Festa di Sant'Omobono a Cremona e l'offerta di stoffe al vescovo 2026
La festa di Sant'Omobono, patrono di Cremona, si celebra il 13 novembre, giorno in cui il santo morì nel 1197. Durante la Messa, al momento della presentazione dei doni, una rappresentanza dell'Associazione artigiani della provincia di Cremona consegna simbolicamente al vescovo alcune stoffe e un'offerta da destinare alla Caritas diocesana. Omobono Tucenghi, mercante di stoffe, è il primo santo laico canonizzato dalla Chiesa.
Un mercante di stoffe, non un vescovo
L'oratorio di Sant'Omobono fu eretto sull'originaria casa del santo patrono della città, al secolo Omobono Tucenghi, il primo santo laico canonizzato dalla Chiesa. Il ritratto che ne fa la diocesi: in Sant'Omobono, Patrono della Diocesi e della Chiesa cremonese, vissuto nel corso del XII secolo, abbiamo uno straordinario esempio: laico, mercante di stoffe, abbraccia lo stato di vita di penitenza volontaria dedicandosi alla preghiera, alla devozione verso la Croce e alle opere di carità, ospitando e soccorrendo i poveri; uomo di pace e conciliatore delle turbolente vicende della vita comunale.
Non era un santo lontano dalla politica del suo tempo: «uomo di pace», si inserì come pacificatore nelle turbolente vicende della Cremona comunale, agitata anche religiosamente dalle correnti ereticali del suo tempo.
Morto durante il Gloria
La mattina del 13 novembre 1197 vi morì Omobono Tucenghi, mercante cremonese molto amato grazie al suo costante impegno nella carità, mentre stava recitando il Gloria. La diocesi lo racconta così: muore all'alba del 13 novembre 1197 al canto del Gloria durante la Messa cui sempre partecipava dopo la recita dell'Ufficio.
Egli abitava dunque vicino alla chiesa, allora dedicata a Sant'Egidio, nella quale spirò: come era sua consuetudine, dopo la preghiera notturna nella chiesa parrocchiale di Sant'Egidio partecipava alla Messa.
Santo in due anni, per ragioni di pace
L'allora Vescovo Sicardo Casaleno, proveniente dalla Civitas Vetera, decise di santificare Omobono, cittadino della Civitas Nova, per portare pace tra le due parti e fondere le due fazioni. L'obiettivo non era solo spirituale: Sant'Omobono divenne il Patrono di Cremona sostituendo Sant'Imerio anche per interesse di Sicardo, che voleva ottenere il consenso della Borghesia anche per la ricostruzione della Cattedrale.
Il viaggio a Roma è documentato: nell'ottobre del 1198 il vescovo di Cremona, Sicardo, insieme a una delegazione di cui faceva parte anche il parroco di sant'Egidio, Osberto, confessore e direttore spirituale di Omobono, si recò a Roma per chiedere la beatificazione di Omobono a Papa Innocenzo III, che la concederà con la bolla «Quia pietas» del 12 gennaio 1199: solo due anni dopo la sua morte, e a furor di popolo, fu fatto santo.
Il titolo di patrono principale, però, gli fu confermato molto più tardi: dopo i decreti di Urbano VIII sulla riduzione delle feste di precetto, nel 1643 il Consiglio Generale di Cremona elesse Omobono come patrono principale della città.
La testa nella cappella della Sacra Spina
Le spoglie del patrono non sono rimaste dove morì.
Il 25 giugno 1357 la salma di sant'Omobono fu trasferita in Cattedrale: la testa deposta nella cappella della Sacra Spina, gli altri resti in un'arca marmorea nella cripta sotto l'altare maggiore.
Nella cripta il patrono ha compagnia, e la preghiera cremonese li chiama per nome: insieme a Omobono e Antonio Maria, che riposano nella cripta, oh Imerio, Facio, Paola Elisabetta Cerioli, Arsenio da Trigolo (Migliavacca), Francesco Spinelli, Vincenzo Grossi, Enrico Rebuschini, pregate davanti al Signore nostro Dio per la Chiesa dei Cremonesi.
La chiesa che i cremonesi costruirono subito
Appena ebbero un santo, i cremonesi gli fecero una chiesa.
Subito dopo la canonizzazione (1199), i Cremonesi presero a edificare una chiesa a pianta centrale a lui dedicata. Sulla facciata i due titolari si riconoscono da quel che tengono in mano: alla stessa epoca risalgono le due statue marmoree collocate nelle nicchie di facciata: esse rappresentano Sant'Omobono con l'attributo della borsa e il braccio disteso a fare la carità, e Sant'Egidio abate, qui rappresentato in abiti vescovili.
Splendido l'interno trasformato dalla riforma del 1753 e completamente rivestito di affreschi dal pittore quadraturista Giovan Battista Zaist e dal figurista Giovan Angelo Borroni, autore delle Storie di Sant'Omobono sulle pareti del tiburio.
Dell'indirizzo di casa sua resta una traccia sul muro: sullo slargo confluisce dal lato inferiore il vicolo di Sant'Omobono, dove — si veda la lapide del 1706 al civico n. 2 — aveva sede l'oratorio.
L'affresco nascosto dal coro ligneo
Nell'abside della chiesa, per secoli, c'è stato un dipinto che nessuno vedeva.
L'affresco ritrovato fortuitamente nell'abside di Sant'Omobono, nascosto per secoli dal coro ligneo, è stato restituito alla comunità dei fedeli, innanzitutto, e di chiunque sappia apprezzare la bellezza dell'arte.
Ha una data e un nome probabile: l'opera è della seconda metà del Quattrocento e testimonia i rifacimenti anche radicali cui è stata sottoposta la chiesa, riccamente decorata e rimessa a nuovo a partire dal 1750, ma in realtà di fattura romanica e costruita sul pre-esistente edificio dedicato a Sant'Egidio. L'affresco è attribuito a Bonifacio Bembo, impegnato in quegli stessi anni a decorare la vicina Cappella Cavalcabò in Sant'Agostino.
Un personaggio è identificato con certezza: certa è la presenza di Sant'Omobono, riconoscibile per la borsa. Nel dipinto sono raffigurati anche alcuni santi, su cui si possono formulare varie ipotesi.
Le stoffe portate all'altare
Nel giorno del patrono, alla messa, c'è un'offerta che non è pane né vino.
Durante la Messa si rinnova un altro gesto della tradizione: al momento della presentazione dei doni, insieme al pane e al vino, una rappresentanza dell'Associazione artigiani della provincia di Cremona consegna simbolicamente al vescovo alcune stoffe e un'offerta da destinare alla Caritas diocesana, in onore del mercante di stoffe cremonese venerato come patrono.
La carità di Omobono ha una continuazione concreta e attuale: una tradizione di carità che continua ancora oggi nell'unità pastorale Cittanova, che ha raggruppato le parrocchie di Sant'Agostino, Sant'Ilario e Sant'Agata, dove — come spiega il parroco don Irvano Maglia — è attivo il gruppo parrocchiale della San Vincenzo per la raccolta e la distribuzione di generi di prima necessità in quella che è stata chiamata la «Casa del pane», proprio di fianco all'ingresso principale della chiesa.
Il mercatino del quartiere 10
Nella stessa giornata, in un'altra parte di Cremona, il patrono si festeggia per strada.
Folla già dalle prime ore della mattina tra le vie Adda, Mincio e il sagrato della chiesa di Cristo Re, per il mercatino organizzato dal Comitato di quartiere 10 in occasione della festività del patrono di Cremona. Le bancarelle sono di hobbisti: una lunga sequenza di hobbisti si presenta puntuale, come ormai avviene da qualche anno, con creazioni originali in stoffa, legno e lavori a maglia, bigiotteria ma anche oggetti di antiquariato, abbigliamento vintage, vinili, copricapi.
C'è anche una parte che non vende niente: spazio alla promozione della salute allo stand dell'associazione Diabetici presieduta da Mirella Marussich, dove le volontarie, coadiuvate da due infermiere professionali e da altrettanti medici, hanno somministrato i test per il controllo della glicemia e avviato la raccolta fondi con la vendita per beneficenza di decorazioni natalizie. Tra le associazioni di volontariato presenti ci sono anche l'Apac, attiva nelle colonie feline della città, e Sinpasi Due, presente proprio all'interno del quartiere con il proprio centro a favore dei bambini con problemi neurologici. È una tradizione avviata ormai da qualche anno, che vede la collaborazione di Coop Lombardia e che offre un'occasione di socializzazione importante.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Cremona per la festa non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Cremona a un passo dal centro, 2,5 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Cremona, e da lì restano 4,2 chilometri e 8 minuti.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- Festa del Torrone a Cremona — novembre
- Festa del Salame a Cremona — ottobre
- San Pantaleone a Crema — giugno