Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Feste Patronali

Feste Patronali

Festa di San Tammaro a Grumo Nevano e l'offerta dell'olio 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La Festa Liturgica di San Tammaro Vescovo si celebra a Grumo Nevano, in provincia di Napoli, il 16 gennaio, giorno della memoria liturgica del patrono. La comunità porta al santo l'offerta dell'olio che alimenterà la fiamma per i mesi successivi, dopo un triduo di Adorazione Eucaristica, Santo Rosario, Santa Messa e Supplica; fuori dalla chiesa ci sono la tradizionale Castagnata e lo sparo dei fuochi pirotecnici. La città ricorda il patrono con solenni festeggiamenti anche nella prima domenica di settembre, quando si tiene l'Incendio al Campanile.

L'olio che tiene accesa la fiamma

Il 16 gennaio ricorre la Festa Liturgica di San Tammaro Vescovo, patrono di Grumo Nevano, e in quel giorno la comunità porta al santo una cosa che serve.

È l'offerta dell'olio a San Tammaro: olio che alimenterà la fiamma per i prossimi mesi.

Alla data si arriva con il triduo in onore del santo patrono, fatto di Adorazione Eucaristica, Santo Rosario, Santa Messa e Supplica, con cui la comunità gli affida le famiglie, gli ammalati, l'intera città di Grumo Nevano e la pace per il mondo intero. Fuori dalla chiesa ci sono la tradizionale Castagnata e lo sparo dei fuochi pirotecnici.

Il parroco don Carmine Spada invita a stringersi intorno al patrono per accrescere il senso della familiarità, «in quanto dobbiamo sentirci tutti come un'unica famiglia, che si mette in cammino per andare da lui e affidare ansie, difficoltà e speranze che portiamo dentro unitamente al rendimento di grazie per i tanti doni ricevuti».

Una nave sfondata e senza timone

La storia del patrono comincia con una condanna a morte mascherata da viaggio.

Nella Vita sancti Castrensis, redatta tra Sessa e Capua, si narra che Tammaro sarebbe incorso, insieme ad altri dodici vescovi africani, nella persecuzione dei Vandali fra il 439 e il 440. I persecutori concepirono un piano per annullare per sempre la memoria dei vescovi: dopo averli incatenati li fecero salire a bordo di una vecchia nave sfondata e senza timone, con il desiderio di vederli affogare.

La Vita fornisce anche i dettagli sull'imbarco e i nomi, nell'ordine in cui salirono: Rosio, il più anziano, poi il nobile Secondino, quindi Eraclio, Benigno, Prisco, Elpidio, Marco, Augusto, Canione e Vindonio.

L'imbarcazione però, con la guida di un angelo, lasciate le coste dell'Africa settentrionale approdò a Volturnum dopo un viaggio tranquillo attraverso il Mar Mediterraneo, e da lì i vescovi partirono verso città e luoghi diversi della Campania per diffondervi la fede. Tammaro raggiunse il porto di Castel Volturno il 10 maggio del 440, dopo essere stato catturato, imprigionato, torturato e infine esiliato per via mare dai Vandali di Genserico — lo stesso re che saccheggerà Roma nel 455.

Il reliquiario che arriva dagli Stati Uniti

Le reliquie del santo a Grumo Nevano sono arrivate da lontano, e da lontano viene anche il contenitore in cui vengono esposte.

Già nel XVII secolo gli abitanti di Grumo Nevano avevano proclamato Tammaro loro patrono, portando da Benevento alcune sue reliquie e diffondendone il culto. Nella festa in suo onore quelle reliquie vengono esposte in un reliquiario che in un certo senso viene anch'esso «da oltremare», come san Tammaro e i suoi compagni: è stato donato dai numerosi cittadini di Grumo emigrati negli Stati Uniti.

Il resto del corpo era rimasto a Benevento: morto probabilmente verso il 490 in età avanzata, Tammaro fu sepolto nella sua cattedrale beneventana, e con i successivi rifacimenti del tempio i suoi resti furono collocati, insieme a quelli di altri santi, in un'arca marmorea. La chiesa che custodisce la parte grumese è stata elevata a basilica minore pontificia nel 1982 e fa capo alla Diocesi di Aversa.

Il busto d'argento del 1677

La basilica è una testimonianza insigne di storia religiosa e artistica del Meridione.

Il busto d'argento del santo titolare, di pregevolissima fattura, è opera di Giandomenico Vinaccia e porta la data del 1677: lo stesso artista aveva già firmato alcuni dei busti d'argento custoditi nel duomo di Napoli. La chiesa ospita anche una statua lignea del titolare, di buona fattura e di autore ignoto, della seconda metà del XVII secolo, e in una delle serate di festa la comunità accoglie con emozione la statua lignea restaurata.

L'altare maggiore in marmo è del 1750 ed è sormontato da una grande tela di Paolo De Matteis sul santo titolare, del 1706. A completare il complesso c'è l'organo a canne a trasmissione meccanica, opera di uno dei più grandi maestri organari del Settecento, il grumese Donato Del Piano.

L'esistenza di una chiesa dedicata a San Tammaro qui è segnalata già in un documento del 1132, riportato dal Codice diplomatico Normanno di Aversa; l'edificio attuale, di fondazione medievale, fu ricostruito in stile barocco nel XVII secolo e consacrato nel 1737, affacciato sull'ampio sagrato quadrato. A raccontare l'evolversi della fabbrica sono le visite pastorali del vescovo Fabio Colonna del 1542 e di Pietro Orsini del 1597.

L'Incendio al Campanile

C'è poi la festa grande, che non cade a gennaio: la città ricorda il patrono con solenni festeggiamenti anche nella prima domenica di settembre, per una decina di giorni.

Il momento più spettacolare è l'Incendio al Campanile, un gioco pirotecnico che avvolge il campanile della basilica in un tripudio di luci e fuoco, accolto ogni anno da una grande folla in Piazza Pio XII, e richiama non solo i grumesi ma visitatori da tutti i paesi limitrofi.

Cuore della devozione è la statua argentea, accolta in apertura dei festeggiamenti — la processione del giovedì — presso l'Istituto San Gabriele Arcangelo, poi portata per le vie del paese fra le offerte dell'incenso, e infine riaccompagnata nella sua cappella con i fuochi dell'Ottava. La domenica, cuore della festa liturgica, le celebrazioni eucaristiche cominciano dalle prime ore del mattino, accompagnate dal complesso bandistico «Amici della Musica di Angri» e dalle majorettes EAGLES; un'altra processione è accompagnata dalla banda dell'Associazione Pasquale Anfossi di Casandrino. Accanto alle messe, alla novena e alle processioni corre un programma civile fatto di sagre gastronomiche, tammurriata napoletana, concerti, serate comiche — e il ritorno dei tanti concittadini emigrati.

Vescovo di quale città?

Su chi fosse esattamente si sa poco.

La tradizione lo vuole vescovo di una località del Nordafrica e poi, giunto in Campania, vescovo di Benevento verso la seconda metà del V secolo; gli storici locali, attingendo a fonti non citate, lo dissero vescovo di Cartagine e probabile discepolo di Agostino d'Ippona, con trenta o quarant'anni al tempo della presa di Cartagine. Una Vita romanzata del XIII secolo racconta una storia del tutto diversa: il nobile giovinetto romano Tammaro, portatosi a Pozzuoli, dimorò per tre anni a Lucrino in compagnia dei santi Marcellino, Erasmo e Pietro.

Anche sul luogo del suo eremitaggio si discute: fra Morcone e Campolattaro, vicino a Benevento, presso il fiume che da lui avrebbe preso il nome — il Tammaro, che però già in epoca romana si chiamava Tamarum —, oppure, secondo lo storico capuano Michele Monaco, sulle sponde del Clanio, nel territorio di Capua, da dove lo vennero a prendere per acclamarlo vescovo di Benevento.

Il suo nome, dall'ebraico, significa «palma da datteri». La memoria liturgica del 16 gennaio è festività patronale di Grumo Nevano, Villa Literno e San Tammaro, mentre la città e la diocesi di Benevento lo festeggiano da secoli il 21 ottobre.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa a Grumo Nevano è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Frattamaggiore-Grumo si trova a 2,6 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Grumo Nevano dista 400 metri, cioè un minuto di strada.

Da vedere qui intorno

Nei dintorni, altre tradizioni che si tengono in questi mesi.

Da leggere