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San Giuliano di Sora a Giugliano in Campania 2026 - Le reliquie del martire nella Cappella del Tesoro

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
5 novembre 2026
Dove chiesa Cattedrale Santa Maria Assunta, Giugliano in Campania

Fonte: diocesisora.it, letta il 19/09/2026.

La festa patronale di San Giuliano Martire si celebra a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, a settembre. Un ottavario di preghiera precede la processione: il simulacro d'argento del santo, intronizzato sul carro trionfale trainato da un cavallo, esce con le reliquie del corpo per le strade principali e viene portato in spalla per il centro storico, e la giornata si chiude con la consacrazione della città al patrono e con lo spettacolo piromusicale in Piazza Matteotti. San Giuliano è patrono di Giugliano dal 1622, quando una delegazione cittadina ottenne da Sora un osso del cranio e l'osso «fucile» del martire.

Il soldato dalmata e il tempio crollato

Giuliano era un giovane soldato dalmata, un valoroso ufficiale delle milizie romane, e la fede gli era arrivata in Dalmazia per bocca di Tito, discepolo di San Paolo. Lasciata la sua terra, arrivò in Campania e cominciò subito l'opera di evangelizzazione. Fu arrestato presso Anagni, mentre predicava, secondo le disposizioni imperiali che vigevano a quel tempo.

Da Anagni fu condotto ad Atina, e secondo un'altra tradizione a Sora. A giudicarlo fu il governatore Flaviano, chiamato in un'altra versione Daciano, residente in Sora: lo fece rinchiudere per sette giorni a digiuno e senza acqua, in una tetra prigione in località Vallefredda, contando sulla fame per fargli abiurare. Il settimo giorno i soldati lo trovarono stranamente pieno di vita.

Allora si passò ai supplizi: prima la catasta, un ordigno a forma di tavola su cui il condannato veniva legato per essere tormentato, poi l'eculeo, il cavalletto su cui si stendeva il corpo per slogarne le ossa. Il secondo supplizio non ebbe luogo: appena gli aguzzini cominciarono, le loro mani restarono inaridite. Nello stesso momento un corriere portò a Flaviano la notizia del crollo del tempio di Serapide, con la statua della divinità. Fu davanti a quelle rovine che Giuliano venne decapitato, il 27 gennaio dell'anno 161, sotto l'imperatore Antonino Pio. Un gruppo di cristiani ne raccolse le spoglie, le avvolse in lenzuola alternate a strati di calce e le seppellì lì, accanto al tempio caduto.

Due date per un solo martirio

La tradizione tramandata a Giugliano fissa il martirio al 27 gennaio dell'anno 161. Il cardinale Cesare Baronio, considerato fra i più autorevoli, negli Annales Ecclesiastici ascrive però il martirio all'anno 175, sotto Marco Aurelio, mentre nel Martirologio Romano, che è opera dello stesso autore, il riferimento è all'imperatore Antonino Pio, il cui regno va dal 138 al 161.

Sul luogo, una tradizione indica Atina, un'altra sostiene che la sede del martirio sia stata Sora, dove si conservano gli Atti manoscritti del martire; Baronio conferma Sora. Il racconto della vita e del martirio si ricava dalla Passio Sancti Juliani, ed è confluito negli Acta Sanctorum; il nome viene dal latino Julianus, della Gens Julia. Quel che è certo è l'antichità del culto: tracce se ne trovano presso la Chiesa d'occidente già dal II secolo.

Un osso del cranio da Sora

Per quattordici secoli le spoglie restarono dove i cristiani le avevano nascoste. Furono rinvenute nel luogo del martirio il 2 ottobre 1612 e traslate il 6 aprile 1614 nella Chiesa di Santo Spirito, per ordine della duchessa Costanza Sforza Boncompagni, che quella chiesa aveva voluto far erigere. La testimonianza è un documento autografo del vescovo di Sora Girolamo Giovannelli, in carica dal 1609 al 1632, trasmesso alla Congregazione dei riti il 15 aprile 1614.

L'11 aprile 1622 la città inviò a Sora una delegazione di cittadini per chiedere al vescovo parte delle reliquie, e la ottenne: un osso del cranio e l'osso «fucile». I delegati tornarono con quei due frammenti, che furono portati in processione solenne per le vie della città, e il 15 maggio 1622 San Giuliano fu acclamato patrono di Giugliano.

Non era il primo patrono della città. In epoca antica la patrona era Sant'Anna; poi, con l'avvento dei Cumani nel 1207, si era diffuso il culto di Santa Giuliana Martire, che era la loro protettrice.

La cappella, il quadro, la statua rubata

Nel 1631, dentro la chiesa principale di Santa Sofia, fu realizzata la cappella detta del Tesoro, e lì le reliquie furono custodite per quasi duecento anni. A spostarle fu il vescovo Agostino Colaianni, in carica dal 1797 al 1814, che le fece trasferire nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, sotto un altare intitolato al santo.

Del 1755 è il quadro sotto la volta della chiesa che raffigura il Martirio di San Giuliano, opera di Nicola Cacciapuoti. La statua d'argento che oggi sfila per le strade non è la prima: quella originaria fu rubata nel 1811, e il simulacro venne rifatto. Nel 1922, per il terzo centenario della proclamazione di San Giuliano a protettore di Giugliano, la città organizzò solenni celebrazioni.

Otto giorni di preghiera e un carro

Il cuore spirituale è l'ottavario di preghiera: otto giorni di celebrazioni con sante messe al mattino e alla sera, recita del rosario e momenti di riflessione dedicati al protettore, curati dal gruppo liturgico e dalla Schola Cantorum della Collegiata di Santa Sofia.

Il simulacro viene intronizzato sul carro trionfale e la città affidata al santo protettore; il giorno della processione la statua d'argento esce per le strade principali insieme alle reliquie del corpo, portata in spalla per il centro storico, accolta da un lungo abbraccio di fedeli affacciati alle finestre e riuniti lungo il percorso. La processione del simulacro d'argento avviene su un carro trainato da un cavallo. Il rientro chiude la giornata più intensa, con la discesa dal carro, la consacrazione della città al patrono, la benedizione e il bacio della reliquia.

Attorno, la festa popolare occupa il centro. In Piazza Matteotti e nelle strade si susseguono concerti di musica napoletana e leggera, serate di intrattenimento, spettacoli di artisti di strada e il Dance Festival, che riunisce sul palco le accademie e le scuole di danza del territorio giuglianese. C'è la «Notte di San Giuliano», con i negozi aperti fino a tarda ora, gli stand enogastronomici con i sapori della tradizione campana e spettacoli diffusi. Il finale è affidato allo spettacolo piromusicale in Piazza Matteotti, fuochi d'artificio sincronizzati con la musica, al termine del rientro del carro.

Settembre in città, gennaio negli uffici

A Giugliano San Giuliano si festeggia due volte, in due modi diversi. Il 27 gennaio, giorno in cui la Chiesa ne celebra la memoria, si tiene la ricorrenza religiosa, ed è festività negli uffici pubblici cittadini. La festa vera e propria della città, quella con la processione, il carro e i fuochi, è invece a settembre.

A fine settembre oltre 100 persone da Giugliano si mettono in viaggio verso Sora per venerare il loro protettore: vengono accolte nella cattedrale, e dopo la messa raggiungono la piccola chiesa che conserva la tomba del santo, nella zona che a Sora porta il suo nome.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Giugliano per la festa di San Giuliano di Sora chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Sant'Antimo-Sant'Arpino, a 5,9 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Sant'Antimo - Casandrino aspetta un percorso di 2,4 chilometri che in 3 minuti porta a destinazione.

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