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San Valentino ad Abriola e la processione della statua del santo 2027

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 7 al 18 febbraio 2026
Dove Chiesa Madre e centro storico di Abriola, Abriola

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 30/08/2026.

La festa di San Valentino si celebra il 14 febbraio ad Abriola, in provincia di Potenza, alle pendici del Monte Pierfaone, a oltre 950 metri di quota. Al mattino c'è la Santa Messa solenne nella Chiesa Madre, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, seguita dalla processione della statua del santo; nel pomeriggio una seconda messa benedice i fidanzati e le coppie che festeggiano le nozze d'argento e d'oro. Al calare della sera si accendono nei rioni i fucanoj, i grandi falò di fascine di ginestra attorno ai quali il paese balla e canta fino a mezzanotte.

Un paese pieno di Valentini

Ad Abriola il culto di San Valentino appartiene a una radicata tradizione popolare e religiosa: quasi il 30% degli abitanti porta il nome del santo.

Abriola è un borgo della provincia di Potenza, arroccato alle pendici del Monte Pierfaone a oltre 950 metri di quota, e qui il 14 febbraio non è la ricorrenza commerciale degli innamorati: è la festa del patrono, celebrata con processione solenne per le strade del centro storico, messa nella Chiesa Madre e tavole imbandite in ambito familiare e comunitario.

L'anello impegnato per comprare il grano

La venerazione per San Valentino ad Abriola nasce intorno al 1600, con una storia diventata leggenda.

Un uomo, Valentino Romani, era in viaggio verso la Puglia e si fermò per rifocillarsi nel villaggio di Abriola. Era un periodo di grande carestia e si trovò davanti a tanta gente che moriva di fame: arrivato a destinazione impegnò un anello e grazie a quello riuscì a far arrivare in paese carri carichi di grano, dicendo ai mercanti che li avrebbe pagati al rientro.

Ad Abriola, però, nessuno sapeva chi fosse questo Valentino Romani. Finché gli abitanti non si recarono in chiesa e riconobbero, nel busto del Santo e Martire esposto su un altare, l'uomo che li aveva salvati: gridarono al miracolo. I mercanti consegnarono il grano che sfamò il paese, e quando tornarono a casa trovarono i loro granai ancora più colmi.

La leggenda del grano viene rievocata ogni anno nel centro storico, con una ragazza del posto che consegna grano ai presenti.

I fucanoj che ardono la ginestra

Al calare della sera i rioni — da San Sebastiano a San Gerardo, da San Pietro a Piazza Marconi, fino a via Graziana Marinelli e San Martino — si ritrovano attorno ai tradizionali falò, i «fucanoj», che vengono accesi e benedetti. Un concorso premia il più spettacolare.

Il lavoro se lo dividono per età: il legname e le fascine di ginestra vengono raccolti dai giovani di Abriola, mentre gli altri abitanti portano vino e piatti da condividere con tutti. Attorno alle fiamme si balla e si cantano canti popolari, e si continua finché l'ultima brace non si spegne. La chiusura arriva a mezzanotte, con un brindisi di gruppo, il volo delle lanterne e i fuochi d'artificio: lo spettacolo pirotecnico parte dal campanile della chiesa di San Valentino, infuocato per l'occasione.

Le coppie che rinnovano la promessa

Il pomeriggio del 14 febbraio ha un rito che riguarda chi sta insieme da molto tempo.

Le coppie che festeggiano le nozze d'argento e le nozze d'oro rinnovano la promessa del primo giorno, e la comunità riunita le circonda di affetto. La seconda messa della giornata benedice i fidanzati e le coppie; al mattino la Santa Messa solenne nella Chiesa Madre è presieduta dal Vescovo della Diocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo ed è seguita dalla processione della statua del santo.

Nel programma c'è anche la giornata del malato, che torna ogni anno nel segno della solidarietà e del sostegno verso gli anziani. Luminarie e decorazioni fra le stradine hanno, prevedibilmente, la forma del cuore, e sui cartelloni studiati come «diario di bordo» gli ospiti scrivono le loro frasi.

Manate, nuglia e patat frett

Attorno ai fuochi si mangia. Le cuoche del borgo offrono manate fatte in casa condite con mollica di pane casereccio, «strascinat» e fagioli, carne di maiale con patate e peperoni sotto aceto, «patat frett» — patate lesse passate al setaccio con peperoncino —, salsiccia, frittole e «nuglia», carne di maiale condita con sale, peperoncino e finocchio. E ancora omelette, svariati tipi di pizza, taralli, con il vino fruttato uscito dalle cantine degli abriolani.

Intorno al 14 febbraio, si dice qui, i tranquilli abitanti del paese vestono i panni degli ospiti sorridenti che, come ai tempi dell'antica Via Erculea, danno asilo ai forestieri.

Venti formelle sul portone

La chiesa che custodisce il santo racconta la sua vita già dall'ingresso.

Nel centro storico si incontra la Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, edificio duecentesco il cui portone in pietra è un omaggio alla vita del santo, minuziosamente rappresentata su venti formelle. All'interno si conservano il busto ligneo seicentesco del santo e un'urna con tre teche che contengono parte delle reliquie del martire.

Il patrono è San Valentino di Terni, l'illustre vescovo nato nella città umbra nell'anno 175 dopo Cristo. All'inizio veniva invocato contro la peste e l'epilessia; il 14 febbraio, giorno della sua festa, gli uccelli cominciano a nidificare, seguendo il risveglio della natura e dell'amore.

Anche il 16 agosto, per gli emigranti

Chi è nato ad Abriola e vive lontano ha una seconda occasione.

A San Valentino è dedicata una festa ogni 14 febbraio, ripetuta il 16 agosto in occasione del rientro degli emigranti, con messa solenne, processione e rievocazione della leggenda del grano. Complessivamente la manifestazione, organizzata dal Comune insieme alle associazioni del territorio, si sviluppa nell'arco di una decina di giorni, con corteo in costume, percorsi enogastronomici fra i rioni, cantastorie, spettacoli di strada e iniziative dedicate alle coppie, e richiama oltre duemila visitatori.

C'è poi un appuntamento che guarda in alto: in località Ponte Jardino uno sperone di roccia diventa una «cattedrale di pietra» animata da luci, proiezioni mappate e danza aerea, con il cosmo come tema del racconto.

E c'è una tradizione che spiega perché il santo sia finito proprio qui: la rievocazione dell'arrivo a Vietri di Sant'Anselmo e San Valentino, con la fermata dei due martiri, la partenza per Abriola di Sant'Anselmo, l'impossibilità del carro di muoversi e infine lo scambio delle mete finali — Sant'Anselmo a Vietri e San Valentino ad Abriola. La vicenda è legata a un atto notarile rogato dal notaio Marcello de Marco di Vietri il 25 aprile 1616, conservato nell'Archivio di Stato di Potenza.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa ad Abriola richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Terminal Gallitello, a 20 chilometri da Abriola, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Laurenzana ha davanti un percorso di 19 chilometri che in 21 minuti porta a destinazione.

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