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Feste Patronali

Processione di Sant'Albano a Riva di Chieri 2027 - Il carro lo tirano due cani, come nel miracolo del santo

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 20 al 21 giugno 2026
Dove via Tamagnone, Chieri

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.

La Festa di Sant'Albano è la festa patronale di Riva presso Chieri, piccolo Comune della Città metropolitana di Torino, in Piemonte, e si celebra nella domenica più vicina al 22 giugno. L'elemento più riconoscibile è un carro trainato dai cani, che rievoca un antico miracolo attribuito al santo e apre la processione che all'alba raggiunge la cappella.

Il contadino che bestemmiava

Un contadino, dopo abbondanti piogge, trasportava un carro carico di covoni di grano lungo una strada fangosa. Quando il carro rimase bloccato nel fango, l'uomo cominciò a imprecare e a bestemmiare. Sant'Albano, passando di lì, gli ordinò di staccare i buoi e di aggiogare al loro posto i suoi due cani: e quelli liberarono immediatamente il pesante carro dalla melma.

Nel Municipio si conserva come simbolo un piccolo carro, a cui si aggiogano due grossi cani, condotti in processione dagli scolari — e il migliore di loro sale sul carretto.

Il masé cit e gli stranòt

Su quel carro, in piedi, sta il masé cit: un bambino che recita gli stranòt, o strambotti, componimenti in rima in lingua piemontese. Sono «l'anima più genuina e popolare della festa»: il masé cit li dedica alle diverse personalità del paese e con essi invoca l'aiuto del Santo. Con lui ci sono quattro «cit», quattro bambini.

L'ordine del corteo è fisso: apre il carro trainato dai cani con sopra il masé cit; seguono la banda musicale, i massari, le autorità civili ed ecclesiastiche, e infine tutta la popolazione. Un tempo alla processione partecipava anche un carro trainato dai buoi, che chiudeva il corteo.

La processione parte all'alba dalla chiesa parrocchiale e dal palazzo municipale e raggiunge la cappella, dove si celebra la messa solenne.

Lo scambio delle alabarde

Il cuore organizzativo della festa sono i Massari, le figure tradizionali che la custodiscono. Sui gradini della cappella si svolge il gesto che tiene insieme un anno e l'altro: lo scambio delle alabarde tra i Massari dell'anno in corso e quelli dell'anno successivo, che garantisce la continuità della tradizione.

Un tempo i massari erano rappresentanti delle famiglie del paese e delle borgate, nominati dal Consiglio Comunale, che li sceglieva a turno tra le famiglie contadine; oggi sono gli stessi massari a cercare i loro successori per l'anno seguente. Il ruolo aveva anche le sue gerarchie: il primo massaro del paese ospitava il primo massaro delle borgate, il sindaco, il parroco, il predicatore e l'organista — le autorità principali —, mentre il secondo massaro ospitava il vicesindaco, il viceparroco, il sacrestano e le autorità minori.

Fino agli anni Settanta i massari raccoglievano le offerte e distribuivano le «mistà», o «sonèt»: immagini del santo che venivano appese a fini propiziatori alle porte delle stalle.

Il pane a forma di cuore e di stella

Durante la messa nella cappella, fino al 1975, venivano benedette le «carità»: forme di pane azzimo rotonde, a cuore, a stella, con le iniziali S.A. oppure W S.A., che venivano poi distribuite alla popolazione. La tradizione è stata poi ripresa.

Nei giorni che precedono la festa si celebra la novena, a turno nella chiesa parrocchiale e nelle frazioni — Tamagnone, Madonna della Fontana, Madonna della Rovere, San Giovanni, Ronello —, e il carro sfila per le vie del paese.

La vigilia, che oggi cade il sabato sera, un tempo si apriva col falò: adesso al suo posto c'è uno spettacolo pirotecnico, accompagnato dalle note della banda e dalla recita degli strambotti. E la celebrazione si chiude con tutti in cerchio per il bal dla carità e il brando, antiche danze popolari che riuniscono la comunità.

Un martire della Legione Tebea

Sant'Albano è venerato come uno dei martiri della Legione Tebea, il corpo di soldati cristiani che, secondo la tradizione, subì il martirio sotto l'imperatore romano Massimiano alla fine del III secolo, per essersi rifiutato di compiere sacrifici pagani.

A lui è dedicata la cappella di Sant'Albano, gioiello di architettura romanica che sorge a circa un chilometro dal centro abitato, lungo via Tamagnone. Ha una caratteristica abside semicircolare, fu eretta nel XII secolo — probabilmente per opera dei monaci dell'abbazia di Breme — e conserva ancora tracce delle sue origini medievali; risulta documentata fin dal 1103.

Il culto è attestato fin dall'inizio del XII secolo: un atto del 1103 cita la località Sant'Albano, e il santo è menzionato come patrono negli statuti del 1509. La festa si celebra nella domenica più vicina al 22 giugno: un tempo cadeva il 22 esatto, poi è stata spostata.

Come arrivare alla festa

La Processione di Sant'Albano a Riva presso Chieri si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Pessione, a 4,2 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Chieri, e il tragitto è di 7,9 chilometri per 12 minuti di guida.

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