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Feste Patronali

Palio di San Giorgio a Modica e la statua che corre nelle navate 2027

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
23 aprile 2026
Dove Modica Alta, Modica

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: digitalhistory.unite.it, letta il 02/09/2026.

La festa di San Giorgio si celebra a Modica, in provincia di Ragusa, nel fine settimana successivo al 23 aprile, giorno liturgico del santo. La domenica pomeriggio il simulacro argenteo esce dalla Cattedrale di San Giorgio, che domina la scalinata di Modica Alta, fra una raffica di volantini colorati e i fuochi d'artificio diurni: è la Trionfale Sciuta. I Sangiorgiari lo portano a spalla per Modica alta e bassa procedendo a passo veloce e in alcuni tratti facendolo correre, per emulare il galoppo del cavallo del santo; il rientro avviene in tarda serata, e in chiesa la statua viene fatta girare più volte tra le navate.

I «gira» fra le navate

Il rientro di San Giorgio avviene in tarda serata e, dopo i fuochi conclusivi, la statua viene fatta girare più volte tra le navate — sono i «gira» — fino a che i portatori ne hanno la forza, e solo allora viene riposta nel transetto.

Quel gesto ha una spiegazione storica precisa: conserva il sapore antico delle celebrazioni borboniche, quando le manifestazioni esterne furono vietate e la processione si svolgeva all'interno della chiesa. Alla fine il Sindaco di Modica recita l'atto di affidamento della città al patrono e accende il cero votivo; segue la tradizionale «Cianata» del simulacro nella propria cappella.

Un santo che va di corsa

La caratteristica peculiare è l'andatura del santo: la statua, portata a spalla dai fedeli, procede a passo veloce e in alcuni tratti viene fatta correre per emulare il galoppo del cavallo. I portatori si chiamano Sangiorgiari, e sono loro a far letteralmente correre il fercolo lungo le vie cittadine, con un movimento ondulato e veloce che crea un forte coinvolgimento emotivo.

Il simulacro rappresenta il santo guerriero sul dorso di un cavallo mentre uccide il drago: è attribuito a un artista napoletano e risale al 1860 — prima di allora veniva portata in processione l'urna reliquiaria. Sono circa duecento i portatori coinvolti, che si danno il cambio lungo un percorso che attraversa Modica alta e bassa.

Vino e uova sode alle soste

Le pause hanno un nome. Il giro del santo è intervallato da alcune soste, i «fimmati», per far rifocillare i portatori: le vivande erano tradizionalmente vino e uova sode, oggi c'è ogni genere di ben di Dio.

Una di quelle fermate è entrata nel racconto della festa: tradizionale, fino a vent'anni fa, era la sosta da donna Natalizia, che per l'occasione faceva anche esplodere rumorosi mortaretti. E la processione ha momenti di intensità che non sono nel programma: il simulacro si ferma in prossimità delle abitazioni di persone anziane o che non possono camminare.

Ventitré colpi di cannone

Il sabato mattina ventitré colpi di cannone svegliano i modicani e annunciano l'inizio dei festeggiamenti. La domenica pomeriggio arriva il momento più atteso, la Trionfale Sciuta: l'uscita del simulacro argenteo e dell'Arca reliquiaria dalla Cattedrale di San Giorgio, capolavoro del tardo barocco siciliano che domina la scalinata di Modica Alta, accolta da una raffica di volantini colorati lanciati dai balconi e dai fuochi d'artificio diurni — una nuvola rossa che avvolge i cittadini assiepati sulla scalinata.

Il rientro, a tarda sera, è annunciato da un altro spettacolo pirotecnico, e la giornata si chiude con la benedizione finale e i fuochi musicali.

Sangiorgiari contro Sampittrari

A Modica il patrono è doppio, e la convivenza è stata tutt'altro che pacifica.

I Sangiorgiari, devoti di San Giorgio, sono acerrimi nemici dei Sampittrari, devoti di San Pietro. La contesa è antica: San Giorgio fu l'indiscusso patrono fino al XVII secolo, quando i canonici della collegiata di San Pietro avanzarono delle pretese riguardo alla matricità e al patronato, a causa dell'espansione della nuova parte bassa dopo il terremoto.

Fu una lotta di città, non solo di chiese: fra i «susari», appartenenti alle élites urbane di antico regime, e i «iusari», ceti popolari emergenti, si innescò un'accesa rivalità, combattuta anche a suon di miracoli e di supremazia nei cerimoniali e nei rituali delle feste. La contesa si chiuse con una decisione papale: nel giugno del 1884 il Sommo Pontefice Leone XIII decretò che San Giorgio fosse il Patrono Principale e San Pietro Equo Patrono.

Dal sogno del conte Ruggero

La devozione a San Giorgio è presente nella Contea di Modica dall'anno in cui il conte Ruggero vinse i musulmani nella battaglia di Cerami, dopo che in sogno gli era apparso il glorioso martire, nel 1063. Da allora il santo fu proclamato patrono della città e titolare della chiesa madre.

I festeggiamenti in suo onore cominciarono a celebrarsi nel XII secolo, e all'epoca è attestata anche l'esistenza del Duomo dedicato al martire: una bolla pontificia riporta che la chiesa, che secondo la tradizione fu fondata dal conte Ruggero, nel 1150 fu posta sotto la tutela del Monastero di Mileto in Calabria. Al suo interno, oltre al simulacro, si trova il grande Polittico attribuito a Bernardino Niger, dove San Giorgio è raffigurato a cavallo mentre uccide il drago.

La leggenda che sta dietro l'immagine è quella nota: il giovane soldato Giorgio uccise il drago che tormentava una principessa, offerta in sacrificio per tenere lontano il mostro dalla città libica di Selem, e nell'iconografia cristiana il santo è sempre raffigurato a cavallo con il drago, la principessa e il vessillo crociato.

La vigilia è dei bambini

C'è una processione più piccola che prepara quella grande, e serve a passare il testimone.

La vigilia è dedicata ai più piccoli con il tradizionale «San Giorgio dei Piccoli»: una riproduzione ridotta del simulacro esce dalla chiesa portata in processione dai bambini, che la fanno «cavalcare» per le strade di Modica Alta. È il passaggio di testimone per la tradizione dei portatori, e alla festa partecipano attivamente un centinaio di ragazzi.

I festeggiamenti si tengono nel fine settimana successivo al 23 aprile, giorno liturgico del santo, accompagnati dalla Banda musicale «Città di Modica – Belluardo Risadelli» e dall'Associazione Musicale «Città di Scicli – Ottavio Penna», con l'Associazione Portatori di San Giorgio che si prende cura del buon andamento della processione. È considerata fra le celebrazioni patronali più partecipate dell'intera Sicilia, seconda per affluenza soltanto a Sant'Agata a Catania e a Santa Rosalia a Palermo, in una città barocca riconosciuta dall'UNESCO come parte del patrimonio del Val di Noto.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere del Palio di San Giorgio, a Modica, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Modica a un passo dal centro, un chilometro dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Modica, e da lì restano 10 chilometri e 10 minuti.

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