argentario a Porto Santo Stefano e la competizione sui guzzi di legno

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Palio dei Micci a Querceta - La scusa per scendere in piazza e le otto contrade

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Palio di San Rocco a Figline Valdarno e la corsa con le bigonce

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Palio di San Valentino a Bientina e la curva del tabaccaio

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Palio di Sant'Isidoro a Casole d'Elsa e la corsa a pelo in salita

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Pietrasanta Medievale a Pietrasanta - il banchetto nobiliare in onore di Ilaria del Carretto e Paolo Guinigi

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Palio dell'Assunta a Siena e il drappellone in Cattedrale

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Palio di Provenzano a Siena e il drappellone alla Madonna dei Miracoli

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Sagre ed Enogastronomia

Mercatini di Natale

Tutti i Mercatini di Natale d'Italia »

I mercatini di Natale in Toscana

In Toscana i mercatini di Natale sono otto, e hanno due tratti che non si trovano altrove. Il primo: in tre città il Natale non finisce col Natale, ma il 6 gennaio con una Befana calata da un campanile dai Vigili del Fuoco — a Empoli, a Pistoia e a Lucca. Il secondo: i mercatini qui arrivano da fuori — il Tirolo ad Arezzo, la Germania a Firenze, la Francia a Lucca — mentre Siena fa l'opposto e rimette in piazza il proprio mercato del Trecento.

Gli otto, uno per uno

  • Arezzo: il Villaggio Tirolese in Piazza Grande e la Casa di Babbo Natale nei rifugi scavati nella roccia della Fortezza Medicea.
  • Empoli: «Empoli Città del Natale», con sedici installazioni luminose e settanta baite bianche.
  • Firenze: il Weihnachtsmarkt di piazza Santa Croce, il primo mercatino che apre in città.
  • Lucca: «Lucca Magico Natale», dal 22 novembre al 6 gennaio, con un mercatino per piazza.
  • Lucca, piazza San Francesco: la Festa della Befana del 6 gennaio, che chiude le feste.
  • Montepulciano (Siena): le casette in Piazza Grande e il Castello di Babbo Natale nella Fortezza medievale.
  • Pistoia: «Pistoia Città del Natale», oltre quaranta appuntamenti gratuiti e la Befana del Duomo.
  • Siena: il Mercato nel Campo, che rifà il mercato «grande» del sabato del Trecento.

Le tre Befane che scendono dai campanili

A Pistoia il 6 gennaio una Befana parte dalla Torre di Catilina, raggiunge il campanile della cattedrale di San Zeno e da lì si cala per circa trenta metri sopra piazza del Duomo: la festa ha compiuto trent'anni, la organizza l'Associazione nazionale Vigili del Fuoco, e alla fine della giornata si consegnano 2.500 calze. A Empoli la discesa è dal campanile della Collegiata di Sant'Andrea, alle 17:45, coordinata dai Vigili del Fuoco che «salvano» la figura durante la calata; la mattina dello stesso giorno la Compagnia di Sant'Andrea, con la Misericordia, porta le calze ai bambini del reparto di Pediatria dell'ospedale San Giuseppe, e la «calza sospesa» — una struttura lunga dieci metri cucita dai volontari — si svuota per dare i doni raccolti a chi ne ha bisogno. A Lucca, in piazza San Francesco, la vecchina arriva dall'alto a cavallo della scopa, calata dai Vigili del Fuoco: la organizza il Comitato popolare da quasi trent'anni, e anche qui alcune calze vanno ai piccoli pazienti della pediatria del San Luca, insieme a pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà.

I Befani, le quartine e l'invettiva sulle galline

Attorno a Lucca la Befana ha una forma più antica: le Befanate, i canti di questua della vigilia dell'Epifania, dall'imbrunire a notte fonda. I cantori si chiamano Befani, si riuniscono in un luogo stabilito e partono di casa in casa cominciando dai casolari più lontani; almeno uno porta uno strumento — oggi fisarmonica o chitarra, ieri il violino — e la Befana non di rado è un uomo travestito da donna, accompagnato dal suo consorte, il Befanotto. Il testo è sempre in quartine di ottonari, e può essere d'attualità o *ad personam*, e allora rivela alla comunità i «peccati» di ognuno. Se non si dà nulla arriva l'invettiva, che colpisce il pollaio: «E se nulla non ci date pregherem per le galline dalle volpi e le faine che vi sian tutte mangiate». Sono riti di propiziazione per il nuovo ciclo stagionale, e corrispondono alla Pasquella romagnola e marchigiana.

Il Tirolo dentro una fortezza medicea

Ad Arezzo la Casa di Babbo Natale sta nei rifugi scavati nella roccia della Fortezza Medicea, nel punto più alto della città: oltre 10.000 metri quadrati che si attraversano fra rocce e mura fino alla stanza del Trono, passando dall'Ufficio Postale col timbro magico e dalla grotta delle dediche. Dentro ci sono anche un planetario, un villaggio in miniatura meccanizzato fra i più grandi del Centro Italia e un'esposizione di alberi di Natale vintage. L'altra metà sta in Piazza Grande, davanti al loggiato vasariano: è il Villaggio Tirolese, «il più grande in Italia fuori dai confini del Tirolo», con espositori dal Tirolo italiano, dall'Austria e dalla Germania — molti sono veterani dei mercatini di Trento, Merano e Bolzano — e si mangia nelle Baite del Gusto fra canederli, spätzle, raclette, Strauben e Kaiserschmarrn. Ogni sera le facciate della piazza si accendono a ritmo di musica con le Big Lights. Tutto è cominciato da una decisione di Confcommercio nel 2015: portare in centro Italia i mercatini dell'Avvento alpini.

La Germania a Santa Croce, la Francia in piazza Napoleone

A Firenze il Weihnachtsmarkt di piazza Santa Croce riempie la piazza della basilica con oltre cinquanta casette di legno, e ha una data di nascita con un padrino: nel 2003, sotto l'insegna del gemellaggio con Heidelberg. Si mangiano wurstel, stinchi sulla brace, bretzel e strudel, e la chicca è il Kürtőskalács, la torta camino ricoperta di cannella o cioccolato; alcune bancarelle lasciano tenere la tazza come souvenir. Il tocco locale lo danno gli sbandieratori davanti alla basilica. A Lucca il mercatino principale è francese: piazza Napoleone ospita il Villaggio di Natale d'oltralpe, coi tessuti provenzali, i saponi e la lavanda della Costa Azzurra, oltre ottanta varietà di formaggi, i macarons e le baguette calde della Boulangerie.

Lucca: un mercatino per piazza, e il ghiaccio sulle Mura

«Lucca Magico Natale» dura dal 22 novembre al 6 gennaio e assegna a ogni piazza una specialità: il Meraki Market di artigianato sostenibile in piazza San Frediano, «Atmosfera» in piazza San Francesco per i decori, «Arti e Mestieri» in piazza San Giusto per i maestri del legno, della ceramica e del tessuto, «Il Desco» nei chiostri del Real Collegio per i sapori, il mercatino del cioccolato in piazza Anfiteatro. E nei vicoli attorno alla cattedrale di San Martino si apre il più antico mercato antiquario della Toscana. Sopra le vie si stende un cielo di stelle, e le proiezioni ridisegnano Palazzo Ducale, piazza San Michele e l'Anfiteatro, con le installazioni firmate da Emiliana Martinelli, Michel Bouquillon e Francesco Zavattari. Sulle Mura, dal 23 novembre, l'Ice Park fa pattinare guardando la città dall'alto. Da mangiare ci sono i tordelli lucchesi, ravioli di carne ed erbe col sugo o burro e salvia, e il castagnaccio, il dolce di farina di castagne con noci, uvetta e rosmarino.

Una fortezza che cambia mestiere, e un calice di Nobile

A Montepulciano il mercatino va da metà novembre al 6 gennaio e parte da Piazza Grande, uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale in Toscana, per snodarsi in via San Donato e nelle vie vicine. In alto, la Fortezza medievale diventa il Castello di Babbo Natale: tre piani di stanze al coperto, rifatte ogni anno — la cucina magica, lo studio delle letterine, le camerette degli elfi, il giardino d'inverno dove riposano le renne, la stanza del trono col marchingegno fatato per imbucare la lettera — e nel giardino la pista di ghiaccio, i pony e lo «Snow Party» sotto la neve. Il mercatino è nato nel 2014. E poiché siamo a Montepulciano, c'è la Christmas Terrace, la terrazza dove si beve un calice di Vino Nobile DOCG davanti alle colline; in tavola la ribollita, la zuppa di farro, il cinghiale in umido, la finocchiona, e per dolce panforte, ricciarelli, cavallucci e cantucci col vin santo.

Siena: il mercato rifatto su un documento del 1309

A Siena, all'inizio di dicembre, Piazza del Campo torna a essere quello che era stata per secoli. Nella conchiglia si allestiscono circa 140 banchi, in legno con copertura di telo bianco, e non stanno dove capita: sono disposti seguendo le indicazioni dettate dalle autorità comunali nel 1309, scritte nel «Costituto» senese — uno dei più antichi statuti in volgare di una città italiana, se non il primo. Due aree, l'alimentare e l'artigianato, con i prodotti raggruppati per tipo, come allora. Da quel testo si sa anche che cosa si vendeva nel Campo: «dalle calzette agli aghi, dalle cuffie al pane, dai buoi alle candele, dalla frutta ai prodotti dell'orto, dal pesce ai barili, dai panni ai pettini, dalla paglia alle spade». E si sa come si chiamavano i mestieri: la Treccola, che rivendeva generi alimentari, i carnaioli, i pizzicaioli, i granaioli, i coppai che vendevano orci di terracotta, i lanaioli. Uno spazio era riservato alle spezie, e la più preziosa era il «gruogo», lo zafferano, la cui vendita fu regolata già alla fine del Duecento. A inizio Trecento l'Ufficio dell'Abbondanza stabilì che i banchi stessero in linee rette, separate da un corridoio di almeno otto braccia, circa quattro metri. La rievocazione è nata nel 2009, per i settecento anni del Costituto, ricostruita sui documenti dell'Archivio di Siena — primo fra tutti dagli studi di Maurizio Tuliani — e rispetta anche i vuoti: la parte verso il Casato resta libera, perché al tempo ospitava il mercato del bestiame. Sui banchi il panforte, i ricciarelli Igp, i cantucci Igp e i cavallucci.

La Ghianda, e le settanta baite di Empoli

A Empoli il Natale comincia a metà novembre in Piazza della Vittoria, e le luci non sono addobbi appesi ai lampioni: sono sedici installazioni in alluminio sagomate e intrecciate a mano da maestri artigiani. Fra queste la «Ghianda», venti metri per nove davanti alla stazione, presentata come la più grande opera scultoria luminosa d'Italia; e il Grande Albero di diciassette metri arrivato da Londra, in piazza Farinata degli Uberti. Le baite bianche sono settanta, fra le due piazze, e nei giorni di festa scatta a orari fissi la nevicata artificiale attorno alla giostra a cavalli e alla fontana del Pampaloni. Nella «Casa del Grinch», dentro Palazzo Leggenda, i bambini trasformano gli scarti di legno di una falegnameria in decorazioni e ricevono il diploma di «Buon Riciclatore».

Domande frequenti

Quali sono i mercatini di Natale in Toscana?

Otto: Arezzo, Empoli, Firenze, Lucca (con due appuntamenti, «Lucca Magico Natale» e la Festa della Befana di piazza San Francesco), Montepulciano, Pistoia e Siena.

Dove scende la Befana dal campanile, in Toscana?

In tre città: a Pistoia dal campanile di San Zeno, per circa trenta metri sopra piazza del Duomo; a Empoli dal campanile della Collegiata di Sant'Andrea; a Lucca in piazza San Francesco. In tutti e tre i casi la calano i Vigili del Fuoco.

Perché i banchi del Mercato nel Campo di Siena stanno in quel modo?

Perché sono disposti secondo le indicazioni del «Costituto» senese del 1309: due aree separate, alimentare e artigianato, coi prodotti raggruppati per tipo e i banchi in file rette.

Dov'è la Casa di Babbo Natale di Arezzo?

Nei rifugi scavati nella roccia della Fortezza Medicea, su oltre 10.000 metri quadrati, con il Villaggio Tirolese in Piazza Grande a completare la manifestazione.