Sagra del Fuoco di Recco 2026 - i mascoli dei Quartieri
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: sagradelfuoco.it, letta il 19/09/2026.
La festa che l'8 settembre riempie Recco di fuochi è la festa della sua patrona: i festeggiamenti in onore di Nostra Signora del Suffragio, patrona di Recco, cioè la Madonna venerata nel santuario sul torrente.
Il pirata Dragut e una confraternita nata da una pace
Le radici stanno in due confraternite e in un'incursione. La prima nasce alla fine del Trecento: nel 1399, dopo il passaggio dei Bianchi di Provenza, fu fondata una Confraternita dedicata a San Martino.
La seconda scompare per una ragione violenta: nel 1557, a seguito delle incursioni del feroce pirata saraceno Dragut, che mise a ferro e fuoco Recco, uccidendo e facendo schiavi molti recchesi, il governo genovese decise di costruire a difesa del paese un forte, che venne elevato proprio sul sito dell'Oratorio di San Michele.
Rimasti senza sede, i confratelli di San Michele si unirono a quelli di San Martino, e per non fare torto a nessuno dei due santi scelsero un terzo nome: per non far prevalere nessuno dei due Patroni nacque così una nuova confraternita dedicata al culto della Madonna, che si chiamò Confraternita di Santa Maria, e l'Oratorio fu dedicato alla Madonna.
Dalla Casaccia al nuovo oratorio
Di quella confraternita resta una testimonianza precisa: Francesco Bossio, vescovo di Novara, venendo in visita a Recco nel 1582, lasciò memoria della «Casaccia S. Mariae».
Pochi anni dopo arriva il trasloco: verso la fine del 1590 la Confraternita decise di costruire un nuovo oratorio sulla sponda sinistra del torrente, e nell'anno 1593 fu trasferita la statua della Madonna che da tempo immemorabile si venerava nell'antico Oratorio.
«Grande pompa d'apparato»
La data della festa è antica quanto la dedicazione: un documento risalente ai primi del Seicento, conservato nell'archivio parrocchiale, riporta che l'Oratorio era dedicato alla Natività di Maria e che il giorno 8 settembre l'Arciprete di Recco vi si recava a celebrare la Messa cantata e il Vespro.
Come fosse quella festa lo dice il processo per l'Incoronazione, ed è già la festa di oggi: «la principale e più solenne festa che si fa è quella degli 8 di settembre che si solennizza con grande pompa d'apparato, con novena e discorsi tutti i giorni, panegirico, musica, illuminazione generale di tutto il paese con macchine a disegno fatte a bella posta, sparate, processione e fuochi artificiali». E richiamava gente da lontano: «alla quale festa concorrono a venerare Maria SS.ma non solo le vicine parrocchie, ma anche in gran numero di persone da Genova, dai monti liguri, da Chiavari e da altri paesi lontani fino a quaranta circa miglia».
Stendhal, 8 settembre 1814
Fra quelli che arrivarono da fuori c'è un nome che si è preso la briga di scrivere quello che vedeva: l'8 settembre 1814 un pellegrino d'eccezione, lo scrittore francese Stendhal, si reca a Recco per assistere alla festa.
Ci venne per una ragione sola, e la dice lui: «vi era una festa della Vergine… per vedere i fuochi d'artificio che si devono tirare questa sera in onore dell'amabile Maria, madre di Gesù Cristo». Viaggiava in compagnia: una decina di persone fra cui le nipoti dell'anziano doge Spinola.
I suoi appunti sono scritti a lapis a Recco l'8 e il 9 settembre 1814, e uscirono sotto il titolo «Rivage de la mer» nel 1818. Dentro c'è la festa vista da un miglio di distanza: «Il villaggio era abbondantemente illuminato, ad un miglio di distanza percepivo il suono del piffero e del clarino… sono le dieci, lo spettacolo diventa più sublime ad ogni istante… da qui intendo gli scoppi dei fucili e dei mortaretti esplosi in onore della Santa Vergine… abbiamo ballato fino alle due del mattino e poi abbiamo cenato».
E c'è un dettaglio del suo viaggio che vale come documento: la comitiva si ferma a Recco anche il 9 settembre, segno che già allora in quel giorno si celebrava la festa del Ringraziamento.
Le corone del 1824
Il passaggio che ha dato alla festa la forma attuale è l'incoronazione della statua. Nell'anno 1823, regnante il papa Pio VII, il Vaticano decreta l'incoronazione della Madonna e del Bambino, con auree corone inviate dal Capitolo della Basilica di San Pietro; la concessione arriva «con Bolla del Capitolo Vaticano del 24 marzo 1823».
La cerimonia avviene il giorno 8 settembre 1824 per mano dell'arcivescovo di Genova Cardinale Luigi Lambruschini. E da lì in poi non è quasi più cambiato niente: da quel momento la festa dell'8 settembre assume la forma e i modi che conosciamo ancora oggi, ad eccezione delle manifestazioni esterne.
I sette Quartieri
Chi fa la festa, materialmente, sono i quartieri della città, e sono sette: Collodari, Liceto, Verzemma, Bastia, Spiaggia, Ponte e San Martino.
Hanno un loro cerimoniale dentro il cerimoniale: l'alzabandiera del Comitato e dei 7 Quartieri apre i giorni di festa e l'ammaina bandiera li chiude; ci sono l'alzabandiera dei bambini sul ponte Nostra Signora del Suffragio e l'offerta dei ceri dei Quartieri e della Città di Recco alla Vergine. E fra loro c'è una gara dichiarata: una bellissima sfida tra i 7 quartieri a suon di sparate di mascoli e fuochi d'artificio.
I mascoli nel greto del torrente
I mascoli sono mortaretti, e non sono uno spettacolo: sono un saluto. Il programma li chiama «tradizionale saluto di «mascoli» alla Vergine Maria da parte dei Quartieri», e li colloca in un punto preciso della città: sparata di «mascoli» del quartiere Verzemma nel greto del torrente antistante il Santuario, e lo stesso fa il quartiere San Martino.
L'altro momento in cui si sparano è il passaggio della processione. La solenne Processione per le vie cittadine con l'Arca di Nostra Signora del Suffragio, accompagnata dalle Confraternite con i loro Crocifissi, dalla Filarmonica Gioacchino Rossini, viene salutata al suo passaggio dalle sparate di «mascoli» dei Quartieri Collodari, Liceto, Verzemma, Bastia, Spiaggia e Ponte.
I fuochi veri e propri, invece, si tirano dall'acqua: dal molo di ponente per i Quartieri Spiaggia, San Martino e Verzemma, dal molo di levante per Liceto e Bastia.
Il 1974, quando i fuochi si divisero in due sere
Fino a mezzo secolo fa il rapporto fra la Madonna e i quartieri era ancora più diretto: fino al 1974 la processione usciva dal Santuario e visitava i vari Quartieri. Giunta la Madonna, il Quartiere la salutava con la sparata ed i fuochi artificiali.
Poi si è dovuto separare le due cose: dal 1974, per ragioni di sicurezza si è cominciato ad articolare gli spettacoli pirotecnici in due serate, la sera del 7 e dell'8 settembre, mentre le sparate di mortaretti continuano a essere esplose il giorno 8 durante il passaggio della Madonna nei vari Quartieri.
Dal 29 agosto all'ultima messa
La festa comincia molto prima dell'8. La festa religiosa inizia il 29 agosto quando nel tardo pomeriggio, accompagnata dall'Arciconfraternita, dalle Autorità cittadine e dai fedeli, l'Arca della Madonna fa il suo ingresso nel Santuario.
Poi vengono la novena, l'accensione delle luminarie sul sagrato del Santuario, la benedizione dei bambini sul sagrato con l'omaggio floreale, il canto dei primi e dei secondi Vespri e la Benedizione Eucaristica. Alla processione prendono parte il rettore del Santuario, il Parroco e il Priore dell'Arciconfraternita.
Si chiude come si era aperto, con la Madonna che rientra: accoglienza dell'Arca sul sagrato, saluto dei Quartieri e ingresso della Madonna nel Santuario, e infine la Santa Messa di ringraziamento dei Quartieri e della Città alla Madonna.
Attorno a tutto questo, la parte che si mangia: sette stand gastronomici.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Recco per la Sagra del Fuoco non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Recco si trova a 600 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Recco dista 2,3 chilometri, cioè 3 minuti di strada.
Nello stesso periodo, poco lontano
Se ti fermi qualche giorno, ci sono anche queste.
- Festa della Focaccia di Recco — maggio
- Festa del Cristo degli Abissi a Camogli — luglio
- Falò di San Giorgio a Portofino — aprile