Sant'Antonio Maria Gianelli a Carro e la processione con la statua e la reliquia 2027
Fonte: diocesilaspezia.it, letta il 19/09/2026.
La festa di Sant'Antonio Maria Gianelli si celebra il 2 giugno a Cerreta, frazione di Carro, in provincia della Spezia: le celebrazioni, curate dalle suore «gianelline» di Nostra Signora dell'Orto, si tengono nella chiesa santuario adiacente all'antica casa dove nel 1789 il futuro santo ebbe i natali. Alla messa segue la processione con la statua e la reliquia del Santo, e alla festa sono presenti tutte le Confraternite della Val di Vara, di cui Gianelli è patrono.
Nato la domenica di Pasqua
La data di nascita è precisa e coincide con due cose insieme: Antonio Maria Gianelli nacque a Cerreta (Cerreia), frazione di Carro, il 12 aprile 1789 — l'anno della Rivoluzione Francese — durante le feste pasquali, da una povera famiglia di contadini da cui apprese la carità, lo spirito di sacrificio, la capacità di condivisione.
Il racconto locale aggiunge un episodio avvenuto prima ancora che nascesse: un evento miracoloso si verificò ancor prima della sua nascita, quando la madre, in avanzato stato di gravidanza, subì un grave attacco di febbre; ma mentre nella valle risuonavano le festose campane della chiesa per la festa di Pasqua, ella si sentì subito meglio.
La casa era povera e sta ancora lì: nacque in una casa povera tra i dirupi, sotto la chiesetta parrocchiale dove fu battezzato il 19 aprile; la sua infanzia fu serena assieme agli altri cinque fratelli, mentre la famiglia era dedita al lavoro dei campi e alla chiesa. Oggi la casa natale è diventata un museo.
L'educazione se la divisero i genitori, e da suo padre gli restò una frase: dal padre imparò la bellezza della carità verso i poveri, a cui donava anche il poco cibo — «la bocca l'hanno anche i poveri» — e dalla madre le prime preghiere e i rudimenti della dottrina cristiana; la sera la famiglia si riuniva per il Rosario.
Prete a ventitré anni, con una dispensa
La carriera ecclesiastica cominciò presto e con una deroga: il 24 maggio del 1812 fu ordinato sacerdote nella chiesa di Nostra Signora del Carmine in Genova, con una dispensa pontificia di undici mesi non avendo ancora compiuto i ventiquattro anni richiesti dalla legge canonica del tempo; egli poi si reca a Cerreta fra la gioia e lo stupore dei paesani e celebra la sua prima messa.
Gli anni intorno furono fitti: nel 1811 iniziò lo studio della Teologia dogmatica e morale e per proprio conto studiò sacra Liturgia, poi il diaconato nel marzo 1812, l'incarico di vice-parroco: nel febbraio del 1813 fu ufficialmente nominato vice-parroco della chiesa di San Matteo, la chiesa dei Doria, e nel 1814 l'ingresso nella Congregazione dei Missionari suburbani di Genova, dediti alle missioni popolari.
Nel 1826 riceve un incarico che riguarda proprio la valle da cui veniva: il 21 giugno 1826 il cardinale arcivescovo di Genova Luigi Lambruschini nominò Gianelli arciprete della parrocchia di San Giovanni Battista di Chiavari e vicario foraneo delle 110 parrocchie del Levante e della Val di Vara. Nello stesso anno, all'apertura del seminario di Chiavari, fu nominato Prefetto degli Studi; vi insegnò teologia dogmatica, teologia morale, filosofia, italiano, latino e greco.
Poi il vescovado: il 6 maggio 1838 venne consacrato vescovo nella cattedrale di Genova dal cardinale Tadini e prestò giuramento nelle mani del re Carlo Alberto. Nello stesso novembre radunò i missionari «Liguoriani» fondando la Congregazione missionaria degli Oblati di Sant'Alfonso. Morì a Piacenza il 7 giugno 1846, vescovo di Bobbio.
Le rondini attorno al crocifisso
Un episodio ne lega la memoria a un'epidemia: infuriò anche in Liguria l'epidemia del colera e l'arciprete Gianelli, per chiedere al Signore che la città fosse risparmiata dal flagello, organizzò una processione di penitenza con il crocifisso venerato nella parrocchia, con la partecipazione di tutta la popolazione che, cantando e pregando, raggiunse il santuario della Madonna dell'Orto.
Quello che accadde durante la predica fu letto come una risposta: mentre il santo predicava sul piazzale antistante, uno stuolo di rondini scese volteggiando attorno al crocifisso e questo fu interpretato come una risposta positiva del Cielo: il crocifisso rimase esposto per ottanta giorni, al termine dei quali si fece un'altra processione per ringraziare Dio di avere preservato la città dal morbo.
Le gianelline, e le prime scuole materne d'Italia
La sua opera più duratura è una congregazione di donne, nata per un compito pratico: fondò a Chiavari la Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell'Orto — conosciute come Suore Gianelline — oggi presente in tutto il mondo, istituita il 12 gennaio 1829.
All'inizio erano poche e con un obiettivo circoscritto: la congregazione fu creata inizialmente radunando un gruppo di giovani pie donne per l'opera all'Ospizio di Carità e Lavoro, allo scopo di provvedere valide maestre ed educatrici assistendo le ragazze abbandonate, ma poi il loro compito si estese anche ai poveri e agli infermi.
Poi il lavoro si allargò moltissimo, e comprende un primato: nel giro di pochi anni le «Gianelline» assumono numerosi altri impegni, come la direzione degli ospedali di Chiavari, La Spezia e Ventimiglia, l'apertura di un educandato, le «Fanciulle di Maria», e di scuole per le ragazze più povere e l'apertura delle primissime scuole materne in Italia.
Patrono della valle dal 2000
La canonizzazione è del secolo scorso: Antonio Maria Gianelli è stato proclamato santo il 21 ottobre 1951 da Papa Pio XII, mentre il patronato sulla valle è recentissimo: il 4 giugno 2000 è stato proclamato Patrono della Val di Vara dalla Curia vescovile della Spezia, con parere favorevole della Conferenza Episcopale Ligure, ed è anche nominato santo patrono di Bobbio oltre a San Colombano.
Le sue reliquie hanno rifatto la strada di casa: nel 2001, a cinquant'anni dalla sua canonizzazione, le reliquie furono portate in pellegrinaggio da Bobbio nella val di Vara fino a Chiavari, nei luoghi cari al Gianelli e nella sede delle sue suore gianelline.
La festa: due momenti, un solo santuario
Il centro di tutto è il luogo di nascita: il centro delle celebrazioni è il santuario della Cerreta di Carro, luogo natale del Gianelli e sede di una casa delle suore dell'ordine da lui fondato.
A giugno si celebra la ricorrenza legata al patronato sulla valle, con tre giorni di preparazione e la festa del 2 giugno, e a Cerreta di Carro si festeggia Sant'Antonio Maria Gianelli, patrono della Val di Vara, con la messa e poi la processione con la statua e la reliquia del Santo.
C'è però anche un appuntamento estivo nel capoluogo: nella parrocchia di Carro, in Val di Vara, si celebra la festa di Sant'Antonio Maria Gianelli, santo nativo del borgo, con a seguire la processione con l'arca del Santo e, per le vie di Carro, le confraternite e la banda musicale.
Il raduno delle confraternite è ciò che rende questa festa un appuntamento di valle: sono presenti tutte le Confraternite della Valle, ed è prevista la messa solenne con processione e la sfilata delle confraternite — tanto che il raduno delle confraternite e la festa popolare lo fanno diventare, oltre che importante raduno spirituale, uno dei più importanti appuntamenti di turismo religioso della Regione.
A tenere in piedi tutto sono le suore e le parrocchie: la festa del Santo patrono si tiene ogni anno grazie all'impegno delle suore di Nostra Signora dell'Orto e delle varie comunità parrocchiali della zona.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa di Sant'Antonio Maria Gianelli a Carro richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Levanto, a 19 chilometri da Carro, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Carrodano - Levanto ha davanti un percorso di 9,7 chilometri che in 15 minuti porta a destinazione.
Altre feste in provincia di La Spezia
Qui intorno, altre feste che meritano una deviazione.
- San Rocco ad Arcola — agosto
- Madonna dell'Arena a San Terenzo — settembre
- Canti del Maggio a Zignago — maggio