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San Paolo Apostolo a Reggio Calabria e il miracolo della colonna 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
8 ottobre 2026
Dove Santuario di San Paolo alla Rotonda, Reggio di Calabria

Fonte: sanpaoloallarotonda.it, letta il 19/09/2026.

In Cattedrale, a destra del presbiterio, si conservano i pezzi di una colonna di pietra: secondo un'antichissima tradizione, quella pietra prese fuoco mentre un uomo parlava sulla spiaggia. La memoria della venuta di San Paolo a Reggio ricorre il 21 maggio.

L'approdo del 61 e la festa di Diana Fascelide

Tutto sta in una riga degli Atti degli Apostoli, al capitolo 28: «Costeggiando giungemmo a Reggio» — nel latino della lapide che la Cattedrale conserva, Circumlegentes devenimus Rhegium: su questo emistichio della storia delle Chiese paoline si racconta la sosta dell'apostolo delle Genti sulle sponde calabre dello Stretto, nella primavera del 61.

Il luogo dello sbarco la tradizione lo indica con precisione: la spiaggia antistante il Lungomare, all'altezza del molo di Porto Salvo detto «Cippo». E indica anche il giorno. Secondo un'antichissima tradizione l'approdo di Paolo avvenne un giorno in cui vi si svolgeva la festa in onore di Diana Fascelide: la folla era già lì, radunata per venerare le divinità cui i reggini erano molto devoti.

L'ininterrotta tradizione tramanda questo «avvento» con grata memoria attorno a pochi elementi fissi: lo sbarco dalla nave e la predicazione ai reggini riuniti, la conversione di alcuni abitanti, e la designazione di Stefano da Nicea quale primo vescovo.

La lucerna, e la pietra che prese a bruciare

Il racconto del prodigio si tramanda così, e comincia con una lucerna: si racconta che San Paolo ottenne di parlare alla pagana e distratta folla festante lì radunata fino a che fosse durata la fiamma di una lucerna posta su una colonna; ma, prodigio meraviglioso, consumatasi la fiamma, iniziò ad ardere la colonna di pietra, che con la sua luce consentì che la predicazione di San Paolo si protraesse fino al mattino.

Fu quello, si tramanda, a convincere più delle parole: alcuni abitanti si convertirono, conquistati dall'annunzio dell'Evangelo ma molto più colpiti dal mirum della colonna che prende fuoco. La fiamma che ardeva nelle parole dell'Apostolo infiammò anche il cuore della gente bruzia, che si convertì al Cristianesimo.

Sul perché il racconto abbia scelto proprio quei due elementi — la luce e la pietra — la tradizione ha una sua lettura: la luce, nella tradizione orientale, trasmessa poi alla latina, ha un significato simbolico: è segno della Rivelazione del Signore, ed è anche segno dell'efficacia e forza della predicazione della Parola. Anche il fatto che la colonna di pietra abbia preso fuoco durante la predicazione ha un profondo significato: significa che le parole di Paolo avevano il potere di sciogliere la durezza del cuore degli ascoltatori.

Stefano da Nicea, lasciato come primo vescovo

Paolo non si fermò. A San Paolo si deve il primo annuncio del Vangelo e l'impianto sul suolo calabro della prima comunità cristiana, con a capo Stefano da Nicea, che l'Apostolo, nel ripartire alla volta di Pozzuoli, lasciò come primo vescovo.

Per questo Paolo è considerato fondatore della Chiesa reggina e padre nella fede dei cristiani di Calabria. E per questo la città ne lega sempre il ricordo a quello del vescovo che lasciò dietro di sé: la Chiesa di Reggio, dice una lapide interna a destra del portale centrale, che ripete la sua origine dall'arrivo dell'apostolo Paolo, ha sempre venerato e tuttora venera con particolare culto e con costante ricordo lo stesso Apostolo, come venera Santo Stefano di Nicea, primo vescovo, consacrato nella stessa occasione.

Il riconoscimento formale è arrivato molto più tardi: nel 1980 Giovanni Paolo II ha proclamato San Paolo Patrono principale dell'Arcidiocesi di Reggio Calabria e Santo Stefano da Nicea Patrono secondario della stessa; la bolla è ricordata da quella stessa lapide.

La prima chiesa presso la Rada dei Giunchi

La colonna, nel racconto, non restò sulla spiaggia: la prima chiesa di Paolo sorgeva in località prossima alla Rada dei Giunchi, e in essa veniva subito esposta alla venerazione la colonna del miracolo.

Oggi quello che ne resta sta altrove: i resti della colonna si conservano nella Cappella di San Paolo, a destra del Presbiterio, in Basilica Cattedrale, dove una cappella e varie opere marmoree e bronzee testimoniano la venuta di San Paolo e la sua predicazione a Reggio.

Sulla parete destra della stessa cappella una lapide riporta un'iscrizione in latino, inneggiante alla colonna del prodigioso evento della conversione alla fede dei reggini. Dice, tradotta: «Salve, o nobile colonna, più splendente dell'ambra e dell'oro e più provvida di quella colonna ignea di Mosè. Ciò che Paolo con le sue parole proclama, conferma con il tuo fulgore. Con le tue fiamme Reggio abbraccia la fede di Cristo. Perciò come quella israelita guidò gli Ebrei nella terra promessa, tu, colonna regale, conduci noi in cielo».

Il prodigio scolpito, fuso e dipinto

La raffigurazione del prodigio si ritrova in Cattedrale in tante opere: un rilievo frontale sul pergamo, una lunetta in bronzo dorato sull'altare della Cappella di San Paolo, un bassorilievo bronzeo in una formella della Cattedra Vescovile, e nel portale destro d'ingresso l'Apostolato di Paolo. Quel portale, dedicato a San Paolo, raffigura sei episodi dell'Apostolato di Paolo di Tarso legati alle origini della Chiesa reggina: Saulo folgorato dalla grazia, Paolo all'Areopago di Atene, l'approdo a Reggio, Paolo parla ai Reggini, la consacrazione di Stefano, il martirio.

Fuori, sulla gradinata, c'è il marmo. La statua marmorea di San Paolo del 1934 è di Francesco Jerace, collocata sul lato sinistro della gradinata esterna della Cattedrale, commissionata allo scultore dall'Arcivescovo Carmelo Pujia, per ricordare alle generazioni future l'approdo a Reggio di Paolo, primo evangelizzatore del popolo reggino. L'iscrizione la dedica al divino Paolo di Tarso, che per la prima volta annunciò Cristo ai Reggini Juliensi, e la firmano i Reggini Juliensi stessi, nell'anno 1934.

C'è infine una tela, ed è la più antica delle raffigurazioni datate: una tela a olio di autore ignoto raffigurante il miracolo della colonna ardente, dipinta a Napoli intorno al 1792 su commissione dell'Arcivescovo Alessandro Tommasini, collocata nell'Ufficio parrocchiale.

Il 21 maggio, e la lingua comune

La data della festa non è quella del santo, ma quella del suo arrivo qui: la memoria liturgica della venuta di San Paolo a Reggio ricorre il 21 maggio, e su questo filone si colloca la celebrazione liturgica dell'adventus dell'apostolo.

Sul perché quell'annuncio abbia attecchito, la Chiesa reggina dà una spiegazione che riguarda le parole: Paolo ha evangelizzato Malta senza neppure conoscere la lingua del luogo per poter predicare, ed è accettato che le opere miracolose compiute abbiano costituito l'equivalente della parola; a Reggio come a Siracusa — città magnogreche — c'è invece la lingua comune a far maturare il kerigma in un inizio di conversione. Gli abitanti di quella che nei secoli sarà chiamata la città della Fata Morgana hanno colto nella sua predicazione apostolica un saggio della logica soprannaturale della sapienza cristiana e dello zelo dell'evangelizzatore, e hanno sentito la bellezza della sua scarna eloquenza risplendere nella comune lingua della koinè ellenistica.

Da quella venerazione sono nati gli edifici e i monumenti: ne hanno tramandato la memoria nella devota venerazione al grande apostolo, invocandone la protezione sulla loro Chiesa che, in suo onore, ha eretto edifici di culto e numerosi monumenti artistici. Un papa lo ha detto in visita, il 7 ottobre 1984: da Reggio è passato San Paolo, qui per la prima volta ha messo piede sulla vostra terra, di qua è partito il Vangelo, la buona novella, e da qui il cristianesimo ha iniziato il suo cammino in terra calabra, espandendosi in ogni direzione, sia verso la costa ionica sia verso la fascia tirrenica.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Reggio Calabria per la festa di San Paolo Apostolo non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Reggio di Calabria Centrale a un passo dal centro, 1,4 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Spirito Santo, e da lì restano 2,0 chilometri e 3 minuti.

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