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San Romolo a Fiesole: il Palio donato da un artista 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
6 luglio 2026
Dove piazza Mino), Fiesole

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: nove.firenze.it, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

La festa di San Romolo si celebra a Fiesole, in provincia di Firenze, il 6 luglio, con la vigilia il 5. La sera del 5 si tengono i Primi Vespri in Cattedrale; il 6 la mattina c'è la Messa concelebrata e nel pomeriggio la processione con le reliquie del santo, che dalla Chiesa di Santa Maria Primerana attraversa le vie del centro storico fino alla Cattedrale in piazza Mino da Fiesole; la sera il concerto della Filarmonica Giuseppe Verdi al Teatro Romano e lo spettacolo pirotecnico. Ogni anno un artista del territorio offre al Patrono il Palio, un'opera d'arte che viene portata in processione.

Il Palio che si dona, non si vince

Qui il Palio è un'opera d'arte offerta ogni anno al Patrono da un artista del territorio: viene esposta in Cattedrale e nella Chiesa di Santa Maria Primerana, e portata in processione il giorno della festa.

È una delle tradizioni più sentite della festa, un appuntamento identitario in cui la dimensione spirituale si fonde con quella popolare.

Cero da Turicchi e olio dal Chianti

Le altre offerte arrivano da fuori Fiesole, e ognuna ha una provenienza precisa.

Come da tradizione c'è l'offerta del Cero Votivo da parte della Contea di Turicchi, nel Comune di Rufina, e poi l'offerta dell'olio per la lampada votiva al Santo: olio benedetto nel vicariato del Chianti e della Lega del Chianti.

Durante le celebrazioni, sul sagrato della cattedrale si dispongono i gonfaloni dei Comuni, mentre dentro prendono posto i vescovi della Toscana, il Capitolo dei canonici e il Collegio dei consultori. Chi visita la cattedrale nel giorno della festa può ottenere l'indulgenza plenaria, alle consuete condizioni.

Due giorni fra vespri, reliquie e fuochi

Il programma si distende, per tradizione, su due giornate.

La vigilia, il 5 luglio, si apre in serata con i Primi Vespri di San Romolo celebrati in Cattedrale. Il giorno della festa, il 6 luglio, prevede in mattinata la solenne Messa concelebrata; nel pomeriggio prende avvio la processione con le reliquie del Santo, che dalla Chiesa di Santa Maria Primerana attraversa le vie del centro storico per raggiungere la Cattedrale, in piazza Mino da Fiesole.

La sera è dedicata alla festa civile. La Filarmonica Giuseppe Verdi di Fiesole propone un concerto nella cornice del Teatro Romano, uno dei siti archeologici più suggestivi dell'area fiorentina, e a conclusione va in scena lo spettacolo pirotecnico, che il pubblico può ammirare da piazza Mino. Durante i festeggiamenti il centro si anima con il tradizionale mercato in fiera di San Romolo, che si estende lungo tutta via Portigiani con bancarelle e prodotti tipici.

Un bambino allattato da una lupa

Romolo era un giovane non fiesolano bensì romano, nato in una nobile famiglia forse verso la metà del I secolo. Ancora neonato venne esposto su una collina, e una lupa si prese cura di lui, allattandolo insieme ai suoi cuccioli — secondo una versione fu la madre ad abbandonarlo in seguito a una visione. Poi arrivò san Pietro, attivo nell'Urbe poco dopo l'anno 60. Secondo la leggenda fiesolana l'apostolo prese con sé il bambino, lo battezzò con il nome di Romolo e lo crebbe sotto i propri insegnamenti; secondo un'altra versione Romolo si convertì da adulto, conquistato dalle prediche di Pietro, e da lui ricevette il battesimo.

Si dedicò all'evangelizzazione prima a Roma, poi a Sutri e Nepi, e gli ottimi frutti della sua opera spinsero Pietro a nominarlo vescovo e a inviarlo in missione a Fiesole, in Etruria. L'accoglienza fu pessima: giunti alle porte della città, i missionari vennero scacciati dalla popolazione locale e dal governatore, e Romolo con i suoi quattro compagni — Carissimo, Marchiziano, Crescenzio e Dolcissimo — decise di abbandonare per un certo tempo quella terra pagana, andando a predicare il Vangelo in Lombardia, a Brescia e a Bergamo.

Poi un angelo gli ordinò di tornare. Penetrato segretamente in città, diede inizio a una serie di conversioni e miracoli: si racconta che un giorno, avendo bisogno di acqua, ne chiese a una donna del posto che rifiutò, e per punizione l'acqua che la donna aveva in casa si tramutò in sangue; alcuni affreschi ricordano invece la guarigione di un giovinetto di nome Celso, posseduto dal demonio.

Le conversioni di massa scatenarono l'ira del governatore cittadino, Repertiano, portatore del culto pagano nella zona, che fece arrestare Romolo e i suoi quattro compagni. Al loro rifiuto di sacrificare agli dèi vennero dapprima torturati e infine condotti all'esterno della città, dove furono decapitati. Il martirio sarebbe avvenuto al tempo dell'imperatore Domiziano.

Un'epigrafe mette in dubbio il martirio

Oltre alle reliquie, la cattedrale conserva un'epigrafe che getta dubbi sull'esistenza storica del santo venerato. È molto consumata, ma dai pochi versi leggibili si capisce che indicava la tomba di un «messus Romolus», lettore e diacono della chiesa fiesolana; alcuni fanno risalire l'iscrizione al IV secolo e ritengono che sia stata trasferita in cattedrale dalla Badia Fiesolana nel 1028, insieme alle reliquie.

Su questa linea, Romolo sarebbe stato un diacono cittadino vissuto non al tempo degli apostoli, bensì alla fine del IV secolo, e la carica di sacerdote o vescovo gli sarebbe stata attribuita successivamente. Le fonti scritte, del resto, tramandano pochissime menzioni di lui: una risale sicuramente a prima del 1028, quando il vescovo fiesolano Teuzone, durante un'omelia, parla di Romolo ma mai definendolo martire; e nel 966 il vescovo Zanobi fece delle donazioni alla chiesa intitolata a San Romolo confessor, non martire.

Anche la vita del santo, quella che racconta la lupa e l'incontro con Pietro, è stata scritta molto dopo i fatti che tratta: si conserva nell'Archivio Capitolare di Fiesole, in un manoscritto risalente probabilmente all'XI o al XII secolo.

Perfino sulla sepoltura si raccontano tre storie. La prima è che i corpi furono raccolti da alcuni cristiani e seppelliti ai piedi della collina, alla sinistra del fiume Mugnone e della strada etrusco-romana, in un cimitero nei dintorni; un'altra che il corpo fu gettato in un pozzo a circa un miglio a sud dalle mura dell'etrusca Fiesole; una terza, tradizionalmente tramandata benché senza prove certe, che la prima sepoltura si trovasse sotto la Badia Fiesolana, dove a lungo si conservò una cappella circolare intitolata proprio a san Romolo.

L'anello di Leone X macchiato di sangue

C'è un episodio, molto più tardo, che a Fiesole si racconta ancora.

Nel 1516 papa Leone X, il papa Medici, era in visita alla cappella. Gli cadde un anello dentro il pozzo dove sarebbero stati sepolti i corpi dei martiri, e quando lo recuperò l'anello era macchiato di sangue. Potrebbe essere stata quell'occasione a far realizzare il gruppo scultoreo di Benedetto Buglioni, all'inizio del XVI secolo, che raffigura san Romolo insieme a due dei suoi quattro discepoli, oggi nella sala delle robbiane.

La cattedrale che custodisce tutto questo nasce nel 1028, quando il vescovo Jacopo il Bavaro decise di trasferire la sede episcopale, fino ad allora presso la Badia Fiesolana, entro le mura della città, dedicandola a san Romolo, evangelizzatore di Fiesole: il 17 febbraio di quell'anno le reliquie furono portate nella nuova cattedrale. Nella cripta duecentesca una cancellata in ferro del 1349 protegge l'altare quattrocentesco dove sono collocate; l'urna, risalente probabilmente al IV secolo, conserva un corpo più volte riesumato nel corso degli anni, e che oggi manca del cranio, custodito separatamente in un busto reliquiario.

Sopra, all'altare maggiore, c'è un polittico del 1450 di Bicci di Lorenzo, e nel catino dell'abside le Storie di San Romolo affrescate intorno al 1590 da Nicodemo Ferrucci; la cappella del Santissimo Sacramento, con decorazione tipicamente ottocentesca, conserva le copie delle due facce di un dipinto di scuola del Ghirlandaio con le Storie di San Romolo e San Romolo fra i suoi compagni, originariamente nella cripta.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Fiesole per la festa non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Pian del Mugnone si trova a 2,5 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Firenze Sud dista 9,8 chilometri, cioè 14 minuti di strada.

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