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Feste Patronali

San Zenone a Finale Emilia e la benedizione del paese con le reliquie 2027

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
9 luglio 2026
Dove Duomo - Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, Odolo

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: comune.finale.mo.it, letta il 19/09/2026.

La festa patronale di San Zenone si celebra il 9 luglio a Finale Emilia, in provincia di Modena, con la Santa Messa, una breve processione per le vie del centro e la benedizione della Città con le reliquie del santo sul sagrato del Duomo. Il 9 luglio è la data che il martirologio romano assegna al santo, ed è anche il giorno del 1567 in cui le sue reliquie arrivarono a Finale da Roma. Secondo una leggenda che ormai da secoli si tramanda, nell'estate dell'anno 452 San Zenone difese il territorio di Finale dalle devastazioni degli Unni, avvolgendo la città nella nebbia, nascondendola e facendo perdere l'orientamento ad Attila e ai suoi che passarono oltre, lasciandola indenne.

La nebbia sugli Unni

È una leggenda simile a molte altre che hanno come protagonisti diversi santi nelle vesti dei salvatori di diverse città: la piccola comunità finalese fu salvata dall'invasione degli Unni di Attila in virtù di un miracoloso intervento di San Zenone, protettore del paese, che fece scendere una fitta nebbia in grado di nascondere ai barbari il villaggio.

Un tribuno, e diecimiladuecentotré compagni

Il santo di Finale non era un vescovo né un eremita, ma un ufficiale, e non morì da solo: martirizzato insieme ai suoi 10.203 compagni, all'epoca di Diocleziano, Zenone era un tribuno che non chinò la testa di fronte alla richiesta di abbandonare la propria fede cristiana.

Prima della condanna ci furono sette anni di lavori forzati: per difendere le sue idee, insieme ai compagni che diverranno martiri come lui, accettò la condizione di servo impiegato nella costruzione delle Terme per sette lunghi anni.

La fine la racconta un libretto conservato nell'Archivio Storico e pubblicato nel 1753 da Don Giuseppe Sprocani, custode delle santissime reliquie: «…non atterrendolo la morte si sottomise coraggiosamente al ferro del carnefice, per acquistare la trionfal Corona del Martirio».

Il luogo del martirio è uno dei più noti di Roma: è il tribuno romano martirizzato sotto Diocleziano presso Le Tre Fontane, luogo del martirio di San Paolo, insieme ai suoi 10.203 compagni, il 9 luglio, giorno nel quale viene anche festeggiato, secondo il martirologio romano.

Le ossa arrivate da Roma, e dove stanno adesso

A portarle a Finale fu un frate del posto che a Roma stava proprio sul luogo giusto: nel 1567 il padre cistercense finalese Gregorio Segnoli, che era vice superiore alla basilica di Sant'Atanasio a Roma, sorta sul luogo dove avvenne il martirio di San Zenone, portò a Finale alcune reliquie del Santo.

La data dell'arrivo è la stessa che il paese festeggia ancora: le sue reliquie giungono a Finale il 9 luglio 1567 — data ricordata nei festeggiamenti odierni — con bolla pontificia, bellissimo e prezioso documento conservato presso l'archivio parrocchiale, che attesta l'autenticità delle ossa prelevate presso il luogo del martirio.

Nel 1769 padre Giuseppe Sivieri trasportò a Finale altre reliquie del Santo e dei compagni martiri, custodite fino al terremoto del 2012 nell'altare dedicato, il terzo nella navata sinistra del Duomo, in un reliquiario in legno oggi conservato nella canonica di Corso Cavour.

Protettore della Nobil Terra, e la festa ripristinata

Il Comune lo chiese formalmente: il 21 giugno del 1715 la Comunità Civile di Finale Emilia chiese che San Zenone fosse proclamato suo protettore, e la richiesta fu avallata dai parroci del territorio e da vari ordini religiosi. La proclamazione di San Zenone «Protettore della Nobil Terra del Finale» avvenne però solo nel 1745 per opera di papa Benedetto XIV, che di quella Nobile Terra era amico, come riportato nel libro di Don Ettore.

Che la festa fosse grossa lo dice una cronaca di fine Settecento: un giornale del 1786 parla di triduo e festa in onore del santo e di «assiduo concorso di popolo» alle celebrazioni e alle iniziative.

Poi si era persa, ed è tornata con un programma preciso: dal 2004, su felice intuizione di don Luca Fioratti, sacerdote di origini finalesi, la festa di San Zenone viene ripristinata il 9 luglio con la celebrazione della Santa Messa, una breve processione per le vie del centro, benedizione del paese con le reliquie alla presenza delle autorità civili e militari e con la partecipazione delle associazioni di volontariato.

Il gesto che chiude la funzione si fa fuori, davanti alla chiesa: al termine della funzione si tiene la benedizione della Città con le reliquie del santo, sul sagrato del Duomo. E il santo, in paese, si vede anche alzando gli occhi: sopra il balcone una nicchia ospita la statua di San Zenone, protettore della città.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Finale Emilia richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di San Felice sul Panaro, a 13 chilometri da Finale Emilia, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Cento ha davanti un percorso di 7,7 chilometri che in 10 minuti porta a destinazione.

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