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Festa di Sant'Abbondio a Como 2027 - I settanta giochi di una volta e la cucina dei pescatori

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
30 agosto 2026
Dove Basilica di Sant’Abbondio, Cattedrale, Allerona

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: diocesidicomo.it, letta il 20/09/2026.

A Como il patrono si festeggia il 31 agosto, e la fiera che porta il suo nome si tiene attorno alla basilica di Sant'Abbondio, in via Regina Teodolinda, nel complesso che comprende anche i Santi Cosma e Damiano. È una festa che, come scrivono le cronache locali, è profondamente radicata nella storia e nell'identità cittadina, e che «unisce generazioni di comaschi».

Ci sono i mercatini, le mostre d'arte, la fiera zootecnica della domenica, il mercato dei produttori di Campagna Amica lungo le mura. Ma le due cose che raccontano meglio che tipo di festa sia sono un percorso per bambini e una cucina.

Settanta giochi di quando c'erano i nonni

Fra le proposte della fiera c'è «I giochi di una volta»: un percorso gratuito composto da circa settanta giochi di un tempo, «quelli con cui si divertivano i nostri nonni». Lo scopo dichiarato è insegnare ai più piccoli com'è facile divertirsi con semplicità, preservando le antiche tradizioni e rispettando l'ambiente.

Accanto, per i bambini, c'è l'area ludica con il salto-trampolino e lo scivolo gonfiabile all'ingresso della fiera; e c'è uno stand dell'Enpa, dove i volontari di un parco canile danno indicazioni a chi sta pensando di adottare un cane.

La cucina la fanno i pescatori

Il menù della fiera è curato dall'Associazione Pescatori di Como, con la collaborazione di una società sportiva dilettantistica e degli Alpini, e propone pietanze di terra e di lago: rustisciada, polenta, trippa, carpione, fritto di lago, missoltini e arborelle, con pesce d'acqua dolce a chilometro zero — agone, lavarello, pigo — e poi formaggi, salumi e dolci tipici del territorio. Nei giorni della fiera i piatti cambiano: una sera il brasato, un'altra i pizzoccheri, e la domenica doppio turno, a mezzogiorno e la sera. Accanto ci sono un'azienda agricola con proposte di cibo di strada e i birrifici con le birre artigianali.

Questo assetto è recente, ed è nato da una scelta. Quando la fiera è tornata dopo tre anni di stop, «dopo il Covid e i problemi degli anni successivi», è arrivata una novità importante: la gestione affidata non ai cuochi, ma ai volontari. Insieme ai pescatori ci sono gli Alpini, la Protezione Civile, una squadra di pallacanestro, un'associazione cittadina, un birrificio, Coldiretti e la Società Archeologica Comense. Come scrive una cronaca, «è un evento popolare, gestito da volontari, pescatori, alpini e associazioni locali, che cucinano con passione per la comunità».

L'accampamento di Barbarossa

La fiera del patrono si incrocia con l'altra grande manifestazione comasca, il Palio del Baradello, e lo fa in due modi. Lungo le mura viene allestito un accampamento medievale con tende e velari: lì l'imperatore Federico Barbarossa e l'imperatrice sono a disposizione per l'investitura a Cavaliere e a Dama di chi lo desideri, e si tiene una lectio magistralis sulla vita nel Medioevo. Ci sono anche una gara di scherma storica e, nelle serate, gli sbandieratori del Palio, insieme a musica e film.

Il secondo modo è più solenne, e avviene in chiesa. Al termine dei vespri cantati, come da tradizione, si tengono la benedizione del nuovo drappo del Palio del Baradello e l'offerta del cero votivo da parte di tutti i borghi, che entrano in basilica con i loro simboli e i loro costumi.

Chi era Abbondio

Del patrono di Como, ammette il rettore della sua basilica, «si sa realmente molto poco». Quel poco, però, è notevole.

Abbondio era coadiutore di Amanzio, terzo vescovo della diocesi, l'uomo che aveva edificato la grande basilica protocristiana dei Santi Pietro e Paolo — oggi basilica di Sant'Abbondio — dove aveva fissato la cattedra vescovile. Amanzio lo ordinò sacerdote e lo designò alla propria successione, consacrandolo vescovo il 17 novembre 440; alla sua morte, nel 450 circa, Abbondio divenne il quarto vescovo di Como, dopo Felice — compatrono della diocesi — Probino e Amanzio stesso.

È definito «assertor et defensor fidei», e la ragione sta in una missione diplomatica: fu ambasciatore di papa Leone al Concilio di Calcedonia, che si concluse nel 451 con la condanna dell'eresia del monofisismo, quella che rifiutava la doppia natura umana e divina di Cristo. Il rettore aggiunge un parallelo che vale la pena riportare: il tempo di Abbondio «vedeva venir meno la sicura protezione e secolare tradizione dell'Impero Romano d'Occidente», e per alcuni aspetti somiglia al cambiamento d'epoca di oggi.

Il culto, però, ci mise secoli a diventare civico: è nel corso del Duecento che si consolidò, e dalla metà di quel secolo il santo cominciò a comparire nei documenti del monastero e negli atti ufficiali della città quale patrono di Como e del territorio dipendente.

I due giorni

La parte religiosa segue un calendario fisso: i Vespri il 30 agosto nella basilica del patrono, dove il vescovo rivolge il suo messaggio alla città, e il 31 il solenne Pontificale nella Basilica Cattedrale. L'invocazione che si canta è semplice: «Abbondio, pastore perfetto, prenditi cura di noi!»

Il 31 agosto, giorno del patrono, i musei cittadini aprono gratuitamente — il Baradello, il Tempio Voltiano, la Pinacoteca e Villa Olmo — e accanto alla basilica, insieme alla cucina e ai mercatini, si allestisce una mostra dedicata a Plinio il Vecchio. Il gran finale è la fiera zootecnica, con il concerto dell'Orchestra di fisarmoniche, e una domenica mattina che una cronaca descrive così: «una fiera viva, con animali, mercati contadini, attività per bambini».

C'è infine una cosa che dice quanto la città tenga al suo santo: in una delle ultime edizioni la festa si è chiusa con la presentazione del restauro della statua del Patrono, sostenuto da un'associazione cittadina con il contributo di privati — la statua rimessa a nuovo, dentro la sua chiesa.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Como per la Festa di Sant'Abbondio non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Como Nord Lago è a un chilometro dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Como Monte Olimpino: da lì bastano 7 minuti di guida (4,9 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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