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Festa di San Bernardo a Chiaravalle con sfilata in costume e volo di rapaci 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
20 agosto 2026
Dove Piazza Risorgimento 11, Chiaravalle

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: santodelgiorno.it, letta il 20/09/2026.

La festa di San Bernardo Abate, patrono di Chiaravalle, in provincia di Ancona, nelle Marche, si tiene il 20 agosto e dura cinque giorni. Le liturgie stanno nell'abbazia di Santa Maria in Castagnola, che i cistercensi hanno tenuto dal 1147 al 1985; la festa medievale, con la sfilata in costume, i tamburini, gli sbandieratori e la falconeria in piazza Garibaldi, la organizza la Pro Loco Chiaravallese. Protagonisti della giornata del patrono sono gli anziani del paese, che si ritrovano fra stornelli popolari e canti di Pasquella.

Cinque giorni fra sacro e profano

A Chiaravalle, nell'anconetano, il patrono si festeggia il 20 agosto, e non lo si festeggia in un pomeriggio. La festa di San Bernardo Abate è una cinque giorni in cui il sacro e il profano si mescolano come nella migliore tradizione delle festività popolari: da una parte le liturgie dentro l'abbazia, dall'altra le armature, i tamburi e i banchetti nelle vie del paese, e nessuno dei due lati chiede scusa all'altro.

È una divisione dei compiti, più che una contraddizione. Gli eventi liturgici si svolgono nell'abbazia di Santa Maria in Castagnola; i momenti goliardici e ludici della festa medievale li organizza la Pro Loco Chiaravallese. Chi arriva per la messa resta per la sfilata, e viceversa.

Il patrono che molti confondono

C'è un equivoco che sopravvive in paese, e vale la pena scioglierlo subito: qualcuno ancora crede che il patrono sia Sant'Antonio, la cui festa si celebra il 17 gennaio. Il patrono, invece, è San Bernardo Abate, e la parrocchia di Chiaravalle lo venera come tale al 20 agosto.

Chi era, lo dice il soprannome con cui è meglio noto: il «santo dal dolce eloquio». Nato nel 1091 a Fontaines les Dijon, monaco a ventitré anni, fondò il monastero di Clairvaux vicino a Chalon sur Marne e ne divenne abate; fu riformatore della regola cistercense e un grande predicatore, e morì nel 1153.

Il legame con Chiaravalle non è di sola devozione. Bernardo è il fondatore della comunità cistercense che dal 1147 al 1985 gestì la locale Abbazia di Santa Maria in Castagnola, e questo spiega perché la festa del paese cominci proprio da lì dentro.

Liturgie nell'abbazia di Castagnola

Sotto le volte dell'abbazia si concentra la parte sacra, e passa per due vescovi. La messa è celebrata dal Vescovo di Jesi, Gerardo Rocconi, che fu per diversi anni parroco a Chiaravalle e torna quindi in una chiesa che conosce; l'altra funzione religiosa è celebrata da Franco Manenti, Vescovo della diocesi di Senigallia, a cui Chiaravalle appartiene.

Fra le due funzioni il programma allarga il campo. C'è la proiezione del film «Chiamatemi Francesco»; c'è la processione animata dalle Confraternite e la benedizione con la reliquia di San Bernardo, alla quale prendono parte l'associazione Templari Cattolici d'Italia e la Banda Città di Chiaravalle. E c'è, sempre all'interno dell'abbazia cistercense, la lettura del Primo Canto del Paradiso di Dante: un santo del dolce eloquio festeggiato con dei versi, dentro la chiesa che il suo ordine ha tenuto dal 1147 al 1985.

Armature, tamburi e rapaci in piazza

Fuori dall'abbazia il paese cambia secolo. La sfilata in costume è la parte più vistosa della festa medievale, e mette insieme quattro gruppi diversi: la Brigata Montebodio con le sue armature, i tamburini della Renascentia, gli sbandieratori di Castelferretti, gli armati dell'Antica Marca. Passano insieme, e il corteo suona prima ancora di arrivare.

In piazza Garibaldi c'è l'appuntamento che si porta via gli applausi. L'associazione di falconeria Le Ali della Terra allestisce l'esposizione e l'esibizione di volo libero, con gli esemplari di uccelli rapaci, gufi, falchi e poiane che partono e rientrano sopra la testa della gente.

La serata di sabato tiene tutto insieme fino a tardi: danze, banchetti e, in conclusione, i giochi di San Bernardo, allestiti con cura dai ragazzi della parrocchia e del Pit-Stop. Sono i più giovani a chiudere la giornata, e a costruire con le proprie mani la parte che i bambini aspettano.

Gli anziani, gli stornelli e la Pasquella

C'è però una scelta, in questa festa, che la distingue da molte altre: protagonisti della festa sono gli anziani. In onore del santo i chiaravallesi più anziani si ritrovano per trascorrere una giornata insieme, al di fuori della solitudine estiva — che ad agosto, in un paese che si svuota, è una ragione concreta e non un modo di dire.

A scandire quella giornata non c'è un palco, ci sono le voci. Gli stornelli popolari e i canti di Pasquella fanno da sottofondo alle chiacchiere, alle poesie e ai ricordi di una volta: repertorio che nessuno ha insegnato a nessuno, e che chi lo canta ha imparato standoci dentro.

È il punto in cui il soprannome del santo smette di essere un'etichetta da libro e diventa il programma della giornata. E il resto lo dice la sua iconografia, quella con cui i cistercensi lo hanno reso riconoscibile per secoli: l'arnia, il cane bianco, il libro, la mitra ai piedi, l'ostia.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Chiaravalle per la festa non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Chiaravalle si trova a 600 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Chiaravalle - A14 Bologna-Taranto dista 3,8 chilometri, cioè 5 minuti di strada.

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