Festa di Sant'Ippolito a Gioia Tauro con i 13 colpi di cannone 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: approdocalabria.it, letta il 19/09/2026.
La festa di Sant'Ippolito Martire, patrono di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, si celebra il 13 agosto. La giornata è aperta dai tradizionali «13 botti» e dalla sfilata dei Giganti per le vie della città; la statua del Santo viene poi trasportata in piazza Duomo per la celebrazione della santa messa. L'11, il 12 e il 13 agosto si tiene la Fiera di Sant'Ippolito.
Tredici, come il giorno
Il 13 agosto, festa del Patrono della Città, la giornata viene aperta dai tradizionali «13 botti» e la sfilata dei Giganti per le vie della Città. Il numero è quello della data, e la città lo sa: il 13 agosto, 13 colpi di cannone e il suono delle Campane annunciano che è un giorno di festa: è la tua festa Sant'Ippolito Martire!
La mattina prosegue così: già la mattina la città si è svegliata con i fuochi di artificio e la banda di Cinquefrondi che ha percorso le vie della città.
Il carceriere di San Lorenzo
Le più antiche testimonianze del culto di Sant'Ippolito a Gioia Tauro sembrano risalire al periodo Medievale, e probabilmente è legato alla tradizione orientale: la chiesa ortodossa, infatti, particolarmente devota a San Lorenzo, diffuse anche il culto di Sant'Ippolito, suo carceriere convertito al cristianesimo.
Quel legame ha lasciato un'immagine che a Gioia Tauro si racconta ancora: carboni ardenti cadono dal cielo come quelli che hanno arso il martire, e si rinnovano ogni anno la notte del 10 agosto, la notte di San Lorenzo e delle stelle cadenti. Il racconto viene da un lavoro di ricerca: Bartolomeo, incrociando e ricucendo le poche fonti ufficiali reperite sfogliando svariati testi, anche in latino, e immergendosi tra i libri antichi della Certosa di Serra San Bruno, ha concepito un'opera che accompagna il lettore per un arco di due settimane, dai prodromi del martirio di Lorenzo alla morte di Sant'Ippolito.
Il corpo che è tornato da Gazzaniga
Il corpo del patrono di Gioia Tauro, di norma, sta a Gazzaniga (BG).
Si è conclusa la peregrinatio del Corpo di Sant'Ippolito che, attraversando l'Italia, da Gazzaniga (BG), dove è custodito ordinariamente, raggiunge la Città di Gioia Tauro. La sosta è stata lunga: il corpo si ferma a Gioia Tauro dal 23 al 31 agosto, con l'intenzione di dedicare ogni giorno della festa a una fascia d'età, e con uno spettacolo teatrale in preparazione che ricorderà l'arrivo delle spoglie nella città.
Attorno a quell'arrivo si è ricostruita una storia e si è creato un rapporto fra due paesi lontanissimi: sono state ricostruite le origini del corpo di Sant'Ippolito e spiegato come esso sia arrivato a Gazzaniga, con la documentazione storica che ne attesta la presenza, ed è stato testimoniato il legame che si è creato tra la comunità di Gazzaniga e quella di Gioia Tauro.
Due chiavi d'argento consegnate al santo
Nel giorno della festa la città compie un gesto che è insieme religioso e civile.
Hanno voluto consegnare idealmente al Santo Patrono la Città, ponendo nelle mani del Santo due chiavi in argento: l'una raffigurante il simbolo della Chiesa Madre, l'altra raffigurante il Palazzo Comunale «Sant'Ippolito».
C'è anche un altro segno lasciato in chiesa: al termine della Concelebrazione Eucaristica, S.E. Mons. Francesco Milito, il Parroco Don Antonio Scordo, il Sac. Antonio Andrello — in qualità di Direttore della Casa del Clero in Gioia Tauro — e il Sindaco della Città di Gioia Tauro, Cap. Aldo Alessio, hanno scoperto la lastra marmorea raffigurante tutti i nomi dei Parroci che, nella Parrocchia dedicata a Sant'Ippolito Martire, si sono succeduti nel tempo.
Il pontile addobbato di rosso e oro
Il primo momento è stato quando il Santo, presso il rione Marina, è arrivato al Pontile, che per l'occasione è stato addobbato di rosso e oro — i colori del martirio, che simboleggiano il sangue versato e la gloria — e dove è stato accolto trionfalmente da fuochi d'artificio e da ragazzi vestiti di rosso che portavano in mano la palma della vittoria.
Il secondo momento è stato quando il Santo, sulle note dell'inno a lui dedicato, si è fermato davanti a Palazzo Sant'Ippolito, sede del Comune, per la Solenne Benedizione. Nello stesso quartiere il Santo si è fermato davanti alla Parrocchia di Maria SS. di Porto Salvo, per poi fare rientro in Duomo per la Solenne Benedizione, e al rientro in Chiesa il Santo è stato accolto in piazza — gremita di fedeli — da una pioggia ininterrotta di coriandoli rossi e da effetti scenografici luminosi.
La statua ha portatori designati: come ormai da tradizione è portata in spalla fuori dalla chiesa dall'Amministrazione Comunale, per poi essere consegnata agli uomini dell'Associazione «Sant'Ippolito Martire», associazione socio-culturale-religiosa dei Portatori del Santo Patrono della città; lungo le vie il peso passa ai Portatori di tutte le Comunità Parrocchiali della Città. Al termine della processione c'è la Santa Messa all'aperto in Piazza Duomo.
Sei tappeti di sale
Il giorno in cui cominciano i festeggiamenti, una strada accanto al Duomo diventa un pavimento dipinto.
Ogni anno viene allestita l'Infiorata, dedicata al Cuore Immacolato di Maria in occasione della proclamazione di Gioia Tauro a Città Mariana. A eseguire le opere a tema sacro sono quattro gruppi artistici: i coordinatori, Laudamus di Gioia Tauro guidati dalla referente Claudia Altomonte, insieme ai team di Palmi, «Sogni floreali», «Antheja» e «I Mosaici».
La tecnica è pensata per durare: con materiali naturali, disposti con cura lungo la strada, sono state create sei immagini dedicate alla Madonna, e si è scelto di utilizzare prevalentemente sale affinché i tappeti siano più duraturi. La preparazione ha richiesto diverse ore, con la partecipazione dei volontari.
La fiera in Via Roma
Accanto alla parte religiosa c'è quella che riempie le strade per tre giorni.
L'11, il 12 e il 13 agosto ha luogo la Fiera di Sant'Ippolito, nella vicina Via Roma, con bancarelle e altre attrazioni curate dall'associazione Ana-Ugl Calabria, di concerto con l'amministrazione comunale.
La parte spettacolare sta in tre sere: la tradizione, la musica e la grande partecipazione popolare si incontrano in tre serate destinate a lasciare il segno. Gli eventi sono organizzati dall'Amministrazione Comunale e dalla Parrocchia, e culminano il 13 agosto, nel giorno della ricorrenza.
Un dipinto, un restauro, un inno nuovo
La devozione a Gioia Tauro ha prodotto cose nuove anche negli ultimi anni.
Don Antonio ha richiamato in particolare il 2019, anno in cui fu realizzato un dipinto dedicato al Santo Patrono, e inoltre la composizione di una preghiera di intercessione durante i mesi difficili della pandemia, segno concreto di come la devozione possa diventare risposta collettiva anche alle sfide globali.
Poi ci sono gli interventi sulla tradizione stessa: si è parlato del restauro della statua del Santo Patrono e della creazione di un nuovo inno, iniziative che hanno restituito freschezza e rinnovata intensità alla tradizione, rafforzando il legame tra il Patrono e la comunità gioiese.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Gioia Tauro è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Gioia Tauro è a 1,4 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Gioia Tauro: da lì bastano 4 minuti di guida (3,5 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nei paesi vicini
Chi si trova da queste parti trova anche queste.
- San Bartolomeo Apostolo a Giffone — agosto
- La Varia a Palmi — agosto
- Festa di San Giovanni Battista a Condofuri — agosto