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San Biagio a Palma Campania e le due candele incrociate sotto il mento 2027

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 3 al 8 febbraio 2026
Dove largo Parrocchia, San Martino in Pensilis

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 02/09/2026. La fonte indica queste date come ancora da confermare.

La festa di San Biagio si celebra il 3 febbraio a Palma Campania, nella città metropolitana di Napoli, fra l'agro nolano e l'area vesuviana. Il rito centrale è la benedizione della gola: il sacerdote incrocia due candele benedette sotto il mento dei fedeli, per tutta la giornata. La domenica successiva si celebra l'Ottava, con la messa presieduta dal vescovo di Nola e i fuochi pirotecnici che chiudono i festeggiamenti.

Dieci ducati estratti a sorte

La festa patronale palmese conserva la memoria di una tradizione civile oggi scomparsa. Ogni 3 febbraio, nella chiesa del Santissimo Rosario e Corpo di Cristo, si teneva l'estrazione a sorte con cui una giovane di famiglia povera riceveva dieci ducati come dote di maritaggio.

I soldi non venivano dalla questua ma da un'istituzione. I fondi provenivano dal Monte di Pietà — o Monte dei Poveri — di Palma, istituzione benefica voluta alla fine del Cinquecento da donna Vittoria della Tolfa, moglie del marchese Scipione Pignatelli di Lauro.

E l'usanza ha lasciato le sue carte. Il documento di pagamento più antico conservato risale al 17 settembre 1699 e riguarda la dote assegnata ad Angela Cassese; le estrazioni proseguirono almeno fino alla metà dell'Ottocento. È il dettaglio che spiega perché qui San Biagio non sia soltanto una devozione religiosa, ma un pezzo di identità civile.

Due candele incrociate sotto il mento

Il cuore liturgico della festa è il gesto che rende San Biagio popolarissimo in tutta la Campania. Il sacerdote incrocia due candele benedette sotto il mento dei fedeli e recita la preghiera di protezione, richiamando l'episodio del bambino salvato dal santo mentre soffocava per una lisca di pesce.

C'è una ragione di calendario dietro quelle candele. San Biagio si celebra il 3 febbraio, il giorno dopo la Candelora, e le due candele che si incrociano sono state benedette proprio il giorno prima.

Il rito non si esaurisce in una funzione. A Palma Campania si ripete lungo tutta la giornata, tra una messa e l'altra, e richiama anche chi ormai vive fuori paese e torna per l'occasione. San Biagio è uno dei quattordici Santi invocati per la guarigione di malattie e specifiche parti del corpo, e i palmesi glielo cantano — «Salve Martire San Biagio di Sebaste il Buon Pastore. Sei di Palma il Protettore Deh! Dispensa a noi favor».

L'Ottava con il vescovo di Nola

La festa non finisce nel giorno del santo, e anzi il momento più solenne arriva dopo. La domenica successiva al 3 febbraio si celebra l'Ottava di San Biagio, il momento più partecipato di tutti i festeggiamenti.

In quella giornata la parrocchia si riempie di autorità. Nella chiesa di San Michele la celebrazione eucaristica è tradizionalmente presieduta dal vescovo di Nola, alla presenza delle confraternite e delle autorità civili.

E alla domenica dell'Ottava è legata anche la parte rumorosa. Lo spettacolo pirotecnico è l'appuntamento atteso che chiude i festeggiamenti e richiama in strada tutto il paese.

Il pettine di ferro e la decapitazione

Il santo è venerato in Oriente come in Occidente. Vescovo e martire vissuto fra il III e il IV secolo, San Biagio nacque a Sebaste.

La cattura arrivò durante una persecuzione. Secondo la tradizione martirologica fu catturato dai Romani, che avrebbero voluto farlo abiurare; al suo rifiuto sarebbe stato prima martoriato con un pettine di ferro, di quelli usati per cardare la lana, e poi decapitato, nel 316.

Chi ordinò l'esecuzione fu l'imperatore Licinio, che aveva ripreso la persecuzione dei cristiani nonostante avesse condiviso con Costantino, imperatore d'Occidente, l'Editto di Tolleranza del 313.

Nella chiesa di San Michele Arcangelo

Il luogo della festa non è una chiesa dedicata al santo. Il centro di tutto è la chiesa madre di San Michele Arcangelo, di origine medievale, affacciata su largo Parrocchia e inserita in un complesso monumentale che è uno dei principali punti di riferimento urbani del paese.

Lì si venera l'immagine del santo protettore, da lì muovono i momenti processionali, e lì convergono i fedeli nei giorni della festa. Palma Campania è un comune di poco più di sedicimila abitanti, nella città metropolitana di Napoli, fra l'agro nolano e l'area vesuviana: la devozione dei palmesi verso il santo è documentata da secoli e coinvolge ancora oggi l'intera comunità, dal centro storico alle contrade.

Non è un culto isolato. La venerazione di San Biagio è forte in molti luoghi della regione — a Pietrastornina, nell'avellinese, per esempio — ma a Palma ha quella coda civile che altrove non si trova: il giorno del patrono voleva dire anche che una ragazza povera del paese avrebbe potuto sposarsi.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa a Palma Campania è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Palma-San Gennaro a un passo dal centro, 2,0 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di San Gennaro Vesuviano, e da lì restano 4,5 chilometri e 8 minuti.

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