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Maria SS. del Carmelo a Campomaggiore 2027 - Il sindaco consegna alla Vergine le chiavi del paese

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
16 luglio 2026
Dove corso Umberto I°, Campomaggiore

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: notiziariolucano.com, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

La processione del 16 luglio, a Campomaggiore, in provincia di Potenza, in Basilicata, non finisce quando la statua rientra. Finisce con un gesto amministrativo trasformato in atto di devozione: il sindaco consegna alla Vergine le «chiavi» della comunità. Poi partono i fuochi.

Ceri di grano, che tornano due volte

La festa dura due giorni, il 15 e il 16 luglio, ed è preceduta da una novena in cui si leggono testi risalenti al 1750. Ogni giorno della novena ha un tema legato alla Madonna: l'amore per i figli, l'intercessione, il valore dello scapolare. Prima che cominci, l'immagine viene adornata con gli ex voto donati dalla famiglia Cutinelli-Rendina e dagli altri fedeli.

La sera del 15, dopo la Messa, la processione attraversa corso Umberto I addobbato con le bianche luminarie, e raccoglie per strada i ceri votivi. Non sono candele qualsiasi: sono intrecci di grano e candele, vere opere d'arte fatte a mano dai devoti. In chiesa se ne conservano parecchi, chiamati cente votive, insieme al tradizionale «cerio» costruito con spighe di grano intrecciate fra loro.

Poi, in piazza Zanardelli, c'è il concerto sulla cassa armonica.

E i ceri hanno un seguito che vale la pena di raccontare fino in fondo: restano in chiesa fino alla festa di san Rocco, dopodiché vengono dismessi e riutilizzati il 2 febbraio, per la Candelora. La cera fa un giro di sei mesi e torna a servire.

Una statua che si è salvata due volte

La statua venerata nella chiesa madre è un manichino del XIX secolo: la Vergine in piedi, con un ampio abito nero ricamato in oro su cui scorre un manto bianco anch'esso ricamato, mentre con il braccio sinistro regge il Bambino, vestito di tunica nera.

Arrivò da lontano. Fu portata da Bitonto nel Settecento per devozione della signora Laura Antonacci, moglie del conte Cutinelli Rendina.

Il santuario buttato giù, e la frana

Quello che le è successo dopo racconta il paese meglio di qualsiasi cronaca. Un santuario fu edificato fra il 1742 e il 1743, e poi demolito dai cittadini stessi, per non pagare una tassa ai feudatari. Nella seconda metà dell'Ottocento il culto si trasferì in una nuova chiesa dentro l'abitato, che venne gravemente danneggiata dalla frana che distrusse il paese nel 1885.

La statua si salvò anche da quella, e fu collocata nella chiesa nuova, inaugurata nel giugno del 1937 dal vescovo di Tricarico Raffaello Delle Nocche, con l'intitolazione attuale a Maria Santissima del Carmelo. L'interno è a navata unica ed è molto semplice; oltre alla statua custodisce due tele, l'Assunta e la Madonna che allatta.

È anche il motivo per cui quel gesto finale, le chiavi del paese messe in mano alla Vergine, qui suona diverso che altrove. Campomaggiore la chiamano la Città dell'Utopia: un paese che il suo santuario l'ha buttato giù da sé per non pagare una tassa, e che una frana l'ha costretto a ricominciare da capo.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa di Maria Santissima del Carmelo a Campomaggiore richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Campomaggiore–Pietrapertosa, a 6,7 chilometri da Campomaggiore, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Campomaggiore ha davanti un percorso di 7,0 chilometri, sette minuti di guida.

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