Santa Tecla di Iconio a Este 2026 - La pala del Tiepolo e il voto della peste del 1630
La festa di Santa Tecla di Iconio si celebra a Este, in provincia di Padova, il 23 settembre, giorno della patrona della città, e il programma si distende dal 19 al 28 settembre. Nel Duomo, in presbiterio, sta la pala di Giovanni Battista Tiepolo, una tela di 6,75x3,90 metri dipinta in ricordo dello scampato pericolo della pestilenza che sconvolse Este nel 1630. Attorno alla festa ci sono visite guidate del Duomo, dell'oratorio San Valentino e della chiesa della Salute, concerti di musica sacra in Duomo, la marcia di Santa Tecla e un torneo di baskin.
Una tela di 6,75 metri sopra l'altare
Nel Duomo di Este c'è un quadro che è insieme un'opera d'arte e un ex voto di città.
La tela di notevoli dimensioni (6,75x3,90 metri) è considerata il capolavoro tra i dipinti con soggetto sacro del famoso artista veneziano, Giovanni Battista Tiepolo, e sta in presbiterio.
Il motivo per cui fu dipinta è un'epidemia: la scena, dominata da un'intensa drammaticità, commemora il tragico flagello che sconvolse Este nel 1630 e che si risolse – secondo la devozione popolare – grazie all'intercessione della santa patrona invocata dalla cittadinanza. Il quadro, del secolo XVIII, fu dipinto in ricordo dello scampato pericolo di una pestilenza.
Quella storia, alla festa, si racconta anche in altro modo: al Gabinetto di lettura in piazza Maggiore c'è la presentazione del video sulla peste.
Dieci giorni fra concerti, visite e una marcia
La festa non è una giornata sola: occupa l'ultima parte di settembre.
La festa di Santa Tecla a Este si tiene dal 19 al 28 settembre. Il giorno della santa è il 23, e la messa grande cade la domenica: la messa della domenica è animata dalla corale parrocchiale Santa Tecla. Al mattino il vescovo Claudio presiede la Messa in occasione della festa patronale.
Il resto del programma apre le chiese e i musei della città: sabato e domenica visite guidate del Duomo, dell'oratorio San Valentino, della chiesa della Salute, e un'apertura serale straordinaria al museo nazionale Atestino con visita agli affreschi. La prima sera c'è la presentazione dell'altare del Santissimo del Duomo.
In Duomo si suona due volte: due concerti in Duomo, uno con musiche di J.S. Bach e J.A. Hasse e uno di musica sacra. E si chiude camminando e giocando: la marcia di Santa Tecla e un torneo di baskin.
Il proposito con cui la parrocchia e la città mettono insieme queste cose è dichiarato: valorizzare luoghi, esperienze e persone significative della città coinvolgendo tutti i soggetti attivi. Il Comune e la parrocchia di Santa Tecla hanno organizzato una serie di iniziative culturali per valorizzare i restauri del Duomo e della celebre pala di Giambattista Tiepolo, eseguiti sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza, e la festa patronale ha coinciso con l'inaugurazione del restauro.
Una santa con un leone accanto
La patrona di Este viene dall'Asia Minore.
La santa patrona di Este è Santa Tecla di Iconio, vergine e martire nativa di Iconio in Asia Minore e discepola di san Paolo. Venerata a Seleucia, la moderna Selefkie, è la santa, fra le molte che portano questo nome, di cui si posseggono i documenti più antichi e il cui culto ha avuto una diffusione straordinaria sia in Oriente che in Occidente.
Nell'iconografia la si riconosce da due oggetti: la si vede quasi sempre con un leone a fianco per la tortura subita con le belve e una colonna con il fuoco alla base, simbolo del suo martirio.
E c'è una leggenda che riguarda la sua fine: la santa, che negli ultimi anni viveva in grotte sotto una collina, all'approssimarsi dei nemici era penetrata nella roccia che si era rinchiusa su di lei.
Un testo dichiarato falso dal suo stesso autore
Questi Acta Pauli et Theclae degli ultimi trent'anni del II secolo, benché riconosciuti falsi dallo stesso autore (che per questo fu deposto dall'ufficio) e rifiutati nel Decreto Gelasianum, hanno riempito tutte le successive recensioni sulla vita di Tecla che ci sono giunte.
L'eccessiva leggendarietà del racconto della sua vita è in contrasto comunque con la citazione della sua esistenza fuor di ogni dubbio espressa dai martirologi antichi e dai monumenti esistenti in ogni epoca.
Le testimonianze sono molte e sparse: commemorata nel Martirologio Geronimiano con la dizione «s. Tecla d'Oriente», nei sinassari bizantini è citata come «protomartire» al 24 settembre e alla stessa data è iscritta nel Calendario marmoreo napoletano; innumerevoli menzioni vi sono nei libri liturgici greci e latini come pure nelle opere dei Padri sia orientali che occidentali. Il suo culto fiorì proprio nella zona di Seleucia, il cui vescovo Basilio, verso la metà del V secolo, scrisse due libri sulla vita e i miracoli di Tecla.
Nella diocesi di Milano la sua memoria si celebra il 24 settembre; a Este la festività della patrona è il 23.
Di lei restano segni ovunque: santuari in suo onore sorsero in tutto il mondo antico, perfino in Puglia e a Milano, e dipinti, statue, ipogei, lapidi, affreschi sono sparsi in tutto il mondo allora conosciuto, specie in Spagna e Germania. In Italia ci sono una statua nel Duomo di Milano e il quadro del Tiepolo a Este.
Perché proprio Tecla, e non Giustina
Il titolo atestino di «Santa Tecla» risulterebbe difforme dalla tradizione della prima Chiesa patavina che nel IV-VI secolo, con la diffusione del culto dei martiri, celebrava la sua martire e patrona Santa Giustina e fondava le prime pievi battesimali lungo i confini del suo territorio romano intitolandole alla venerazione di questa santa padovana.
Il titolo di «Santa Tecla» potrebbe trovare una spiegazione nel contesto storico favorevole alla diffusione del culto a questa santa in Alta Italia nelle due sedi principali di Milano e di Aquileia che ne ammettevano la venerazione.
Sopra un edificio pagano, e poi il terremoto
L'edificio dove si celebra la festa ha una data d'origine incerta e una di ricostruzione precisa.
La sua fondazione risale probabilmente al IV-V secolo d.C., quando sui resti di un preesistente edificio pagano venne costruita la prima chiesa dedicata a Santa Tecla. Secondo una tradizione conservata dagli scrittori e storici atestini del XV-XVI secolo, si vorrebbe collocare in quell'epoca una ricostruzione della primitiva e più antica chiesa.
Poi arrivano i documenti: la Chiesa di Este è testimoniata nei documenti del X e XI secolo come Pieve, cioè chiesa battesimale, retta da un Capitolo di canonici con arciprete, e in un atto del 1091 è indicata la sua dedicazione a santa Tecla.
La data più netta è quella di un disastro: nel 1117, dopo un terremoto avvenuto il 3 gennaio, l'edificio sacro fu ricostruito da Enrico il Nero duca di Baviera.
La principessa nell'urna di cristallo
La seconda patrona della città è la coraggiosa principessa che all'inizio del Duecento lasciò la corte della sua potente famiglia per consacrarsi a Dio. Beatrice I d'Este (1191-1226) iniziò a essere venerata subito dopo la sua morte prematura e il culto popolare proseguì con continuità per secoli.
Fra le prove della sua santità è considerato il ritrovamento del suo corpo incorrotto, oggi esposto all'interno di un'urna di cristallo nel secondo altare a destra del duomo.
La sua ricorrenza però non è a settembre: ogni anno, in occasione della ricorrenza della morte avvenuta il giorno 10 maggio, vengono esposti gli oggetti e i paramenti appartenuti a Beata Beatrice, giunti incredibilmente intatti fino ai giorni nostri grazie alle premurose cure di coloro che nei secoli li hanno custoditi. Nel Duomo la ricorda anche un altare a lei dedicato: la testimonianza di Beata Beatrice, monaca vissuta in queste terre all'inizio del Duecento, arricchisce le radici di questa fede.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Este è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Este a un passo dal centro, 1,5 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Noventa Vicentina - Autostrada Valdastico, e da lì restano 9,9 chilometri e 10 minuti.
Eventi nei dintorni
Poco lontano, altre tradizioni dello stesso territorio.
- Alla corte degli Estensi — aprile
- Natività della Beata Vergine Maria a Maserà di Padova — settembre
- Madonna del Rosario a Galzignano Terme — ottobre