San Leone Magno a Cairano 2027 - L'inno latino dettato al ragazzo analfabeta
La festa di San Leone Magno si celebra l'ultima domenica di luglio a Cairano, in provincia di Avellino, in Campania, dove il santo è il patrono. La processione parte dalla Chiesa di San Martino Vescovo e percorre tutte le stradine del paese fino a Via San Leone, ultima tappa prima del ritorno alla chiesa madre: lungo il cammino i balconi espongono le lenzuola più belle e ricamate e le donne allestiscono piccole cappelle con un banchetto coperto da un lenzuolo bianco, dove il parroco si ferma a pregare. Al santo il paese dedica anche una cappelletta realizzata nel 1754, affacciata sulla piazzetta del Belvedere.
Un santo su un ramo di sorbo
A Cairano c'è una cappella in un punto preciso, e il motivo per cui sta lì lo racconta una leggenda che a Cairano si tramanda dai nonni.
Il santo apparve appoggiato su un ramo di sorbo a un ragazzo «un po' particolare» del paese, e gli disse di andare immediatamente dal curato a chiedere che si costruisse lì una chiesa, affinché gli abitanti di Cairano potessero trovare presso di lui rifugio, conforto e intercessione.
Il ragazzo corse a riferire di aver visto san Leone in trono sull'albero di sorbo della rupe. Il curato lo scacciò e non gli credette.
Dopo una settimana il santo gli apparve di nuovo, e il ragazzo, intimorito, gli disse com'era andata. Allora san Leone dettò al povero ragazzo un inno in lingua latina a lui dedicato, e il ragazzo analfabeta lo imparò a memoria e andò coraggiosamente a recitarlo al curato.
Il curato, sorpreso e incredulo, accolse la richiesta; e da allora san Leone sta ancora lì, su quel ramo di sorbo, con la sua statua di stucco attaccata al muro absidale.
Il coppolone di Cairano
Al santo la tradizione locale attribuisce tre prodigi.
Il primo riguarda il tempo: durante i temporali estivi, o quando il cielo minacciava la grandine, era usanza suonare la campana della chiesa di san Leone come richiesta di aiuto per preservare i raccolti della campagna.
Il secondo è ambientato nelle campagne di Calitri, dove un contadino imprecò verso il santo durante un incendio che si era propagato sulla sua aia, dicendogli: «E moh, cupplon r' Carian Si m vuoi' aità'!» — «Ed ora, coppolone di Cairano, se vuoi aiutarmi!». Si narra che arrivò all'improvviso un vento talmente forte che virò il fuoco lontano dall'aia.
Il terzo riguarda la statua: si narra che l'incarnato del volto giovanile di san Leone, di solito rubicondo, diventi scuro quando deve succedere qualcosa di tragico alla comunità o al paese.
Le lenzuola ai balconi
Vengono esposte ai balconi le lenzuola più belle e più ricamate, e le donne creano vere e proprie cappelle con un banchetto ricoperto da un lenzuolo bianco a mo' di altare: davanti a quelle il parroco si ferma durante la processione e dice delle preghiere, mentre alcuni bambini recitano poesie e preghiere al Signore.
Il percorso tocca tutto il paese: parte dalla Chiesa di San Martino Vescovo, anima tutte le stradine, e comprende Via San Leone, ultima tappa prima del ritorno alla chiesa madre.
Una cappelletta del 1754
I luoghi del culto a Cairano sono due. C'è la Chiesa di San Leone Magno, che «testimonia, ancora oggi, la fortissima devozione della comunità cairanese nei confronti del suo santo protettore».
E c'è la Cappelletta dedicata al Santo Patrono, realizzata nel 1754, che chiude a un lato una piazzetta delimitata dal Belvedere, dal Palazzo Mazzeo e dai ruderi del vecchio borgo, ed è fronteggiata dal Monumento ai Caduti.
L'ultima domenica di luglio
La processione e i festeggiamenti in onore del patrono ricorrono l'ultima domenica di luglio; alla seconda domenica di luglio è fissata una ricorrenza votiva ulteriore.
Il 10 novembre è invece la data del calendario liturgico, quella con cui la Chiesa ricorda San Leone Magno, il primo papa ad avere il titolo di Magno.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Cairano per la festa di San Leone Magno chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Cairano, a 3,9 chilometri da Cairano, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Calitri Nord restano 4,5 chilometri, che in 8 minuti portano a destinazione.
Nello stesso periodo, poco lontano
Nella stessa provincia, altre feste da mettere in calendario.
- Festa della Madonna del Caroseno a Greci — luglio
- Nostra Signora della Neve a Casalbore — agosto
- San Lorenzo a Bagnoli Irpino — agosto