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San Vittoriano a Canneto di Adelfia 2027 - La Chiesa Madre e le reliquie arrivate da Napoli

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
ultima domenica di Luglio — quest'anno 25 luglio 2027
Dove Cappella della Madonna della Stella di Adelfia Canneto, Canneto (adelfia, Ba)

Fonte: corrierepl.it, letta il 19/09/2026.

La festa di San Vittoriano si celebra nell'ultima domenica di luglio a Canneto, rione di Adelfia, in provincia di Bari. La giornata comincia con la messa solenne nella Chiesa Madre di Canneto e prosegue con la processione della statua del santo tra le vie del rione, aperta dai cavalli bardati e accompagnata dalla banda; la notte precedente le luminarie vengono accese in tutto il rione. La Chiesa Madre, eretta tra il 1761 e il 1763 in stile barocco locale, è dedicata alla Madonna Immacolata ma custodisce le reliquie di San Vittoriano, arrivate da Napoli nel 1753.

Un corpo tirato fuori da una catacomba

All'epoca il culto dei cosiddetti «corpi santi» — martiri anonimi estratti dalle catacombe — era molto diffuso, e alla comunità di Canneto fu donato un corpo che venne identificato con il nome di Vittoriano Martire.

Non vi sono prove storiche certe sulla sua vita, non è chiaro se corrisponda a un martire realmente esistito, ma il popolo lo ha accolto come suo protettore. La tradizione narra che le reliquie del martire africano, tra il VI secolo e il 1736, giunsero nelle catacombe romane di Protestato, per poi essere donate a una chiesa di Napoli e infine, nel 1753, alla comunità di Canneto che lo elesse suo patrono.

L'autorevole Bibliotheca Sanctorum, non menzionando alcuna traslazione delle reliquie da Cartagine a Roma, Napoli e Canneto, rafforza l'ipotesi che si tratti di un «corpo santo» di cui non si ha traccia storica, associato a un personaggio noto per colmare il vuoto biografico. Il personaggio è l'omonimo martire di Cartagine, commemorato il 23 marzo.

Secondo la tradizione, San Vittoriano nacque intorno al 440 dopo Cristo ad Adrumeto, nell'Africa romana, e fu proconsole di Cartagine; rimasto fedele alla fede cristiana durante le persecuzioni dei Vandali, fu imprigionato, torturato e infine martirizzato.

Sette giorni a piedi da Napoli

Gian Giuseppe Gironda e donna Petronilla Guglielmini, già Principi di Canneto ma trasferiti a Napoli dopo la vendita del feudo, donarono le reliquie di San Vittoriano alla Chiesa di Maria SS. della Stella in Canneto di Bari, dove furono accolte con grande gioia e fede dal popolo e dall'arciprete don Nicola Macina.

Due Cannetani si erano recati appositamente sul posto per prelevare le sacre reliquie dai Girondi, e i due portatori del prezioso carico erano Giuseppe Lagresta e Antonio Zizzaro. Lagresta e Zizzaro trasportarono a piedi da Napoli, in sette giorni e con devota accortezza, la preziosa Sacra cassa.

Il 23 luglio 1753 giunsero a Canneto provenienti dalla strada del Chiancone, e si fermarono alle porte del territorio urbano in contrada «Piscina Nuova» sulla via di Acquaviva. Il corpo sacro fu poi portato in processione accompagnato da musica, suono festante di campane e canti in coro dei fedeli, per le vie cittadine; dopo un solenne Te Deum nella Cappella di Santa Maria della Stella, la preziosa urna fu portata ancora in solenne trionfo, rischiarando le tenebre serali con luci ad olio e ceri, e deposta infine nella Chiesa Matrice.

In ricordo dell'ingresso delle spoglie del Santo, proprio in quella località dell'ultima sosta, cioè in contrada Piscina Nuova, fu edificata un'edicola a devozione del Santo. Il santo di quell'edicola è chiamato San Vittoriano, popolarmente e tradizionalmente detto San Vittorianicchio, per distinzione dal San Vittoriano della Chiesa Matrice.

La statua del 1767 e l'urna del 1907

Nel 1767 fu realizzata la statua lignea del Santo, opera di artigianato locale: veste una tunica giallo-oro e scarpe marroni.

Nel 1907, in occasione di una ricognizione del Sacro Corpo, presente l'Arcivescovo di Bari, il corpo venne deposto in una nuova urna, e nello stesso tempo la statua fu anche restaurata.

Una lapide sulla facciata della Chiesa ricorda che, ricorrendo il bicentenario della traslazione, ci furono solenni festeggiamenti curati da un apposito Comitato.

Il 23 luglio si rifà l'arrivo

Ad Adelfia il Corteo storico in abiti settecenteschi per la rievocazione dell'arrivo delle reliquie di San Vittoriano si celebra il 23 luglio, la data in cui la cassa arrivò a Canneto nel 1753.

La festa di San Vittoriano non ha una data fissa, ma cade ogni ultima domenica di luglio, e i festeggiamenti della Parrocchia «Immacolata» si susseguono dal 18 luglio al 4 agosto.

La domenica: i cavalli davanti, le chiavi della città

Si comincia con la messa solenne nella Chiesa Madre di Canneto, seguita dalla processione con la statua del santo tra le vie del rione, aperta dai cavalli bardati e accompagnata dalla banda.

I fedeli accompagnano il percorso, alcuni portano la statua come voto, altri partecipano vestiti con tuniche da bambini sacri; cavalli bardati a festa aprono il corteo e il sindaco consegna simbolicamente le chiavi della città.

L'ottavo giorno dopo l'ultima domenica di luglio chiude i festeggiamenti, con cerimonie civili e religiose dedicate al Santo Patrono. Nelle serate che precedono la ricorrenza il quartiere vive un clima di attesa, con la banda che percorre le strade.

Luci, tamburi, pesce e una focaccia da dividere

Come vuole la tradizione delle feste patronali pugliesi, il rione si veste a festa con le celebri luminarie artistiche, architetture di luce che trasformano piazze e vie in scenografie sospese, mentre le casse armoniche ospitano i concerti bandistici e a chiudere le serate arrivano gli spettacolari fuochi pirotecnici. In piazza Roma si alternano sul palco principale gruppi locali, con repertori pop, folk e anni Duemila.

Tra gli appuntamenti più amati non manca «La notte d'u tammurr», con i ritmi dei tamburi e i balli della tradizione popolare che animano il centro fino a tarda notte.

Gli stand della sagra del pesce propongono fritture miste, cozze gratinate, polpette di pesce e primi piatti come le orecchiette con le vongole, accompagnati dal vino locale. Accanto ci sono le rosticcerie con i piatti tipici della festa: frattaglie alla brace, costine di agnello, costine di sedano e fette di provolone.

In Piazza Roma si rinnova la tradizione della focaccia condivisa, simbolo di convivialità e di appartenenza al quartiere, preparata collettivamente con decine di chili di impasto, spezie, acqua e olio. A organizzare tutto è il comitato parrocchiale, che coinvolge volontari e famiglie fin dalla raccolta dell'obolo fino ai festeggiamenti finali.

Adelfia è nata nel 1927 dall'unione di Canneto e Montrone e ha mantenuto due distinti centri religiosi e tradizionali: San Vittoriano a Canneto e San Trifone a Montrone. La festa di San Vittoriano, pur meno nota rispetto a quella di San Trifone, rappresenta un pilastro della vita locale, e nei giorni della festa tornano gli emigrati: famiglie, giovani e anziani partecipano insieme.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa di San Vittoriano ad Adelfia è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Adelfia a un passo dal centro, 1,3 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Adelfia / Rutigliano, e da lì restano 4,9 chilometri e 6 minuti.

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