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San Martino di Tours a Besano e l'affresco della Madonna salvato da Carlo Borromeo 2026

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
11 novembre 2026

Ricorrenza a data fissa.

La festa di San Martino di Tours si celebra a Besano, in provincia di Varese, l'11 novembre: san Martino da Tours è il patrono del paese, a cui è dedicata la chiesa parrocchiale del 1600. La chiesa più antica di Besano era però quella di Santa Maria, dedicata a San Martino nel '200 circa: Carlo Borromeo, durante una visita pastorale nel 1574, ne ordinò la demolizione, e dell'originaria cappella si salvò solo la parete a est, con l'affresco della Madonna di San Martino che gli studiosi fanno risalire all'epoca quattrocentesca.

Il muro a est

La chiesa più antica di Besano non è quella dedicata oggi al patrono. I dati storici indicano la chiesa di Santa Maria come la più antica del paese: originariamente dedicata a San Martino nel Duecento circa, fu demolita nel Cinquecento, per essere poi ricostruita in onore della Madonna.

La prima cappella si trovava tra l'attuale abside e l'aula, di cui però non ricalcava né la posizione né le dimensioni: ne resta solo la parete a est.

Carlo Borromeo, durante una visita pastorale nel 1574, ne ordinò la demolizione, e dell'originaria cappella si salvò solo la parete con l'affresco.

Su quel muro rimane originario l'affresco della Madonna di San Martino, che gli studiosi fanno risalire all'epoca quattrocentesca. La chiesa parrocchiale che si vede oggi, dedicata al patrono del paese San Martino da Tours, è invece del 1600.

Due mendicanti e mezzo mantello ciascuno

La ricorrenza del santo, l'11 novembre, era un momento centrale per la società agricola, e la data è legata all'episodio per cui Martino è conosciuto ovunque.

Nel rigido inverno del 335 incontrò un mendicante seminudo e, vedendolo sofferente, tagliò in due il proprio mantello militare — la clamide bianca della guardia imperiale — e gliene diede metà. Ma la storia, qui, non finisce con mezzo mantello: poco dopo Martino incontrò un altro mendicante e gli regalò l'altra metà. E allora il cielo si schiarì e la temperatura si fece più mite: da qui nasce l'idea dell'«estate di San Martino», i giorni in cui un lieve rialzo delle temperature rende meno duri i primi freddi.

La notte seguente Martino vide in sogno Gesù rivestito della metà del suo mantello militare, e lo udì dire ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Quando si risvegliò il mantello era integro; venne conservato come reliquia ed entrò a far parte della collezione dei re Merovingi dei Franchi.

Il santo, le oche, il vino

Martino di Tours, nato a Sabaria Sicca intorno al 316 e morto a Candes-Saint-Martin l'8 novembre del 397, fu vescovo, monaco, fondatore e confessore. È venerato dalla Chiesa cattolica e anche da quelle ortodossa e copta, ed è considerato uno dei fondatori del monachesimo in Occidente.

La sua morte, avvenuta in fama di santità anche grazie ai miracoli attribuitigli, segnò l'inizio di un culto nel quale la generosità del cavaliere, la rinuncia ascetica e l'attività missionaria erano associate. Si celebra l'11 novembre, che non è la data della morte ma quella della sepoltura, il giorno dei funerali avvenuti nell'odierna Tours: una data diventata festa straordinaria in tutto l'Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino. È patrono di numerosi comuni e della fanteria dell'Esercito Italiano.

A tavola arriva l'oca, e c'è una leggenda che spiega perché. Martino era riluttante a diventare vescovo, e per questo si nascose in una stalla piena di oche: il rumore fatto dalle bestie rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando.

L'altra cosa che si fa in questi giorni è stappare il vino nuovo. In molte regioni d'Italia l'11 novembre è simbolicamente associato alla maturazione del vino — da qui il proverbio «A San Martino ogni mosto diventa vino» — ed è un'occasione di ritrovo in cui si brinda stappando il vino appena maturato, accompagnato da castagne o caldarroste.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Besano è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Porto Ceresio è a 2,2 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Varese via L. Gasparotto - Laveno - Luino: da lì bastano 16 minuti di guida (13 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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