San Tussio a Bagno e le ossa del santo nell'urna intarsiata 2026
La festa di San Tussio si celebra il 9 dicembre a Bagno, frazione del comune dell'Aquila, in Abruzzo. San Tussio è l'eremita e confessore di Bagno: le sue ossa si conservano nella chiesa collegiale e parrocchiale di San Marco, a L'Aquila, nel primo altare a destra, dentro un'urna di legno artisticamente intarsiato e dorato. La festa si celebra eseguendo pellegrinaggi nei luoghi santi d'Italia, nello spirito del santo, un eremita che viaggiava per conoscere l'essenza di santità.
Il paese si riprese le ossa
La sua morte fu resa nota miracolosamente ai Benedettini di Bominaco, che ne presero il corpo e gli diedero onorata sepoltura nella loro chiesa. Gli abitanti di Bagno reclamarono, e riebbero le sue sacre ossa.
Da lì in poi quelle reliquie hanno continuato a spostarsi. Quando i bagnesi costruirono a L'Aquila le chiese di Santa Maria di Bagno e di San Tussio, vi trasferirono le ossa del santo, che vi rimasero fino al 1331: in quell'anno il vescovo aquilano Angelo Acciajoli cedette la chiesa agli Agostiniani, appena arrivati a L'Aquila, e trasferì alla vicina chiesa di San Marco non solo i suoi diritti, ma anche le ossa dell'eremita, che tuttora riposano sull'altare di fronte a quello della Madonna del Popolo Aquilano.
Uno dei 99 castelli
Il motivo per cui un santo di una frazione ha due chiese dentro il capoluogo sta nell'atto di nascita della città.
Bagno fu uno dei 99 castelli che convennero all'edificazione della città dell'Aquila, fondata nell'anno 1248, e fabbricò dentro le mura cittadine due chiese, duplicandole dal suo territorio: Santa Maria di Bagno e San Tussio.
Del culto restano tracce documentarie anche prima: nel territorio, nei tempi che precedettero la fondazione della città, c'era una chiesa intitolata a San Tussio, che pagava le decime al vescovo dell'Aquila ancora negli anni 1321-1328.
Nove settembre, oppure nove dicembre
Il martirologio è netto: «Quinto Idus Septembris… apud Aquilam in Vestinis S. Tutii Confessoris», cioè «9 di settembre… presso Aquila nei Vestini festa di S. Tussio Confessore». Le due fonti che parlano del santo convengono nel fissare al 9 settembre la sua memoria.
Ma la festa si celebra, secondo gli usi propri del Capitolo, non il 9 settembre bensì il 9 dicembre. A quella giornata è legato un privilegio antico: papa Bonifacio VIII concesse innumerevoli indulgenze a tutti quelli che visitassero la detta chiesa in quel giorno.
L'urna intarsiata del vescovo
Le reliquie hanno anche un contenitore con una storia di famiglia.
A San Marco le ossa si conservano nel primo altare a destra, l'altare gentilizio della famiglia Manieri. Il vescovo dell'Aquila Girolamo Manieri, in carica dal 1818 al 1844 e discendente di quella famiglia, ripose i resti del santo in un'urna di legno artisticamente intarsiato e dorato, e li ricoprì con un quadro che porta il suo stemma.
L'ospite riconosciuto in sogno
Della vita di questo santo gli agiografi non hanno notizie dettagliate, e quel poco che si sa passa da un incontro.
Nato a Bagno verso la metà del secolo XI, secondo la tradizione, Tussio fu uomo di austera penitenza ed evitò costantemente la società degli uomini per darsi tutto a Dio: l'unico contatto con i suoi simili era recarsi nella vicina Badia Benedettina di Bominaco per soddisfare i suoi obblighi religiosi. Viveva di ciò che la natura gli offriva spontaneamente, e ne ringraziava il Signore perché era fin troppo per un uomo peccatore, come lui si considerava. Cercava di imitare gli Anacoreti della Tebaide e dei deserti della Palestina.
Quando San Pellegrino giunse in questi luoghi, Tussio lo ricevette nella sua abitazione, essendogli stato divinamente rivelato in sogno chi fosse. Dopo la morte di San Pellegrino visse ancora alcuni anni in quella solitudine e infine, consumato dalle continue vigilie e famoso per miracoli, morì il 9 settembre — di quale anno non si sa, ma certamente all'inizio del secolo XII, se davvero fu coetaneo di San Pellegrino. Fu proprio per le assidue vigilie e per i molti miracoli che venne iscritto nell'albo dei santi.
Due fonti soltanto
Le fonti riguardanti il santo sono due: il Ferrari e un manoscritto della chiesa aquilana intitolato «Santi e Beati meno conosciuti della città e della diocesi aquilana», riferito dagli Acta Sanctorum di settembre. Il nome, del resto, cambia a seconda di chi scrive: in latino Tutius, Tuscius, Tuxius, e in volgare Tuzio, ovvero Tuccio.
Abito bianco e nero, e pellegrinaggi
San Tussio è rappresentato con l'abito bianco-nero proprio degli eremiti celestini, appoggiato su un libro, molto probabilmente la Bibbia, a simboleggiare il solido appoggio delle parole di Dio.
E il modo in cui lo si festeggia somiglia alla sua vita: la festa si tiene il 9 dicembre e si celebra eseguendo pellegrinaggi nei luoghi santi d'Italia, nello spirito del santo — un eremita che viaggiava per conoscere l'essenza di santità.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Bagno per la festa di San Tussio chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Bazzano, a 5,4 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Bazzano aspetta un percorso di 5,7 chilometri che in 8 minuti porta a destinazione.
Eventi nei dintorni
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- San Raniero di Forcona a Bagno — giugno
- San Bartolomeo Apostolo ad Avezzano — settembre
- San Gilberto ad Altino — settembre