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Feste Patronali

Sant'Ilario e San Taziano a Gorizia con la processione dei busti lignei 2027

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 6 al 16 marzo 2026
Dove Cattedrale di Gorizia, Kulturni dom, Palazzo de Bassa e centro storico, Gorizia

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 03/09/2026.

I santi Ilario e Taziano, patroni di Gorizia, in Friuli-Venezia Giulia, si festeggiano il 16 marzo. In cattedrale l'Arcivescovo presiede la solenne concelebrazione e al termine impartisce alla città la benedizione con le reliquie dei Martiri, conservate in due busti lignei dipinti della fine del secolo XV; la sera prima si tiene il Concerto dei Patroni, a cori riuniti. Ilario fu il secondo vescovo di Aquileia e Taziano il suo diacono: furono perseguitati e martirizzati entrambi durante la persecuzione scatenata dall'imperatore Numeriano nel 284.

Un vescovo e il suo diacono

Ilario fu il secondo vescovo di Aquileia, Taziano il suo diacono, e vissero nel III secolo d.C. Si tramanda che Ilario si dedicasse con serio impegno allo studio e alla meditazione, eccellendo nella conoscenza delle sacre scritture, e per questi motivi la comunità aquileiese lo volle come proprio vescovo, successore diretto del protovescovo Ermacora. Ilario scelse come suo diacono il concittadino Taziano.

Furono perseguitati e martirizzati entrambi durante la persecuzione scatenata dall'imperatore Numeriano nel 284. Il repertorio biografico friulano li registra così: l'uno vescovo e l'altro diacono di Aquileia della seconda metà del secolo III, e aggiunge che la «passio», elaborata relativamente tardi, si ispira a quella di Ermagora e ha pregevoli qualità stilistiche.

Una cappella prima del Duomo

La prima menzione dell'esistenza di un'area cultuale nel borgo ai piedi del castello risale al XI secolo: alcuni atti ecclesiastici citano una cappella a Gorizia dedicata a Sant'Ilario, e sembra sia stata proprio questa struttura a conferire il nome alla piazza circostante.

C'è poi una testimonianza del 1296 che ne accerta l'esistenza, e la prima notizia esplicita sulla chiesa di S. Ellaro (S. Ilario) è contenuta in un documento del 1342: nel 1342 il patriarca Bertrando concesse al conte Alberto IV di Gorizia di erigere un nuovo altare nella «Chiesa di S. Elario a Gorizia», a conferma dell'effettiva esistenza di una cappella dedicata a tale santo nella città, risalente forse già al Duecento.

Nel 1455 la struttura compare menzionata nello Statuto della Confraternita degli Artigiani, dove viene identificata come «la chiesa maggiore di Gorizia»; dieci anni dopo, in un atto notarile, presenta il titolo di «chiesa parrocchiale dei santi Ilario e Taziano». Divenne parrocchiale nel 1460, quando Gorizia si staccò dalla parrocchia di Salcano.

I busti che contengono le reliquie

Nella cattedrale metropolitana di Gorizia si conservano due busti lignei dipinti con le reliquie dei due santi: risalgono alla fine del secolo XV e sono di fattura tirolese o carinziana. Del tesoro antico della chiesa rimangono parti significative di grande valore cultuale e artistico, tre busti lignei dorati, che riprendono i modelli di reliquiari in metallo prezioso e che rappresentano Ilario e Taziano ma anche Stefano, a cui era intitolata la parrocchiale di Salcano.

Al termine della celebrazione l'Arcivescovo impartisce la tradizionale benedizione alla città con le reliquie dei Martiri.

Nove altari, e due statue del 1707

La chiesa era dotata di nove altari: l'altare maggiore fu consacrato dal coadiutore patriarcale Francesco Barbaro il 19 maggio 1593, mentre gli altri altari erano dedicati ai Santi Anna, Acacio, Maria Maddalena (Rabatta), alla Beata Vergine del Buon Consiglio o Ausiliatrice, a Fabiano e Sebastiano (Orzone), alla Trinità (de Castro), alla Croce (Torriani) e al Corpus Domini (Confraternita del Sacramento).

L'altare maggiore che si vede adesso è dell'inizio del Settecento ed è inquadrato dalle statue dei due Santi patroni della cattedrale; sopra di esso è presente la pala dell'Assunta del 1820 di G. Tomiz. Ai lati dell'altare maggiore sono presenti due statue marmoree che li raffigurano, scolpite nel 1707 dai lapicidi goriziani Giovanni e Leonardo Pacassi.

La cattedrale metropolitana è a loro intitolata dal 1830.

Il Concerto dei Patroni, a cori riuniti

La sera della vigilia, in cattedrale, si tiene il Concerto dei Patroni: la chiesa gremita dalle tre navate fino ai matronei, il clima di gioia e di festa tipico di una solennità patronale, un programma di musica sacra, e l'idea di mettere assieme le forze corali di Gorizia e dei dintorni.

Nove le compagini che danno la propria voce al progetto: la Capella Metropolitana, la Corale Goriziana «C. A. Seghizzi», il Coro S. Ignazio, il Gruppo Polifonico Caprivese, la Coral di San Lurinz «don Nino Bearzot», il Gruppo Corale «Coral di Lucinis», la Corale «S. Lucia» di San Rocco a Gorizia, il coro «S. Cuore» di Gorizia e la Corale «S. Anna» di Gorizia. A dirigere coro e orchestra è il maestro della Cappella Metropolitana.

In un'edizione il programma è andato dall'Ave Maria di Camille Saint-Saëns al Concerto per flauto, arpa e orchestra k299 eseguito dall'orchestra giovanile «Filarmonici Friulani»; la seconda parte ha visto l'esecuzione, a cori riuniti, della Missa Secunda Pontificalis di monsignor Lorenzo Perosi nell'orchestrazione di Augusto Cesare Seghizzi per soli, coro e orchestra, cui sono seguiti il Pacem in terris e il Magnificat di don Marco Frisina e l'Inno ai Santi martiri Ilario e Taziano di don Francesco Fragiacomo.

In altre edizioni l'accompagnamento è affidato a un coro a quattro voci miste con l'organo, e viene proposto l'«Hymnus» con cui la maestra Cristina Cristancig ha messo in musica l'antico inno dedicato ai due santi.

Figuranti medioevali da Sant'Ignazio a Borgo Castello

C'è la camminata per le vie del centro a cura di diversi gruppi di figuranti, con ricostruzione di vestiti d'epoca e accompagnamento dei tamburini, da Sant'Ignazio a Borgo Castello. Per i più piccoli c'è l'animazione per bambini in borgo Castello sulla storia dei Santi Ilario e Taziano, con la narrazione di Vanni Feresin e l'intervento di figuranti medioevali, e la giornata si chiude in comunità: Santa Messa in Cattedrale, poi pranzo comunitario al Pastor Angelicus con animazione medioevale.

I luoghi sono la Chiesa Cattedrale in Corte S. Ilario e Palazzo De Bassa, in Passaggio Edling 2.

Il premio che porta il loro nome

Il pontificale è celebrato nel duomo dall'Arcivescovo davanti ai fedeli della diocesi e alle autorità cittadine, e la liturgia è animata dalla Cappella Metropolitana. È il cuore dei festeggiamenti dei Patroni della città, un momento in cui il vescovo offre una visione su ciò che la città sta vivendo in questo tempo.

Ai patroni sono intitolati i premi: il riconoscimento «Ilario e Taziano – Città di Gorizia» è scelto per qualcuno che ha fatto conoscere Gorizia in Italia e nel mondo, e in un'edizione è andato a una docente universitaria e a un pittore goriziano.

Il senso che la diocesi dà a questa data lo riassume una frase: la festa dei santi patroni della Città, pastori e martiri della Chiesa di Aquileia, ci collega alle nostre radici che parlano già da secoli di pluralità e di unità e ci invita a mettere la nostra storia a servizio di tutta l'Europa.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa a Gorizia è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Gorizia Centrale a un passo dal centro, 1,6 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Počivališče Vrtojba, e da lì restano 4,3 chilometri e 7 minuti.

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