San Costanzo a Capri 2027 - Il busto d'argento consegnato ai marinai e i petali dai balconi
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.
La Festa di San Costanzo si tiene a Capri, in provincia di Napoli, il 14 maggio, giorno della morte del patrono dell'isola. Dopo la messa solenne, nel pomeriggio le campane danno inizio alla processione che porta il busto d'argento dalla chiesa di Santo Stefano, in Piazzetta, alla chiesa di San Costanzo a Marina Grande: a metà tragitto il busto viene consegnato ai marinai, e dall'alto dei balconi le donne capresi lanciano petali di rose e ginestre in fiore. I riti durano un'intera settimana e coinvolgono le due parrocchie dell'isola, Santo Stefano e Maria Santissima della Libera.
Il santo arrivato per naufragio
Una terribile tempesta aveva distrutto la sua imbarcazione mentre stava facendo ritorno a Costantinopoli, e Costanzo sbarcò sull'isola insieme ai suoi discepoli. Qui, accolto dalla popolazione, compì opere di carità e guarigioni, e dopo lungo peregrinare finì i suoi anni a Capri, dove morì in data imprecisata, presumibilmente nel VII secolo.
Fu vescovo nel VII secolo, ed è venerato come primo vescovo di Capri; alcuni storici lo hanno identificato con il patriarca costantinopolitano Costantino I (675-677), venerato dalla chiesa greca il 9 agosto. Secondo il «Sermo de virtute s. Costantii et sermo de transitu s. Costantii», Costanzo si distinse per la sua strenua lotta contro l'eresia in diverse zone dell'Italia meridionale.
Gli abitanti dell'isola, per la sua fama di santità e per i suoi miracoli, edificarono in suo onore una basilica, tuttora esistente.
Il corsaro Boalim e la tempesta del 991
I capresi lo ringraziano soprattutto per un fatto che ha una data: nel 991 d.C. San Costanzo liberò l'isola dalla minaccia saracena.
Il racconto sta in un documento preciso — il «Sermo De trànsitu S. Costantii», stilato nel 1137 e custodito nel «Centro Documentale di Capri» — e nomina l'aggressore: il corsaro musulmano Boalim, che aveva già messo a ferro e fuoco Amalfi, Positano, Minori, l'isola dei Galli e tentato un'incursione a Ischia. Davanti a Capri, però, una violenta tempesta scagliò le navi di Boalim in Lucania, allontanandole definitivamente dall'isola. La tradizione lo racconta così: «appena pronunciate le parole di difesa, il cielo si oscurò improvvisamente e il mare si agitò fortemente».
Da qui il titolo con cui è festeggiato: «Vescovo guerriero Protettore delle coste dalle invasioni dei pirati musulmani».
Una chiesa che è stata cattedrale per sei secoli
La Chiesa di San Costanzo a Marina Grande ha origini che risalgono al periodo fra il V e il XII secolo ed è stata la cattedrale della diocesi caprese dal 987 al 1560 — la diocesi era stata istituita proprio nel 987. Poi la cattedra si spostò nella Chiesa di Santo Stefano, su in Piazzetta, fino al 1818, quando la diocesi di Capri fu soppressa e l'isola passò sotto l'Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia.
Prima di prendere il nome attuale la chiesa era dedicata a San Severino; è chiamata anche «Maria Santissima della Libera», e all'esterno conserva un piccolo campanile in stile arabo. Dentro si venera il patrono, e vi si custodisce il simulacro d'argento.
Le reliquie sono divise: una parte resta a Capri, l'altra sta nella cripta di San Guglielmo nell'abbazia di Montevergine, esposta in un reliquiario con la dicitura «Ossa S. Costantio E.C. (episcopo confessore)».
L'alzata del quadro e la novena
La festa cade il 14 maggio, giorno della morte del santo, ma non si esaurisce in una giornata: è una settimana intera di riti, che coinvolge le parrocchie di Santo Stefano e di Maria Santissima della Libera.
Si comincia nei giorni precedenti con l'intronizzazione della statua e la cosiddetta «alzata del quadro» — la tela, «immagine artistica e icona sacra», che accoglie il passaggio di isolani e turisti nella piazzetta di Capri — seguite dalla novena e dalla messa quotidiana. Durante la settimana un invito speciale è rivolto a chi porta i nomi Costanzo e Costanza.
La processione che scende al porto
Il 14 maggio si apre con la messa solenne. Nel pomeriggio, dopo la seconda messa della giornata, comincia la parte che tutta l'isola aspetta: le campane danno inizio alla processione, che porta il patrono dalla chiesa di Santo Stefano, in piazza, alla chiesa di San Costanzo a Marina Grande. Il percorso scende da piazza Umberto I e attraversa via Acquaviva, la strada provinciale, via Don Giobbe Ruocco, la darsena turistica e via Marina Grande.
Due gesti segnano il percorso. A metà tragitto il busto viene «consegnato» ai marinai, che se ne fanno carico per la seconda parte del corteo. E le donne capresi, dai loro balconi, lanciano petali di rose e i fiori di ginestra di quel mese, mentre le bande locali accompagnano il santo fino alla fine e i bambini vestiti di bianco camminano nel corteo.
La statua resta a Marina Grande per alcuni giorni; poi c'è la processione di rientro — via Provinciale Marina Grande, via Roma, piazza Umberto I — che si chiude con la messa a Santo Stefano, la benedizione e il bacio della reliquia di San Costanzo.
Chi lo prega, oggi
Una volta erano i pescatori a chiedere la protezione del santo per affrontare un altro anno di lavoro in mare; ora lo fanno tutti coloro che lavorano con il turismo, e non solo.
San Costanzo è stato per secoli il protettore dell'isola, prima ancora che il patronato fosse condiviso con Sant'Antonio.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- Processione del Cristo Morto a Vico Equense — aprile
- Sant'Antonio da Padova ad Afragola — giugno
- Sant'Anna a Bacoli — luglio