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San Cassiano a Imola 2027 - Gli stili degli allievi e la pedalata per la pace

8 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dall'11 al 13 agosto 2026

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.

La festa di San Cassiano si celebra a Imola, in provincia di Bologna, dall'11 al 13 agosto, e culmina il 13, giorno del patrono. In cattedrale il vescovo presiede il solenne pontificale, nel pomeriggio si aprono il Museo diocesano e il giardino storico, e dopo i secondi vespri il corteo storico in costume sfila per il centro fino al convento dell'Osservanza. Cassiano insegnava a Imola l'ars notoria, la moderna stenografia, e fu ucciso dai suoi stessi allievi con gli stili da scrittura; le sue reliquie riposano nella cripta del Duomo.

Tre giorni intorno al patrono

A Imola la festa del patrono non sta in una giornata sola. Ogni anno, dall'11 al 13 agosto, Imola si stringe attorno al suo patrono San Cassiano con tre giorni di celebrazioni che intrecciano liturgia, cultura e festa popolare, e il centro storico diventa un palcoscenico di concerti, riti solenni e rievocazioni in costume. In dialetto la ricorrenza si chiama Féra d'San Cassian, e il programma viene presentato ogni anno al palazzo vescovile: lo mette insieme la Diocesi di Imola con la collaborazione delle realtà cittadine.

Si comincia con la musica. La festa si apre nel chiostro di palazzo Monsignani con il concerto della Filarmonica Città di Imola, e prosegue con la tradizionale passeggiata in bicicletta di San Cassiano, organizzata da Nino Ceroni. La comunità religiosa intende fermarsi e sensibilizzare la città, trasformando la tradizionale passeggiata in bicicletta nella «Pedalata per la pace tra i popoli»: si parte dal centro, si passa per piazza Matteotti e si arriva al cippo di san Cassiano, in zona Villa Clelia. «La nostra non è mai stata una competizione, ma un modo per riunirci tutti, onorare il nostro patrono e pregare per la pace nel cuore della città, cosa ora più che mai necessaria», è stato detto dagli organizzatori. In serata, il chiostro di Palazzo Monsignani ospita il «Grande gioco dei santi e santini».

La giornata del 13 agosto

Il giorno del patrono comincia presto: in cattedrale si celebrano le messe delle 7 e delle 9, e più tardi il vescovo monsignor Giovanni Mosciatti presiede il solenne pontificale, concelebrato dai sacerdoti della diocesi, con la liturgia animata dalla Corale «Lorenzo Perosi». Nel pomeriggio la città apre le sue stanze meno frequentate: si aprono il Museo diocesano, il Museo delle carrozze e il giardino storico.

Poi la festa esce dalle chiese. Dopo i secondi vespri delle 17 e la seguente benedizione con la reliquia del santo, si tiene il corteo storico accompagnato dalle associazioni «Rione Rosso» di Faenza, «Gruppo Alidosiano» di Castel del Rio e «Difensori della Rocca» di Imola, ai quali si è aggiunta la Contesa Estense di Lugo, rappresentata dal Rione Madonna delle Stuoie. Il corteo termina all'Osservanza, dove sono attivi lo stand gastronomico e l'animazione da parte dei gruppi di figuranti. Nello stesso convento, nel giorno del patrono, viene organizzato un pranzo di solidarietà per i più bisognosi.

«La festa del nostro patrono ci mette di fronte a un modello eccezionale come Cassiano», ha commentato don Andrea Querzé, «un esempio di coraggio incrollabile anche davanti a una morte terribile. L'audacia del protettore della nostra Diocesi ci deve porre un'importante domanda: quanto siamo audaci noi nel difendere la nostra fede nel nostro tempo?». In un anno segnato dal Giubileo, ha aggiunto, la festa patronale «deve diventare un'occasione per tutta la comunità imolese di camminare insieme per ricevere la grazia della redenzione». E il vescovo Mosciatti riporta tutto alle fondamenta: «L'esempio, il martirio di san Cassiano è la pietra su cui è sorta e su cui ancora oggi posa la nostra Diocesi».

Un maestro di scrittura rapida

Cassiano era un laico che si impegnava nella vita sociale, un uomo che insegnava il lavoro ai giovani. San Cassiano di Imola (240 circa – 303/305) si era stabilito a Forum Cornelii, l'odierna Imola, dove insegnò grammatica e letteratura; impartì ad alcuni suoi allievi anche lezioni di ars notoria, la moderna stenografia. Era un mestiere di precisione, fatto di stili appuntiti e tavolette di cera, e fu proprio quel mestiere a dare la forma alla sua morte.

Alcuni cittadini lo denunciarono al Prefetto come «autore di una nuova religione«. Processato, gli fu ordinato di rinunciare al proprio credo e di sacrificare agli dei della religione romana; Cassiano rifiutò e fu condannato a morte. Il giudice impose ai suoi studenti, come pena per averlo ascoltato, di eseguire la condanna: il santo sarebbe morto sotto i colpi degli stili appuntiti dei suoi stessi allievi. Educatore della gioventù, non aveva rinunciato a comunicare la fede cristiana ai discenti.

Il fatto si colloca al tempo della persecuzione dei cristiani ordinata dall'imperatore Diocleziano (febbraio 303 - marzo 305), promulgata con tre editti lungo l'anno 303: il primo ordinava la distruzione dei luoghi di riunione e il rogo delle Scritture, il secondo l'imprigionamento di tutti i capi delle comunità, il terzo ogni genere di torture, anche illegali, per chi rifiutava di sacrificare. Il martirio è datato probabilmente al 303, e l'iscrizione lo fissa con una formula sola: PASSUS EST SUB DIOCLETIANO IMPERATORE A. D. 303. La testimonianza più antica è in versi: Prudenzio, nei primi anni del V secolo, recandosi a Roma venerò presso Forum Cornelii il tumulo che racchiudeva il corpo del martire, e ne cantò la gloria nel Peristephanon.

Gli stili e i fori nel cranio

Per secoli si è ritenuto che il racconto del martirio fosse una tradizione popolare di dubbia attendibilità.

Poi sono arrivati i laboratori. Alcuni studi sulle reliquie attribuite al santo, pubblicati a partire dal 2004 da diverse équipe europee e statunitensi, hanno confermato la datazione dei reperti ossei; e hanno fatto di più. Hanno dimostrato che i fori nella porzione frontale del cranio sono compatibili con le dimensioni degli stili con cui all'epoca gli studenti incidevano le tavole di cera e con cui, secondo la tradizione, sarebbe stato compiuto il martirio.

Il mestiere, intanto, gli è tornato addosso in forma di patronato: nel 1952 il papa Pio XII lo proclamò protettore degli stenografi. Il martirio è ricordato il 13 agosto dai più antichi documenti liturgici, e il santo è registrato dal più antico calendario occidentale, dipendente da fonti locali, alla stessa data.

Dalla necropoli alla cripta del Duomo

Il corpo del martire trovò sepoltura fuori della città, verso occidente, dove era già una vasta necropoli romana. Quando il cristianesimo divenne religio licita, con l'Editto di Milano del 313, nel luogo della sepoltura fu eretto un sepolcro in sua memoria; nel V secolo nello stesso sito fu costruita una basilica intitolata al santo, che divenne la residenza del vescovo d'Imola per oltre sette secoli. Di quel primo culto c'è notizia certa già all'inizio del V secolo, in una chiesa che sorgeva in una zona identificabile attualmente con l'area degli scavi archeologici di Villa Clelia — la stessa zona in cui arriva la pedalata.

Il trasloco arrivò con la guerra. Nel 1175 il castrum fu raso al suolo e le reliquie del martire, riportate all'interno della città, furono collocate nella cripta del Duomo di Imola a lui dedicato, dove si trovano tuttora; la basilica sepolcrale del V secolo fu demolita nel XII. Le sue reliquie sono custodite nella cripta della Basilica Cattedrale di San Cassiano Martire, il Duomo della città, a lui dedicato fin dalla consacrazione del 1271 e poi ricostruito nel Settecento su progetto dell'architetto imolese Cosimo Morelli. Il cuore della festa è la Basilica Cattedrale in Piazza Duomo, con il chiostro di palazzo Monsignani a fare da seconda piazza.

Il braccio, la colonna e i paesi lontani

Le reliquie principali del santo sono il braccio e la colonna su cui fu martirizzato. Nel 1085 fu rinvenuta per caso nel cimitero di Forum Cornelii una colonna in un terreno: su di essa furono trovate tracce del sangue del santo; a pochi metri dal luogo vi era il pretorio dove fu ucciso Cassiano, e sul punto del rinvenimento fu edificata una chiesa, l'attuale chiesa parrocchiale dei Santi Bartolomeo e Cassiano in Croce Coperta.

Il braccio ha avuto un contenitore all'altezza. Tra il 1400 e il 1410 fu realizzato il reliquiario contenente il braccio, in argento inciso e rame dorato, realizzato da Jacopo di Michele, conservato nel Duomo di Imola: vi sono incisi gli stemmi di Lippo Alidosi, figlio di Bertrando, e della casa Alidosi, il martirio del santo e la preghiera di san Pier Crisologo. Le reliquie hanno anche viaggiato: nel 1684 il vescovo di Bressanone Paolino Mayr richiese al capitolo della cattedrale di Imola un frammento delle reliquie di san Cassiano per la sua chiesa.

Il culto, del resto, è uscito presto dai confini della diocesi. Cassiano è patrono principale della diocesi di Imola, e compatrono dell'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e della diocesi di Bolzano-Bressanone; è patrono di Piuro, San Casciano in Val di Pesa, dove ha sede la collegiata di San Cassiano, di San Casciano dei Bagni, di La Salle, di Macherio, di Trecate, della parrocchia propositurale di Laterina e di Las Galletas a Tenerife. Con la distanza è arrivata anche la confusione: le leggende medievali ora lo confusero con altri santi omonimi, ora ne fecero un martire locale dei paesi dove le sue reliquie furono venerate — Todi, Benevento — ora lo fecero vescovo di quelle città. A Imola, invece, il luogo del martirio divenne meta di pellegrinaggio sin dall'antichità, e il legame non si è mai spostato.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa di San Cassiano a Imola è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Imola a un passo dal centro, 2,0 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Imola, e da lì restano 4,6 chilometri e 6 minuti.

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