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Feste Patronali

San Vito ad Aquilonia e i tre giri attorno alla Badia 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dall'11 al 16 giugno 2026
Dove Piazza Guglielmo Marconi, Montalto delle Marche

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: sistemairpinia.provincia.avellino.it, letta il 19/09/2026.

I Festeggiamenti in onore di San Vito Martire, patrono di Aquilonia, piccolo comune dell'Alta Irpinia in provincia di Avellino affacciato sulla valle dell'Ofanto, si tengono a metà giugno e durano sei giorni: il triduo di preparazione, la fiera intercomunale, il 15 giugno con la processione della statua del santo e la chiusura il 16. Il gesto che definisce la festa si compie fuori dal paese: la processione raggiunge la Badia di San Vito e i fedeli compiono tre giri completi attorno all'edificio prima di entrarvi, portando a spalla i «gigli», costruzioni di legno adornate con candele, nastri e fiori. Il 9 maggio si festeggia «San Vito Piccolo», che apre il ciclo.

L'albero che non si lasciava tagliare

Di fronte alla badia di San Vito sorge una quercia risalente al 1500, anch'essa avvolta nella leggenda: si racconta che, quando qualcuno tentava di tagliarla per fare legna, al primo colpo l'accetta rimaneva incastrata nel tronco senza possibilità di estrarla, mentre i rami piangevano lacrime di sangue.

Solo quando i malfattori rinunciavano all'impresa, la quercia restituiva l'accetta la notte successiva e i rami terminavano il loro triste pianto. Dopo molti vani tentativi tutti capirono che quella non era solo una pianta ma un albero speciale, da proteggere e preservare, perché quella era la volontà del santo. Da secoli la grande quercia è avvolta da un'aura di sacralità.

Tre giri attorno alla Badia

Il luogo simbolo della devozione aquilonese è la Badia di San Vito, edificio religioso della metà del XIII secolo che sorge circa un chilometro a ovest del centro abitato. La tradizione vuole che i fedeli compiano tre giri completi attorno alla Badia prima di entrarvi, un rito che si conclude con la benedizione generale.

Il rito sembra avere origine pagana e riprendere quello dei pastori, che facevano girare in senso antiorario il gregge intorno alla chiesa che custodiva la statua del santo martire, da molti considerato protettore degli animali.

Era consuetudine camminare scalzi durante questa marcia di vari chilometri, in segno di penitenza verso il santo patrono.

I «gigli» portati a spalla dalle donne

Alla processione di giugno i fedeli portano, oltre a corone di fiori e frutta, i cosiddetti «gigli»: particolari costruzioni di legno adornate con candele, nastri di stoffa colorati, fiori e immagini del santo, sorretti e trasportati a spalla da donne devote.

Anche in questa occasione si fanno i tre giri intorno all'edificio religioso, che terminano con la benedizione di animali, pane, avena e granturco.

Si compra all'asta il diritto di portarlo

La festa si conclude il 16 giugno con un'altra processione, prima della quale, con un'asta pubblica, si decide chi trasporterà la statua del santo per le strade del paese.

I panini benedetti

Un'altra importante ricorrenza legata al culto di San Vito è la distribuzione, a tutta la comunità aquilonese, dei «panini di San Vito» benedetti dal parroco: sono fra i gesti più identitari della devozione locale.

La statua che voltò la faccia

Sul perché San Vito sia patrono di Aquilonia, esistono due versioni differenti: quella ecclesiastica che troviamo nei libri canonici, e quella leggendaria, a tratti mistica, tramandata di anno in anno dagli anziani aquilonesi. Secondo la seconda, San Vito sarebbe diventato il patrono del paese verso cui si fosse rivolta la faccia della statua: e la leggenda vuole che la statua si sia voltata verso Aquilonia, che da quel momento ha in lui il suo santo patrono.

Secondo la prima, la devozione a San Vito si è diffusa molto perché la Chiesa aveva inserito il santo fra i quattordici Santi ausiliatori nel Martyrologium Hieronymianum.

Dentro la Badia si conservano la statua lignea del santo risalente al XIII secolo, una vasca per le abluzioni del 1747, l'acquasantiera del 1742 e la Croce delle Indulgenze concessa nel 1901 da papa Leone XIII.

Il 9 maggio, «San Vito Piccolo»

Oltre ai festeggiamenti del 15 giugno è consuetudine festeggiare anche «San Vito Piccolo» il 9 maggio: come un vero e proprio calendimaggio, a celebrare la primavera, quel giorno ad Aquilonia comincia la Festa di San Vito, nel verde dell'aperta campagna, con la processione dal paese verso la Badia e i tre giri completi attorno all'edificio.

Sei giorni, e la marcia «Piergiorgio»

Per sei giorni, a metà giugno, il paese dell'Alta Irpinia sospende la vita di tutti i giorni e si raccoglie attorno al suo patrono. Il calendario segue uno schema consolidato: il triduo di preparazione nelle diverse chiese della comunità, la giornata della fiera intercomunale che riempie le strade di banchi e richiama i paesi vicini, il 15 giugno con la statua che esce in processione, e la chiusura del 16 con la celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo e la processione con autorità religiose, civili e militari.

La colonna sonora è quella dei gran concerti bandistici: la banda «Alta Irpinia» apre le giornate con le sfilate mattutine, mentre nel pomeriggio le esibizioni si arricchiscono con le majorette; fra i brani c'è l'immancabile «Piergiorgio», divenuta simbolo di questa festa patronale. La sera il palco di Piazza Marconi ospita nomi della comicità e della musica italiana con concerti a ingresso libero, e a chiudere è sempre lo spettacolo pirotecnico, atteso a notte fonda.

Accanto al Comitato Festa San Vito Martire e alla Parrocchia Santa Maria Maggiore lavorano il Forum dei Giovani, la Polisportiva Aquilonia e le confraternite: un impianto organizzativo interamente volontario che è, in sé, uno dei tratti distintivi della festa. Per gli aquilonesi, del resto, il 15 giugno non è una data qualsiasi: segna la fine della scuola e l'inizio dell'estate.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa ad Aquilonia richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Aquilonia, a 11 chilometri da Aquilonia, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Rocchetta Sant'Antonio ha davanti un percorso di 16 chilometri che in 25 minuti porta a destinazione.

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