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San Biagio a Mugnano di Napoli e l'unzione delle gole con l'olio benedetto 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
3 febbraio 2026
Dove Piazza Municipio, San Martino in Pensilis

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: comune.mugnano.na.it, letta il 02/09/2026.

La festa di San Biagio si celebra a Mugnano di Napoli, comune della Città metropolitana di Napoli, in Campania. Il giorno del patrono è il 3 febbraio, ma le celebrazioni durano nove giorni, dal 31 gennaio all'8 febbraio. Il rito centrale è l'unzione delle gole con l'olio benedetto, mentre la reliquia del santo viene portata in processione per le strade del paese, aperta dai fuochi dei maestri pirotecnici mugnanesi.

I fuochi dell'alba e le campane

A Mugnano il 3 febbraio non comincia con una sveglia: comincia con uno sparo. I fuochi dell'alba destano i mugnanesi invitandoli a recarsi dal santo patrono, e da quel momento la giornata è cominciata per tutti.

Subito dopo si aggiunge il suono che si sente in tutto il paese. Le campane della chiesa madre suonano a festa fin dal mattino, e annunciano la ricorrenza a chi ancora non si fosse alzato.

C'è un detto napoletano che spiega perché questa data conta più di altre: «San Biase, 'o sole pe' case». La festa cade nel momento in cui la luce comincia già a tornare dentro le case dopo l'inverno.

La fila per l'unzione della gola

Il gesto che identifica il culto di San Biagio più di ogni altro si fa in chiesa, uno per uno. È l'unzione delle gole con l'olio benedetto, impartita ai fedeli nel giorno della solennità e nei giorni successivi.

Non è un rito riservato ai mugnanesi. La parrocchia accoglie per l'intera giornata i fedeli giunti anche dai comuni limitrofi dell'area a nord di Napoli, e più in generale da tutta la provincia e dalla Campania: è il rito che ogni anno richiama a Mugnano fedeli e curiosi.

E l'immagine che ne resta è sempre la stessa, anno dopo anno: la lunga fila di fedeli intenti a farsi ungere la gola. Le celebrazioni hanno il loro centro nella Parrocchia San Biagio Vescovo e Martire, in Via Chiesa, che scandisce la giornata con le messe fino alla solenne della sera.

Zampognari di bottega in bottega

Mentre in chiesa si fa la fila, per le strade arriva la musica, e va a cercare la gente dove sta. Fin dal mattino gruppi di zampognari percorrono le vie del centro portando di casa in casa e di bottega in bottega le tipiche melodie della tradizione campana.

È una festa che non resta dentro la parrocchia. Attorno ai riti si dispone tutto il resto: le luminarie sulle strade principali, le bancarelle di dolciumi e torroni, e gli appuntamenti ludici e culturali promossi dal Comune per l'intera durata dei festeggiamenti.

Perché i festeggiamenti non si esauriscono nella sola giornata del santo. Il calendario si apre negli ultimi giorni di gennaio e prosegue fino all'ottava, coprendo poco più di una settimana — nove giorni, dal 31 gennaio all'8 febbraio — e comincia con il triduo.

Reliquia e fuochi verso i paesi vicini

Il cuore antico dei festeggiamenti è la processione, e ciò che si porta non è una statua. La reliquia del santo viene portata in cammino lungo le strade del paese, aperta tradizionalmente dai fuochi dei maestri pirotecnici mugnanesi e accompagnata dalle confraternite, dalla banda e da un gran numero di fedeli. Sono i fuochisti a darle il via, la domenica mattina.

Ma il percorso, a un certo punto, esce dai confini. Secondo una consuetudine ripresa negli anni Novanta dai parroci che si sono succeduti, la reliquia viene portata anche verso i comuni vicini.

La sera si chiude come si era aperta, col fuoco. Lo spettacolo pirotecnico è l'atteso appuntamento che raduna un pubblico numeroso e conclude la giornata più attesa.

Il medico armeno di Sebaste

Chi sia il santo lo spiega la sua professione, prima ancora del suo episcopato. San Biagio era un medico di origine armena e fu vescovo di Sebaste, città della Cappadocia, in Asia Minore, e visse nel IV secolo.

Il miracolo che gli ha dato il patronato avvenne mentre era in carcere. In seguito alla carcerazione ordinata da Agricolao durante le persecuzioni, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva ingoiato una lisca di pesce conficcata nella trachea: da lì viene il patrocinio sui malanni della gola, che ne ha fatto uno dei santi più popolari d'Italia e uno dei protettori dei contadini.

Le richieste che gli si rivolgono, però, non sono solo quelle. Il santo veniva invocato anche per i mali della vescica e implorato dalle ragazze in cerca di marito. La sua storia finisce dove comincia la festa: fu martirizzato il 3 febbraio del 316, quando l'impero d'oriente era sotto il dominio di Licinio.

Anche la chiesa che lo ospita è cresciuta col culto. Da piccola chiesetta che era, come si evince da alcuni documenti del 1542, nel corso dei secoli è stata ampliata e trasformata fino a diventare quella che si vede oggi.

Come arrivare alla festa

La festa di San Biagio a Mugnano di Napoli si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Quarto Centro, a 8,2 chilometri da Mugnano, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Melito ha davanti un percorso di 3,0 chilometri, quattro minuti di guida.

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