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Festa di San Vittorio Martire a Roccella Ionica con la processione della statua 2027

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
seconda domenica di agosto — quest'anno 8 agosto 2027
Dove rione Sant’Antonio, Roccella Ionica

Fonte: locride.altervista.org, letta il 19/09/2026.

La festa patronale di San Vittorio Martire si celebra a Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria, e si conclude il 21 luglio. Il programma tiene insieme la novena itinerante, la mostra storica, la processione della statua per le vie del paese e il concerto bandistico; il 21 luglio, giornata conclusiva, la Santa Messa si celebra in piazza San Vittorio e al termine segue la processione. Secondo un'antica leggenda alcuni mercanti marsigliesi, trasportati da una tempesta di mare, sbarcarono a Roccella; accolti e trattati cordialmente dai cittadini del luogo, essi, ritornati in patria, per sdebitarsi, inviarono la reliquia del braccio del loro glorioso concittadino Vittorio, martirizzato a Marsiglia, sua patria, nei primi anni del IV secolo dopo Cristo.

Il braccio, il castello, la chiesa sulla costa

Quella reliquia ha cambiato casa una volta sola, e per una ragione concreta: la reliquia fu per tanto tempo custodita nella chiesa madre, attigua al castello, e quando questo cadde in rovina essa fu portata nella chiesa di San Nicola ex Aleph, edificata nel frattempo sulla costa.

San Vittore di Marsiglia (Roccella Ionica, … – Marsiglia, 21 luglio 303) è stato un ufficiale della legione tebana ed è venerato dalla Chiesa cattolica come santo e martire.

Un soldato che rifiutò la paga

Chi lo venera qui lo venera per il mestiere che aveva e per come lo lasciò: San Vittorio Martire, soldato romano convertito al cristianesimo, è venerato a Roccella Ionica per il suo coraggio nella testimonianza della fede e il suo sacrificio.

Era scampato a una strage e ne portava il ricordo: Vittore era scampato alla decimazione della Legione tebana, massacrata sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano ad Agaune — oggi Saint-Maurice, nel Vallese in Svizzera — secondo Sant'Eucherio.

Il primo interrogatorio ha una data e un magistrato: l'8 luglio del 303 un ufficiale della Legione tebana di nome Vittore fu portato innanzi al tribunale di Marsiglia, ove risiedeva il prefetto del pretorio Euticio. Il capo d'accusa nacque da un gesto amministrativo: questo ufficiale si rifiutava di percepire la sua paga e si proclamava cristiano.

L'altare rovesciato e la macina

Al primo rifiuto seguì la strada: essendosi rifiutato di compiere i sacrifici agli dei, come gli chiese il giudice, Vittore fu trascinato per la città con le braccia legate dietro la schiena. Riportato di fronte al giudice, rifiutò di nuovo con una frase che il racconto riporta per intero: «Io non sacrificherò: ciò è dovuto a Dio Creatore, non a una creatura.»

La risposta furono le mani e i bastoni: udendo ciò Asterio gli diede uno schiaffo e i soldati lo presero a randellate; dopo di che Asterio ordinò di radiarlo dai ranghi e di martirizzarlo con corregge di cuoio, quindi fu rinchiuso in una segreta.

Il 21 luglio fu portato davanti al prefetto un'ultima volta, e lì il rifiuto diventò un calcio: il giudice gli pose innanzi l'altare, ma con un calcio Vittore fece cadere l'altare dalle mani del sacerdote e il giudice, incollerito, ordinò che il piede con il quale Vittore aveva fatto cadere l'altare gli venisse amputato.

L'ultima condanna fu una macchina da lavoro: di fronte a un ulteriore rifiuto ordinò di porlo sotto una macina condotta da un animale, dove normalmente si macinava il grano.

Il corpo se lo ripresero i suoi, di corsa: i cristiani di Marsiglia s'impadronirono del corpo di Vittore e lo nascosero frettolosamente nel fianco di una collina della quale scavarono la roccia.

Il giorno di quel secondo processo è rimasto il suo giorno: la Chiesa cattolica celebra il nome di Vittore di Marsiglia il 21 luglio, e in questa data è celebrato patrono di Davoli (CZ) e di Roccella Jonica (RC).

Dieci giorni di luglio

I festeggiamenti in onore del patrono della città si chiudono il 21 luglio, e tengono insieme quattro cose: novena itinerante, mostra storica, processione e concerto bandistico.

Il 21 luglio, giornata conclusiva delle celebrazioni, la Santa Messa è celebrata in piazza San Vittorio, e al termine segue la tradizionale processione. La messa solenne si celebra anche nella Chiesa Matrice di San Nicola di Bari.

Per le strade la statua non va da sola: quella di San Vittorio Martire attraversa le vie di Roccella con accompagnamento musicale e la partecipazione delle confraternite.

E intorno alla parte religiosa c'è il resto della festa: bancarelle con prodotti tipici, artigianato e specialità locali, e a chiudere tutto i fuochi d'artificio sul lungomare.

In quei giorni il paese si riempie anche di chi non ci abita più: la devozione al Santo è parte integrante della storia e dell'identità religiosa della città, e ogni anno la festa richiama fedeli, turisti e roccellesi emigrati che tornano per vivere questa occasione speciale.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa a Roccella Ionica è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Roccella Jonica è a 500 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Gioiosa Est: da lì bastano 6 minuti di guida (5,3 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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