San Severino a Comiziano e il trasferimento dell'urna dalle Marche 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: pirovagando.it, letta il 19/09/2026.
La festa di San Severino si celebra a Comiziano, in provincia di Napoli, l'8 gennaio e agli inizi di settembre. Il patrono del paese è San Severino vescovo di Septempeda, le cui reliquie sono custodite nella basilica di San Lorenzo in Doliolo, a San Severino Marche: per i festeggiamenti campani viene organizzato il trasferimento momentaneo dell'urna dalle Marche alla Campania, la prima volta nel 1980. La notte del 6 gennaio si tiene la Notte delle Tammorre, con canti, balli e suoni per le vie del centro abitato.
L'urna che arriva dalle Marche
Comiziano, in provincia di Napoli, ha un patrono che non è sepolto lì. San Severino vescovo è patrono di Comiziano, ma anche — e prima — della città marchigiana che porta il suo nome, San Severino Marche, dove le sue reliquie sono custodite nella basilica di San Lorenzo in Doliolo.
Per i festeggiamenti campani viene organizzato il trasferimento momentaneo dell'urna con le sante reliquie, che compie il viaggio dalle Marche alla Campania: la prima volta è stata nel 1980, quando il corpo del santo fu portato a Comiziano, esposto in chiesa e portato in processione per tutto il paese; poi è successo altre due volte.
Non è un'operazione informale. Una delegazione di Comiziano, guidata dal proprio parroco, si incarica del trasporto con tutte le autorizzazioni rilasciate dall'ufficio dei Beni culturali dell'Arcidiocesi di Camerino-San Severino e dalla Sovrintendenza. Il programma religioso prevede una novena e un triduo fra la fine di agosto e i primi di settembre, e l'8 l'urna viene riportata nella basilica.
Il legame non è a senso unico: la comunità comizianese, ogni anno, si reca in pellegrinaggio a San Severino Marche, e le due città hanno formalizzato un Patto di Amicizia che riconosce il santo come guida spirituale comune e prevede scambi culturali, cooperazione educativa e valorizzazione del patrimonio storico legato alla sua figura. In occasione della festa i due sindaci hanno sfilato insieme, in costume d'epoca, nel corteo storico del Palio dei Castelli.
Forse un equivoco fra santi omonimi
Su come il culto sia arrivato fin qui ci sono tre spiegazioni.
La prima: si tramanda che il culto del santo sia stato esportato da alcuni marchigiani esuli a Comiziano in seguito alla conquista del Regno di Napoli da parte di Carlo VIII. La seconda lo fa risalire alla presenza di un monastero di benedettini a Casamarciano.
La terza arriva dalle fonti marchigiane: il culto di san Severino vescovo di Settempeda è essenzialmente locale, e fatta eccezione per quanto avviene a Comiziano, «il cui motivo deriva probabilmente da un equivoco tra santi omonimi», si rintraccia soprattutto in Umbria. San Severino è patrono anche di Sellano, in provincia di Perugia.
Due feste per rimediare a un errore
L'equivoco fra omonimi ha lasciato tracce anche nella città marchigiana.
La festa e la devozione si celebravano ab immemorabilia l'8 gennaio — che però è la festa di San Severino abate, un altro santo. Quando i contorni dell'errore cominciarono a chiarirsi, i Canonici della Cattedrale trovarono una soluzione pragmatica: celebrare due volte la solennità del patrono, aggiungendo anche la festa dell'8 giugno.
La seconda data aveva anche un vantaggio pratico: cadeva in un momento dell'anno in cui i rigori della stagione invernale erano superati, e si poteva tenere una solenne processione per la città.
La Notte delle Tammorre
A Comiziano il santo si festeggia l'8 gennaio, ma la notte da segnare è quella del 6.
Il 6 gennaio si ripete lo storico evento, fra sacro e profano, dedicato alle celebrazioni in onore di San Severino: è la Notte delle Tammorre, che nasce da una lunga tradizione e da fortissimi legami con il mondo contadino, e rievoca i festeggiamenti spontanei con cui per secoli gli abitanti di Comiziano hanno onorato il proprio protettore.
Uno spettacolo itinerante si snoda per tutte le vie del centro abitato accompagnando le esibizioni di canti, balli e suoni spontanei degli abitanti locali. Le strade, i cortili e i portoni ospitano soste e punti ristoro, e la festa prosegue fino a notte fonda: il canto, il suono incalzante della tammorra e il ritmo trascinante della danza creano l'atmosfera di una notte magico-religiosa.
Vescovo per volontà del popolo
Del santo si sa che fu vescovo di Septempeda, l'antico nome della città marchigiana.
La tradizione vuole che la fama della sua spiccata virtù cristiana, alla morte del predecessore, gli sia valsa l'elezione a vescovo il 1º maggio del 539 — a quel tempo il vescovo di una diocesi veniva scelto dal clero e dal popolo, e solo successivamente consacrato dal Papa. Secondo i biografi, Severino si recò a Roma nel luglio dello stesso anno per ricevere la conferma sacramentale da papa Vigilio.
Il culto si diffuse fuori città anche per i molti miracoli attribuiti alla sua intercessione. Scrive padre Bernardo Gentili: «Quantunque il corpo di S. Severino giacesse in angusta chiesa si rese celebre presso i popoli delle vicine regioni, poiché l'Altissimo Iddio operava per l'intercessione di S. Severino tali e tanti prodigi, che grandissimo fu al di lui sepolcro concorso degli infermi, i quali ne riportavano la pristina sanità».
La devozione seguì poi le strade: si propagò lungo la via consolare Flaminia e il suo diverticolo chiamato via Septempedana, come testimoniano le presenze a Sellano, a Spello e a Narni; e secondo lo studioso Raoul Paciaroni potrebbe essere stata promossa anche dai monaci benedettini, in particolare quelli farfensi, dato che diverse chiese dedicate a San Severino si trovano dove sono esistiti loro monasteri.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Comiziano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Nola, a 4,5 chilometri da Comiziano, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Tufino ha davanti un percorso di 2,8 chilometri che in 3 minuti porta a destinazione.
Che altro succede in provincia di Napoli
Se sei in zona, poco lontano si tengono anche queste.
- San Ciro a Portici — gennaio
- San Felice a Pomigliano d'Arco — gennaio
- Sant'Artema a Pozzuoli — gennaio