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Feste Patronali

Madonna del Carmine a Laurenzana 2027 - Il giglio d'argento offerto dalla contrada che vince il Palio

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
16 luglio 2026
Dove Vicolo II Ponte Nuovo, Lavello

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: basilicatasacra.it, letta il 20/09/2026.

La festa della Madonna del Carmine si celebra il 16 luglio a Laurenzana, in provincia di Potenza, nell'alta valle del Basento. Nei giorni della celebrazione le quattro contrade del paese si affrontano nel «Palio Carmelitano», un corteo storico con giochi che richiamano le rivalità medievali. La contrada che vince ottiene tre cose, e la terza è «l'onore di offrire il giglio d'argento come omaggio alla Madonna per i benefici e le grazie ricevute durante l'anno». Le altre due sono il privilegio di custodire il gonfalone della Madonna del Carmine, esposto per tutto l'anno nella chiesa della contrada, e la facoltà di vestire alcuni componenti della contrada con gli abiti del visconte di Laurenzana nella parata medievale dell'anno successivo.

Le quattro contrade che compongono il paese sono Santa Filomena, San Michele, San Giacomo e San Giorgio, e alla vincitrice spetta anche di portare in processione, il 16 luglio, il labaro dell'«Universitas Laurentianae».

Quattro contrade, quattro simboli

Ogni contrada ha i suoi segni, e ognuna il suo labaro in una chiesa diversa. Santa Filomena ha per simbolo la palma del martirio, i colori blu scuro e bianco, e il labaro nel Santuario della Beata Vergine del Monte Carmelo. San Giacomo ha la conchiglia del pellegrino, il bianco e il rosso, e il labaro nella chiesa della Virgo Potentissima. San Giorgio ha la spada del santo, il giallo e l'azzurro, e il labaro nella chiesa omonima. San Michele ha la bilancia, il granata e il verde, e il labaro nella sua chiesa.

Il corteo storico che accompagna i giochi riprende la dominazione sveva, e precisamente gli anni compresi tra il 1240 e il 1266, quando Manfredi — prima principe della contea di Gravina, di cui faceva parte questo territorio, poi re del regno federiciano — giunse a Laurenzana ospite di Matteo di Guglielmo, visconte del luogo. Rievoca inoltre le giostre che i feudatari bandivano in particolari circostanze, in tempi di pace.

Il paese che la peste risparmiò

La ragione per cui la Madonna del Carmine è patrona sta in un anno preciso. Nel 1656, durante la terribile epidemia di peste che colpì il Meridione, Laurenzana fu risparmiata dal contagio, e la popolazione lo attribuì all'intercessione della Vergine del Carmelo. Il 7 agosto 1656 l'Università di Laurenzana dichiarò la Vergine del Carmine avvocata e protettrice del paese, insieme alla Madonna delle Grazie, a Sant'Antonio da Padova e ai beati Egidio da Laurenzana e Gaetano. Le grazie ricevute sono ancora testimoniate dagli ex voto custoditi nel Santuario.

Da allora il legame è entrato nei nomi delle persone: a Laurenzana «ogni famiglia si gloria di avere un suo componente fregiato del nome di Maria del Carmelo e di affidare se stessa alla sua protezione».

La tela con la nuvoletta di Elia

Nel Seicento, però, non si portavano in processione le statue: l'oggetto di culto era la grande tela dell'altare maggiore, "Madonna del Carmine con San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista", del pittore tricaricese Cesare Scerra, datata 1616.

Il dipinto contiene una citazione biblica che spiega il titolo mariano: la Madonna appare su una nuvola, e quella nuvola richiama «l'episodio biblico della nuvoletta, vista dal servo del profeta Elia dalla cima del Monte Carmelo salire dal mare in alto per sciogliersi in una torrenziale pioggia benefica», dopo tre anni di siccità in Israele.

Alla tela si affiancò più tardi una statua lignea del 1892, "un manichino napoletano raffigurante la Madonna col Bambino", conservata in una teca intagliata. La Vergine è in piedi, avvolta da ricche vesti in seta ricamata in oro, regge un fiore dorato nella mano destra e porge il Bambino con la sinistra; il volto sembra assumere espressioni diverse a seconda della luce che la colpisce, «creando stupore e commozione nei fedeli, soprattutto in occasione delle processioni del 16 e 23 luglio». Nell'Ottocento compare anche un mezzobusto in cartapesta.

Il 16 luglio 1930 la sacra immagine fu solennemente incoronata dal Capitolo Vaticano, con il titolo di Maria Santissima del Monte Carmelo.

Il novenario, la questua, la peregrinatio

La festa principale si svolge il 16 luglio, preceduta da un solenne novenario, con celebrazione eucaristica e processione della statua per le vie del paese. La preparazione spirituale prosegue fino al 15 luglio con il rosario, la novena, le sante messe e la tradizionale compieta; nei giorni precedenti la statua compie la peregrinatio nelle quattro contrade, accolta in ognuna con altari riccamente addobbati, fiori, canti e momenti di preghiera.

La mattina del 16 arriva la banda "Regione Basilicata", seguita dalla tradizionale questua per le vie cittadine, e al passaggio della Madonna «le strade si riempiono di fedeli, le finestre vengono adornate con drappi e fiori, il silenzio lascia spazio alla preghiera ed alla musica della banda».

Il Santuario che ospita tutto questo sta lungo corso Cavour, nel cuore del paese: fu edificato fra la seconda metà del XVI secolo e i primissimi anni del successivo — su un antico architrave del portale era inciso uno stemma del Carmelo con la data 1612 — ed è citato come già esistente nella visita pastorale del 1639. Dentro custodisce un coro ligneo proveniente dal convento francescano di Santa Maria della Neve, un Crocifisso ligneo settecentesco e dipinti ottocenteschi; una scritta sull'arco di trionfo attesta che l'altare maggiore fu dichiarato privilegiato da papa Leone XIII, e nel 1955 la chiesa-santuario è stata elevata al rango di Rettoria.

Come arrivare alla festa

La festa della Madonna del Carmine a Laurenzana si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Trivigno, a 22 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Albano scalo, e il tragitto è di 18 chilometri per 18 minuti di guida.

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