Festa di Sant'Ampelio a Bordighera con i pescatori a piedi scalzi 2027
La festa di Sant'Ampelio si celebra il 14 maggio a Bordighera, in provincia di Imperia, in Liguria. A portare il santo sono sempre gli stessi, e vanno vestiti da lavoro: la statua e la reliquia escono a spalla dei pescatori, in camicia, con i pantaloni tirati su e i piedi scalzi. L'urna, invece, non esce tutti gli anni: dal 1947 la si porta in processione ogni cinque anni.
Camicia, pantaloni tirati su, piedi scalzi
Quella divisa non è un costume inventato per la sfilata: è una divisa storica portata di generazione in generazione dai pescatori di Bordighera e simbolo del legame di questi ultimi con il patrono Sant'Ampelio.
Il motivo per cui tocca a loro è dichiarato: i pescatori sono legati a filo doppio a Sant'Ampelio perché sono stati scelti per portare il santo in processione.
E il vestito è nato da come erano vestiti quel giorno: le divise riprendevano, da subito, il loro lavoro di pescatori: camicie con i pantaloni tirati su e i piedi scalzi. Il racconto di famiglia lo spiega meglio di qualunque regolamento: «mio nonno era vestito così quando presero l'urna dalla Scimitarra per portarla in piazza scalzi, e da quel giorno il 14 maggio si porta il santo con questi abiti, poi diventati divisa».
L'urna, però, non esce tutti gli anni: dal 1947 viene portata in processione ogni cinque anni.
Si festeggia il giorno in cui le ossa se ne andarono
La data della festa non ricorda un arrivo ma una partenza: i festeggiamenti patronali hanno luogo il 14 maggio, memoria della traslazione delle reliquie da Sanremo a Genova, nel 1258.
Cioè il giorno in cui il corpo del patrono si allontanò ancora di più da Bordighera. Perché quelle ossa, dal paese, erano già state portate via un secolo prima: nel 1140 la Repubblica di Genova, per punire gli abitanti bordigotti colpevoli di un'insurrezione, fece trasferire le reliquie del Santo nella vicina cittadina di Sanremo, dove furono collocate nella chiesa di Santo Stefano, gestita dai frati benedettini genovesi.
Poi il secondo trasloco, e un mestiere nuovo: nel 1258 i resti vennero portati nell'abbazia di Santo Stefano a Genova, città dove, attenendosi alla leggenda, Ampelio, fabbro di mestiere, divenne il protettore dei fabbri ferrai.
Sono tornate per mare, nel 1947
Il ritorno è arrivato quasi settecento anni dopo, e per decisione di un arcivescovo: nel 1947 l'arcivescovo di Genova, Giuseppe Siri, decise di restituire le ossa del Santo a Bordighera.
E sono tornate come il santo era arrivato la prima volta: Ampelio tornò a casa il 16 agosto dello stesso anno per mare, trasportato da un battello appositamente incaricato, e fu portato in processione, tra due ali di folla, fino alla Chiesa della Maddalena, dove riposa. Fu deposto nella seconda cappella laterale di destra, dove oggi c'è una teca in vetro contenente una statua in cera nella quale riposano i resti del Santo.
L'eremita che portò i noccioli di dattero
Il patrono di Bordighera è arrivato dall'Egitto in barca, con un bagaglio agricolo: nel 411 un religioso eremita di nome Ampelio approdò su queste coste proveniente dalla Tebaide portando in dono — secondo la leggenda della cristianità — noccioli di dattero; egli viveva in una grotta tra gli scogli, sopra la quale sarà edificata una piccola chiesa.
Quei semi hanno dato alla città il suo soprannome: secondo la leggenda è merito di Sant'Ampelio se Bordighera oggi detiene il titolo di «Regina delle palme», perché fu lui a piantare la prima palma in città. Ed è anche il motivo per cui lo scelsero come patrono: fu scelto non solo perché elesse il capo come sua residenza definitiva, ma anche perché, secondo la leggenda, fu lui che piantò i primi semi di Phoenix dactylifera che si era portato dal natio Egitto.
Dove dormiva si può ancora vedere: la cripta, che è illuminata da piccole finestre che danno sul mare, conserva un blocco di pietra della Turbie, che, secondo la leggenda, era il letto di sant'Ampelio. La leggenda lo chiama, senza indulgenza, il povero e scomodissimo «letto del santo». Ed è lì che sarebbe morto: sant'Ampelio morì proprio sul suo letto di pietra il 5 ottobre 428.
La chiesa che gli hanno costruito sopra sta sugli scogli: è una piccola chiesa medievale costruita sugli scogli al promontorio di Capo Sant'Ampelio, con cripta a due absidi, dotata di feritoie basse e inclinate e piccole finestre affacciate sul mare. Il nucleo originale fu costruito nell'XI secolo in stile romanico, in seguito fu ingrandita, con interventi successivi dal XV al XVII secolo.
Il 14 maggio: la messa, la palma d'oro, i fuochi
La giornata si apre in chiesa e prosegue per le strade: la mattina la messa pontificale presieduta dal vescovo nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, e nel pomeriggio la processione con la benedizione della città, che parte dall'Oratorio di San Bartolomeo.
C'è poi un premio che porta il nome di una palma: a questi riti si accompagna la consegna del Parmurelu d'Oru, riconoscimento legato alla tradizione delle palme che lega Bordighera al Vaticano. Perché quella tradizione è un mestiere vero: la festa di Sant'Ampelio è anche l'occasione per riscoprire una delle peculiarità di Bordighera: la lavorazione delle palme, da secoli fornite al Vaticano per le celebrazioni pasquali.
La sera si guarda in alto, e il punto di lancio è l'estremità della regione: il culmine è lo spettacolo pirotecnico che si accende da Capo Sant'Ampelio, il punto più meridionale della Liguria, regalando uno scenario unico con i fuochi riflessi sul mare. I festeggiamenti iniziano già qualche giorno prima con varie manifestazioni, e raggiungono il loro apice il 14 con la processione e i fuochi d'artificio.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Bordighera è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Bordighera è a 1,9 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Bordighera: da lì bastano 3 minuti di guida (3,4 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Da vedere qui intorno
Nei dintorni, altre tradizioni che si tengono in questi mesi.
- San Giovanni Battista ad Imperia — giugno
- Festa delle Erbe e della Lavanda a Cosio d'Arroscia — luglio
- Festa di San Benedetto Revelli a Taggia — febbraio