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San Martino di Tours a Besnate e la distribuzione del Pan Giold 2026

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
10 novembre 2026
Dove Chiesa Parrocchiale di Besnate, Gazzo

Fonte: prolocobesnate.it, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

L'11 novembre a Besnate si comincia la mattina, e si comincia dal pane. Lo portano per le vie i rappresentanti dei quattro Borghi, ed è giallo: si chiama Pan Giold.

Il pane giallo dei quattro Borghi

La festa patronale di Besnate ha un gesto che le appartiene e che si ripete ogni anno al mattino. Per le vie del paese si tiene la tradizionale distribuzione del «Pan Giold», il pane di San Martino, il pane giallo.

A portarlo non è una sola associazione. La distribuzione viene fatta dai rappresentanti dei quattro Borghi — Bisun, Nord Ovest, Punt Pedar e Tre Ponti — insieme alla Pro Loco, e il pane di San Martino arriva così in ogni parte del paese con il supporto dei Borghi.

Alla giornata appartiene anche il consueto Concerto di San Martino, che si tiene presso il teatro dell'oratorio, il Cinema Incontro.

La chiesa e il miracolo che non si racconta

La chiesa del paese è dedicata a San Martino Vescovo, patrono di Besnate, e la tradizione popolare lo lega a questo luogo in modo diretto: il santo avrebbe compiuto un miracolo proprio in paese. Quale sia, non si dice.

Ogni anno l'11 novembre si celebra la festa del santo con una processione e una serie di eventi religiosi e culturali, che attirano numerosi fedeli e turisti.

Il mantello, il sogno, le oche

Martino di Tours, nato a Sabaria Sicca intorno al 316 e morto a Candes-Saint-Martin l'8 novembre del 397, fu vescovo, monaco, fondatore e confessore. Si celebra l'11 novembre, che non è la data della morte ma quella della sepoltura, il giorno dei suoi funerali avvenuti nell'odierna Tours — una data diventata festa straordinaria in tutto l'Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino.

Il gesto per cui è conosciuto è di quando era ancora soldato. Nel rigido inverno del 335 Martino incontrò un mendicante seminudo e, vedendolo sofferente, tagliò in due il proprio mantello militare — la clamide bianca della guardia imperiale — e gliene diede metà.

La notte seguente vide in sogno Gesù rivestito della metà del suo mantello militare, e lo udì dire ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Quando Martino si risvegliò il mantello era integro, e venne conservato come reliquia, entrando a far parte della collezione dei re Merovingi dei Franchi.

C'è poi la storia che spiega perché in tanti paesi il giorno di San Martino si mangia l'oca: il santo era riluttante a diventare vescovo e per questo si nascose in una stalla piena di oche, ma il rumore fatto dalle bestie rivelò il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando.

Il nome della stagione, infine, viene dal tempo che fa. L'estate di San Martino si manifesta, in senso meteorologico, all'inizio di novembre, e in molte regioni d'Italia l'11 novembre è simbolicamente associato alla maturazione del vino nuovo: da qui il proverbio «A San Martino ogni mosto diventa vino». Il santo è patrono di numerosi comuni e della fanteria dell'Esercito Italiano.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa a Besnate è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Besnate è a 1,4 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Besnate: da lì bastano 4 minuti di guida (2,9 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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