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San Canio a Calitri 2027 - Le campane che suonarono da sole e la falange nel medaglione

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
25 maggio 2026
Dove Chiesa Madre di San Canio Martire e centro storico, Calitri

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato. La fonte indica queste date come ancora da confermare.

La festa di San Canio si celebra a Calitri, borgo dell'Alta Irpinia in provincia di Avellino, ogni 25 maggio, e si ripete il 1º settembre. All'alba il complesso bandistico percorre le strade del paese, per tutta la giornata il centro abitato ospita la fiera, e nel pomeriggio, dopo la Santa Messa, il santo esce in processione dalla Chiesa Madre. Nel 799, mentre il corteo funebre portava il corpo del santo da Atella ad Acerenza, passò per Calitri: le campane del paese cominciarono miracolosamente a suonare da sole. Da allora San Canio è il patrono, e della sua reliquia il paese custodisce la falange di una delle dita.

La sveglia della banda, prestissimo

Ogni 25 maggio Calitri, borgo dell'Alta Irpinia affacciato sulla valle dell'Ofanto, in provincia di Avellino, si ferma per festeggiare San Canio martire. Non è una data qualsiasi: è l'appuntamento più sentito del calendario civile e religioso del Comune.

La giornata si apre prestissimo, quando il complesso bandistico locale percorre le principali strade del paese e sveglia a suon di musica l'intera comunità. È un rito di apertura che i calitrani riconoscono ancora prima di affacciarsi alla finestra, e che dà il tono a tutta la giornata.

Per tutte le ore che seguono il centro abitato ospita la tradizionale fiera: le bancarelle occupano il corso principale e le strade attorno, e il paese si riempie di gente arrivata anche dai comuni vicini. Nel pomeriggio, dopo la Santa Messa, i calitrani riempiono la piazza antistante la Chiesa Madre in attesa di seguire il santo lungo le vie del paese. La processione attraversa il centro storico ed è il momento più partecipato della giornata: chi non può camminare segue il passaggio dalle finestre e dai balconi, con preghiere e segni di devozione. In tutte le processioni gli appartenenti alla Confraternita dell'Immacolata indossano una tunica bianca, cinta da un cordone azzurro, e un mantellino azzurro.

La sera, come vuole la tradizione, tocca alla musica: il Complesso Bandistico «Città di Calitri Giovanni Rinaldi» tiene il suo saggio davanti al pubblico, in una formula che a Calitri resiste da generazioni. E chi arriva per la festa trova anche la cucina locale, con piatti come le cannazze, che nelle case calitrane sono legate proprio al giorno del patrono.

Due volte l'anno

A Calitri San Canio si festeggia due volte. Alla ricorrenza principale del 25 maggio — legata alla traslazione delle reliquie — si affianca quella di inizio settembre, che il calendario parrocchiale fissa al 1º settembre e che viene organizzata insieme alla festa di Santa Lucia, il 31 agosto, dal Comitato Feste San Canio e Santa Lucia. Il programma di quei due giorni prevede nel pomeriggio la celebrazione della Santa Messa e la processione per le vie del paese, e la sera concerti bandistici e di musica leggera.

Una chiesa che ha cambiato posto

La Chiesa di San Canio si trova in Piazza Salvatore Scoca, ed è dedicata al patrono di Calitri. La sua storia comincia presto: già presente nell'VIII secolo all'interno delle mura, dedicata ai protomartiri Cosma e Damiano, divenne nel 799 sede delle reliquie di san Canio. Era originariamente situata presso l'attuale Piazza della Repubblica ed è stata riedificata al centro del paese, dove oggi la troviamo in tutta la sua maestosità con le sue tre navate.

All'interno, nel vano retro-altare, è collocata la grande tela raffigurante «L'Apoteosi di San Canio», il vescovo martire venerato oltre che a Calitri anche in numerosi paesi della Basilicata. E c'è la statua lignea a mezzobusto del patrono, che ripete un modello iconografico molto in voga sia nella capitale sia nelle province del Regno di Napoli all'inizio del Settecento. La reliquia — la falange di una delle sue dita — si conservò nella Cappella del Castrum Calitri ed è custodita attualmente in un medaglione dell'attuale chiesa.

Il nubifragio che salvò il condannato

Chi fosse Canio lo racconta la Passio Sancti Canionis, documento conservato nella cattedrale di Acerenza, insieme ad altri documenti agiografici. È Canio di Atella, o Canione (Cartagine, III secolo – III secolo), vescovo e martire della Chiesa cattolica, santo patrono delle città di Calitri, Acerenza e della sua arcidiocesi.

Durante la persecuzione dell'imperatore Diocleziano, il vescovo Canio rifiutò di fronte al Prefetto Pigrasio di venerare gli idoli e di riconoscere la divinità dell'imperatore: fu sottoposto a torture di ogni tipo e imprigionato, nella speranza che la fame, gli stenti e le torture piegassero la sua resistenza. Si narra che tra gli stenti continuasse nel carcere ad annunciare il Vangelo e a convertire con la parola e la sofferenza quanti lo avvicinavano. Informato dell'ostinata resistenza del prigioniero, il Prefetto lo condannò alla decapitazione.

L'esecuzione non ci fu. Un violento nubifragio accompagnato da terremoti spaventò i soldati e il boia, i quali si dettero alla fuga: il vescovo Canio con alcuni fedeli poté così imbarcarsi su un vecchio natante e con quello fortunosamente approdò nei pressi del Volturno. Ad Atella — l'attuale Sant'Arpino — predicò il Vangelo, e gli sono attribuiti molti miracoli. Ormai vecchio e malato si ritirò in un eremo, dormendo in un folto roveto, dove lo colse la morte.

Da Atella ad Acerenza, e il pastorale sotto l'altare

Secondo la tradizione locale il passaggio del corteo a Calitri avvenne nel 799. Intorno all'800 il vescovo di Acerenza Leone costruì la cattedrale sui resti di un antico ciborio e vi traslò da Atella il corpo di san Canio.

La storia non finisce lì. Nel 1080, secondo il cronista Lupo Protospata, «inventum est corpus Canionis»: fu ritrovato il corpo di san Canio, e sotto la protezione del santo fu posta la nuova cattedrale insieme alla diocesi. Nel deambulatorio della cattedrale, attualmente sotto l'altare di san Canio, si conserva il pastorale del santo vescovo, ritenuto miracoloso.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa di San Canio a Calitri richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Calitri-Pescopagano, a 3,3 chilometri da Calitri, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Zona industriale di Calitri ha davanti un percorso di 4,4 chilometri, sei minuti di guida.

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