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Folklore e Rievocazioni

Palio del Baradello a Como e lo sbarco dalla gondola lucia 2026

8 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 30 agosto al 19 settembre 2026

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: paliodelbaradello.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio del Baradello si tiene a Como, in Lombardia, dalla prima alla seconda domenica di settembre. Borghi, Contrade e Comuni della città e della provincia si sfidano in tre gare — la Giostra, la Cariolana e la Regata con le «Lucie» — per conquistare il «Pallium», drappo di seta dipinto a mano ogni anno da valenti artisti comaschi. La rievocazione, nata nel 1981, rifà la trionfale visita che Como tributò nel 1159 all'imperatore Federico Barbarossa dopo il vittorioso assedio di Milano, e l'imperatore non arriva da una porta di terra: dal 2007 la Corte del Barbarossa non fa più ingresso da un punto esterno delle mura di Como, bensì sbarca da una gondola di epoca manzoniana tipica della zona, detta gondola lariana, o lucia.

La guerra dei dieci anni, e l'imperatore che la chiuse

Il conflitto fra Como e Milano durò circa dieci anni (1118-1127) e vide vittorie alternate da parte di entrambi gli schieramenti; solo il 27 agosto del 1127 il conflitto giunse al termine: Como venne assoggettata e divenne territorio di Milano. Nei dieci anni si contarono più di cento cruente battaglie.

Poi arrivò l'alleanza che ribaltò le cose: l'amicizia con il Duca di Svevia detto il Barbarossa divenne un momento importante, da celebrare con festeggiamenti poiché, proprio grazie all'intervento dell'Imperatore, Como riuscì a mettere fine al giogo che Milano le aveva imposto. La visita che la città gli tributò, nel 1159, dopo il vittorioso assedio di Milano del 1158, è l'episodio che il Palio rievoca: l'imperatore venne accolto nella città dalla popolazione e dal Vescovo Ardizzone che, in modo simbolico, gli consegnò le chiavi della città.

Una cronaca latina la racconta così: «La città alleata gli tributa grandi feste e grande accoglienza. Si organizzano in suo onore gran banchetti, luminarie, gare sul lago e tornei equestri…». La Guerra Decennale è attestata da un solo testo, il poema «Liber Cumanus», che durante la festa viene letto ad alta voce dagli attori.

Sopra la città resta il segno dell'imperatore: Federico Barbarossa fece riedificare, a guardia di Como, la maestosa rocca Baradello, oggi uno dei simboli per eccellenza della città.

Contrade, Borghi e Comuni

I partecipanti al Palio si organizzano in gruppi secondo il proprio ambito territoriale e prendono il nome di Contrade, nel caso in cui il loro territorio si trovi all'interno della città murata, Borghi se sono all'esterno di essa, oppure Comuni se sono autonomi dalla città. Ognuno è rappresentato da cinque figure principali: Capitano, Portagonfalone, Priore, Castellano e Castellana, a cui si aggiungono molti altri figuranti.

All'inizio erano tre Contrade, dodici Borghi e sei Comuni, che gareggiavano e sfilavano contemporaneamente. Oggi fra i contendenti figurano Cernobbio, Camerlata, Quartino, Rebbio, Tavernola, Cortesella, Sant'Agostino, Camnago Volta, Casnate con Bernate, Breccia, Prestino, Sant'Antonio e San Martino.

La festa stessa è un dono dei borghi: la prima edizione del Palio risale al 1981, quando i borghi di Breccia, Camerlata, Rebbio e Prestino donarono alla città questa affascinante manifestazione. Era nata per «raccontare» la storia della città di Como soprattutto a chi vi era giunto ad abitare da poco tempo.

Il cero, le chiavi, il giuramento

Il primo rito è religioso: durante i vespri nella Basilica di Sant'Abbondio, i Gonfalonieri e i Cavalieri del Palio offrono, in costume, un cero votivo al patrono, e nella stessa cerimonia si benedice il drappo. Un tempo l'offerta aveva luogo durante la messa pontificale del 31 agosto; ora, invece, la sera prima della vigilia della festa patronale.

Poi c'è l'ingresso. L'imperatore e l'imperatrice vengono accolti dai Capitani dei Borghi e dalle autorità cittadine dell'epoca alla Città Murata, e allo sbarco la coppia è accolta dal Vescovo e dal console della città in piazza Grimoldi, davanti al Vescovado. Al termine della cerimonia di benvenuto si forma un corteo che raggiunge piazza del Duomo, dove i dignitari umiliano alle Loro Maestà le chiavi della Città di Como; dal balcone del Broletto l'Araldo legge l'Editto di Roncaglia. Seguono la nomina delle tre damigelle figlie della nobiltà cittadina a dame di compagnia dell'Imperatrice, la vestizione del Balivo — elevato a rango di Cavaliere del Sacro Romano Impero direttamente da sua Maestà Federico — e le bianche colombe che l'Imperatrice libera in segno di pace e fedeltà. Ci sono anche i più piccoli, con l'investitura dei bambini a cavalieri dell'Imperatore e a dame dell'Imperatrice.

Il giuramento dei Capitani ha una storia sua: delineato già nel 1982, si è svolto fino al 1992 presso il Centro Civico di Camerlata; negli anni 1993 e 1994 si è preferita la medievale piazza San Fedele, mentre a partire dal 1995 avviene in piazza del Duomo, e nel 2004 la procedura è stata ampliata con l'inserimento dell'investitura. Il rito inizia con la lettura del Bando da parte dell'Araldo cittadino; segue l'investitura dei Capitani a cura dei castellani del rispettivo Borgo, con la consegna di spada e scudo; letta la formula del giuramento, i Capitani si inginocchiano davanti all'Imperatore in segno di sottomissione.

La Giostra, la Cariolana, la Regata

I contendenti si affrontano in tre spettacolari e combattutissime gare tipicamente comasche: «La Giostra», torneo cavalleresco; «La Cariolana», faticosissima gara che si corre in coppia con caratteristiche carriole di legno; e «La Regata», gara lacustre con le «Lucie», tipiche barche lariane. Nella Cariolana gareggiano due uomini per ogni equipaggio in rappresentanza di un Borgo, Contrada o Comune, e nella Giostra gareggia il Capitano di ogni borgo, con il supporto logistico e strumentale del gruppo degli Arcieri del Drago Alato di Cernobbio. La principale è la regata delle lucie, che ha sostituito la corsa dei cavalli.

Attorno alle tre ci sono le altre: il tiro alla fune e la corsa delle lavandere, dove a rappresentanza di ogni borgo, contrada o comune c'è una donna. E ci sono quelle che non si fanno più: la gara degli astieri, gli scacchi viventi, la gara coi trampoli, la corsa dei cerchi, la corsa con le botti, la corsa con le oche, il rapimento della castellana, la lotta medievale, la corsa con gli asini, il gioco della palla, l'assalto al castello e i Gondolieri. Tutte le gare seguono un regolamento preciso; accanto a queste vi sono competizioni minori organizzate dai singoli Borghi, che non danno diritto a un punteggio.

Il Carroccio, e il drappo che resta

Il momento culminante è il maestoso Corteo Storico, che si snoda per le vie della città pavesata a festa alla seconda domenica di settembre, poco prima della «Regata», ultima gara in programma. Il percorso si snoda lungo via Aldo Moro, via XX Settembre, via Milano, piazza Vittoria, largo Gianfranco Miglio, via Cesare Cantù, via Paolo Giovio, piazza delle Medaglie D'Oro, via Vittorio Emanuele II, piazza del Duomo, via Caio Plinio, piazza Cavour, e in largo Miglio le autorità cittadine accolgono l'Imperatore. In coda alla sfilata si vedono le macchine da guerra: in loro onore fanno scorta Cavalieri, Militi, Armigeri e Guardie, seguono le Macchine da guerra, e il Carroccio chiude infine la sfilata accompagnato dai Borghesi e dal popolo — con l'Ariete e i buoi di Asigliano Vercellese.

Poi si arriva al premio. Riunito il corteo e tutti i nobili, in Piazza Cavour l'imperatore elegge il borgo vincitore al quale consegna l'artistico drappo, che resta definitivamente suo: è il «Pallium», artistico drappo di seta dipinto a mano ogni anno da valenti artisti comaschi.

L'accampamento, il convivio e le arpe

Attorno alle cerimonie c'è la città che si trasforma. Sotto le mura medievali, nel tratto dalla Torre Gattoni a Via Volta, viene allestito un accampamento con tende, velari e artigiani medievali, con didattica sui rapaci e sulla tessitura; e ci sono i mercatini dei mestieri medievali.

Dal 1995 c'è anche il convivio: la cena medievale, vero e proprio banchetto del XII secolo, un momento conviviale in compagnia dell'Imperatore, della sua bella consorte Beatrice e dei nobili commensali, che si svolge in punti suggestivi della città e presenta una serie di spettacoli teatrali, che prevedono sia giocoleria, sia drammi che inscenano storie legate a Como, sia la lettura, da parte di attori, del poema «Liber Cumanus». E c'è un appuntamento fuori dal comune: un concerto di arpe celtiche nella Basilica di Sant'Abbondio.

Una sola contrada conserva una festa che precede il Palio: Cernobbio, dove si ha una messa con personaggi in costume e cena sotto le tende degli accampamenti. E se oggi la maggior parte dei costumi si riutilizza di anno in anno, un tempo il lavoro sartoriale iniziava mesi prima.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Palio del Baradello a Como è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Como Camerlata si trova a 1,9 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Acquanegra dista 2,9 chilometri, cioè 4 minuti di strada.

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