Sant'Antonio a Capistrello: la calata della statua dalla nicchia 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: santantonio.org, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
La festa patronale di Sant'Antonio di Padova si celebra a Capistrello, in provincia dell'Aquila, in Abruzzo, intorno al 13 giugno, giorno della festività liturgica del santo, per alcuni giorni di festeggiamenti che uniscono devozione popolare e spettacolo. Il momento centrale è la calata del Santo, quando la statua viene fatta scendere dalla sua nicchia e collocata tra i fedeli; il resto del programma alterna messe solenni e processioni a bande, concerti e fuochi d'artificio. A organizzarla è un Comitato Sant'Antonio composto da volontari, che si ricostituisce ogni anno.
Una chiesa che ha cambiato nome due volte
La chiesa originale di San Pietro è citata nel 1115 nella bolla di Papa Pasquale II. In seguito la chiesa di San Pietro muta il proprio nome in Sant'Antonio Abate, e dopo un grande intervento la struttura religiosa muta ancora, assumendo quello definitivo di chiesa di Sant'Antonio da Padova.
Attualmente la chiesa ha una struttura sul modello di quella del XVII secolo. La pianta della chiesa è a croce latina a tre navate con transetto, le navate sono delimitate da forti colonne, nella navata centrale c'è l'abside a pianta semicircolare e l'area presbiteriale è sopraelevata di alcuni gradini rispetto al piano di calpestio.
La copertura della navata centrale e del transetto è a capanna in legno, invece le due navate laterali si presentano a falda unica in latero-cemento. La struttura portante è in gran parte di pietre di forma irregolare e dimensione varia, mentre nella parte alta del retro-prospetto è visibile una parte realizzata con mattoni, e le facciate secondarie sono in gran parte prive di intonaco.
La facciata principale si presenta con una forma a capanna divisibile in tre parti, e l'intera facciata è rivestita in travertino: nella parte centrale il portale principale in legno, sovrastato da una lunetta dipinta, e al di sopra un rosone circolare; ai lati altri due portali, con altrettante lunette dipinte e, più in alto, due finestrelle a forma rombica murate.
Il campanile è una struttura in pianta quadrata rivestita con lastre in travertino, e la cella campanaria si presenta con monofora sui quattro lati e la copertura è a cuspide piramidale.
La Calata del Santo
Il momento più intenso e identitario è la calata del Santo: la statua di Sant'Antonio viene fatta scendere dalla sua nicchia e collocata tra i fedeli, gesto che simboleggia la vicinanza del patrono al suo popolo. L'effigie viene collocata in mezzo all'assemblea, più vicina al popolo che nei giorni successivi si prepara alla festa patronale.
Alla celebrazione prendono parte il Comitato Feste, le confraternite cittadine e numerose associazioni del territorio.
Il 13 giugno, e i giorni prima
Il santo padovano è il patrono della comunità e la sua festività liturgica, fissata al 13 giugno, scandisce ogni anno alcuni giorni di celebrazioni che intrecciano la dimensione religiosa e quella civile, coinvolgendo l'intero paese.
Nei giorni della festa si susseguono le messe solenni, il tradizionale risveglio con spari a salve e le note delle bande, fino alle processioni che attraversano il centro storico, con la statua di Sant'Antonio e le altre immagini sacre portate in spalla dai confratelli e accompagnate dalle associazioni del paese.
Il 13 giugno, giorno principale, si comincia con la messa solenne e la processione del patrono, nel pomeriggio ci sono le sfilate delle bande, in serata il concerto sul palco principale e poi i fuochi conclusivi. Ogni sera le piazze del paese si animano con bande musicali provenienti dai comuni vicini, esibizioni di scuole di danza locali, spettacoli per bambini e concerti di artisti nazionali ospitati sul palco principale, e le serate si chiudono con i fuochi d'artificio che illuminano il cielo di Capistrello in onore del patrono.
I festeggiamenti si concentrano nel centro storico, tra la Chiesa di Sant'Antonio, Piazza Ricetto, Piazza Risorgimento e le vie principali come Via Roma. La festa è organizzata di anno in anno da un apposito Comitato Sant'Antonio composto da volontari.
Le gare che non si fanno più
In passato la festa di Sant'Antonio, esaurita la parte prettamente religiosa, veniva rallegrata con manifestazioni e gare oggi scomparse, cose alla buona che non richiedevano una spesa eccessiva per essere organizzate.
Famosa e più volte disputata è rimasta la Gara dei Maccheroni, dove vinceva chi riusciva a finire il proprio piatto di spaghetti senza usare forchetta né mani.
Più difficoltà poneva lo scivoloso Palo della Cuccagna, allestito dove oggi c'è l'incrocio di Via Regina Margherita con via Verdi: provavano in tanti a raggiungere il prosciutto, ma la meta agognata rimaneva quasi un miraggio.
La gara di ciclismo ebbe luogo tra Capistrello e Avezzano negli anni in cui la bicicletta era un oggetto in possesso di pochi fortunati. Bici in spalla, uno dei corridori abbreviò di molto il percorso prendendo una scorciatoia e giungendo per primo al traguardo, e la Banda Musicale attaccò la marcia appena lo vide spuntare e lo accolse da vincitore.
Il premio però non gli venne dato perché la verità venne subito a galla, ma a Manfredi poco importava, perché aveva raggiunto il suo scopo: essere accolto dal suono della Banda.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Capistrello per la festa di Sant'Antonio non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Cupone si trova a 1,3 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Avezzano dista 12 chilometri, cioè 10 minuti di strada.
Nello stesso periodo, poco lontano
Nella stessa provincia, altre feste da mettere in calendario.
- San Giovanni Battista a Cansano — giugno
- San Tommaso a Barrea — giugno
- San Vito a Barete — giugno