Sant'Adamo a Guglionesi e il carro dei buoi 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
Le festività di sant'Adamo abate e protettore si svolgono a Guglionesi, in provincia di Campobasso, nel Molise, ogni anno dall'1 al 3 giugno. Il 2 giugno, nel pomeriggio, si rievoca la traslazione del corpo del santo da Petacciato: un carro trionfale addobbato di edera, trainato da una coppia di bovini con i campanacci appesi al collare e le corna rivestite di teli ricamati, arriva dalla località detta fonte di Sant'Adamo e viene accolto a Fuoriporta con spari, preghiere e musica. Il giorno seguente si svolge la processione solenne del santo per le vie del paese, con la benedizione della città a Fuoriporta.
Fuoriporta, dove c'era la Porta Frentana
La tradizione guglionesana continua a preservare, nella vigilia della festività di Sant'Adamo, l'accoglienza del carro a «fuori porta», cioè nel luogo dove sorgeva la scomparsa Porta Frentana, detta anche «porta da piedi».
Dal 1932 sul carro è posto un dipinto realizzato dal pittore Nicola Iacobitti: per questo la rievocazione della traslazione è chiamata dalla comunità guglionesana anche il «quadro». In passato veniva portata in processione la statua argentea, poi trafugata.
Fino alla metà del XX secolo si hanno tracce dello svolgimento di una Carrese di Sant'Adamo con la partecipazione di numerosi carri addobbati. Anziché sfilare come oggi, gli anziani ricordano un corteo di diverse decine di carri di famiglia, decorati con elementi vegetali e fiori e trainati dai bovini che quasi ogni famiglia aveva come aiuto nel lavoro agricolo.
La notte fra il 2 e il 3 giugno 1102
Dalla celletta di San Paolo il corpo del beato Adamo fu trasferito, da «uomini pii, ma esperti d'armi», nella notte fra il 2 e il 3 giugno del 1102 a Guglionesi. Le reliquie furono trafugate dalla chiesa di San Paolo di Petacciato e condotte qui, dove il benedettino fu proclamato santo protettore della costituenda «Universitas civium».
Secondo la leggenda la traslazione sarebbe stata ordinata da un angelo in sogno all'allora arciprete Benedetto di Guglionesi, che lo proclamò quindi patrono della città; l'antico libro dei Bollandisti racconta che un monaco di nome Benedetto ebbe una visione, con cui lo si invitava a farsi promotore della traslazione delle reliquie nella città di Guglionesi, e che la traslazione avvenne di notte con la partecipazione di vescovi, sacerdoti e uomini armati.
I libri di storia narrano che durante la traslazione i buoi che trainavano il carro ebbero sete e toccando la terra con la zampa provocarono la fuoriuscita di uno zampillo d'acqua, poi allargato con un bastone. Alla periferia del paese è localizzato il sito della fonte di Sant'Adamo, eretta lungo la strada che secondo la tradizione percorse il carro con le reliquie la mattina del 3 giugno 1102, proveniente dalla chiesa di San Paolo esistente fino a qualche secolo fa nell'agro di Petacciato.
Un abate, o forse no
L'unica notizia certa che si possiede di questo santo, definito «confessore», e dunque nemmeno abate, è la data della traslazione delle reliquie, avvenuta a Guglionesi il 3 giugno 1102. La notizia la riportano i Bollandisti, Società di Gesuiti belgi che nel 1600, coordinati da Jean Bolland, dal quale presero il nome, compilarono gli «Acta Sanctorum», e il volume che la contiene è stato stampato nel 1741 a Venezia. Confessore è termine riservato ai santi e beati che, pur non essendo martiri, hanno testimoniato con la loro vita la fede in Cristo.
L'antico libro dice che da molto tempo la sua tomba era custodita a un miglio circa dal paese, e questo lascia supporre che fosse un santo monaco-eremita; resta aperta anche l'ipotesi che fosse un monaco proveniente da Montecassino, morto e sepolto a Guglionesi.
Secondo la tradizione, invece, fu un benedettino che intorno alla metà dell'XI secolo divenne abate nel monastero di Santa Maria delle isole Tremiti, trasformandolo in un centro di cultura e di rinnovamento, civile e religioso, in un periodo complesso della storia del Meridione d'Italia. Nel concilio di Melfi del 1059 l'abate Adamo con autorevolezza difese l'autonomia del monastero di Tremiti al cospetto del papa Nicolò II, degli imperatori normanni e dell'abate Desiderio di Montecassino, tramandando i documenti dell'archivio monastico. Nacque intorno al 990 nel territorio dell'attuale Petacciato e morì nel 1072.
Quando non si conosce la data della morte di un santo, si può stabilire come giorno della celebrazione il giorno della traslazione delle reliquie, se lo si conosce: ecco perché sant'Adamo è ricordato il 3 giugno.
Quattro statue, e due furti
Una prima statua in bronzo dorato era stata realizzata da Nicola De Argentis di Guardia nel 1153, e la testa conteneva le ossa del cranio, dei capelli, e alcuni ritagli del vestito. Nel XV secolo fu realizzata una statua di rame dorato con arabeschi in oro e testa removibile, per potervi inserire la testa-reliquiario già esistente.
Questa statua fu rubata dai francesi di Carlo VIII la notte del Corpus Domini del 1496. I francesi avrebbero cercato di fondere la statua a Campobasso e solo allora si sarebbero accorti della presenza delle reliquie, che consegnarono in chiesa. Secondo la leggenda una serie di grandi piogge e temporali colpirono la città di Campobasso finché le reliquie non furono restituite a Guglionesi. Il santo patrono viene festeggiato anche la seconda domenica di ottobre col titolo «della vendemmia», per ricordare la restituzione delle reliquie da Campobasso, con tre messe solenni.
In quell'occasione fu realizzata una terza statua, che ancora poteva contenere il più antico reliquiario medievale a forma di testa, ma che fu nuovamente trafugata, insieme a un busto reliquiario d'argento, in una notte del giugno 1885. Le reliquie furono restituite dopo un anno dalla cattedrale di Termoli.
Il busto reliquiario che sfila oggi fu realizzato a Roma nel 1886, in argento sbalzato e cesellato, con il peso di 31,177 chili e con titolo in argento di 900/1000, e fu benedetto il 1º giugno del 1886 da papa Leone XIII.
Il patrono è rappresentato in atto benedicente, con lo sguardo rivolto verso l'alto, mentre con la mano sinistra sorregge il libro delle sacre scritture; una grande aureola, riccamente lavorata, incornicia il capo del Santo, e la pianeta e il manipolo sono riccamente decorati a sbalzo con motivi vegetali e floreali, tra i quali le spighe di grano e i grappoli d'uva. La base è decorata con una modanatura a foglie sovrapposte, sotto la quale ci sono una mitria abbaziale a sinistra, a destra lo stemma di Guglionesi e al centro un occhio con le reliquie del Santo; dietro si legge «Guglionesi al suo Protettore Sant'Adamo 1886», e all'interno di un esagono è riportata la scritta del fonditore.
I tre giorni, e l'intronizzazione
Il 2 giugno, nel pomeriggio, dopo l'accoglienza del carro si svolgono, nello stesso luogo, la lettura del racconto della traslazione e un breve discorso del sindaco.
Al termine della cerimonia ha luogo una breve processione col carro fino alla chiesa madre, dove le componenti della congrega del Santo intronizzano la statua al suono delle campane solenni e della marcia tratta dall'opera «Mosè in Egitto» da parte della banda. Successivamente ha inizio la solenne messa presieduta dal Vescovo diocesano.
Il momento culminante delle celebrazioni è rappresentato dalla intronizzazione del Santo che viene portato dalla cripta, suo luogo di permanenza per tutto l'anno, all'altare maggiore della chiesa di Santa Maria Maggiore fra gli applausi scroscianti dei fedeli, le campane che suonano a tutto spiano e l'esecuzione del Mosè in Egitto da parte della banda.
Il giorno seguente, dopo la celebrazione delle messe, nel pomeriggio si svolge la processione solenne del santo per le vie del paese con la benedizione della città a Fuoriporta. In passato la processione era composta di carri trainati da bovini come quello che ancora si utilizza il giorno 2.
Ragazzi e ragazze hanno l'onore e l'onere di portare a spalla le statue dei 18 santi: il corteo è aperto da San Michele Arcangelo, seguito da Santa Rita da Cascia, Santa Chiara, Santa Lucia, Santa Maria Goretti, San Luigi, San Giovanni Bosco, San Pasquale, San Vincenzo, Sant'Antonio Abate, San Pio, Sant'Isidoro, San Sebastiano, San Francesco d'Assisi, San Nicola di Bari, Sant'Antonio di Padova e, infine, Sant'Adamo Abate.
La novena, la fiera, la cripta
Il 26 maggio, solennità di San Pardo Vescovo, santo Patrono di Larino, ha inizio la «novena di Sant'Adamo»: l'antica Confraternita di Sant'Adamo Abate, Patrono di Guglionesi, avviava il tempo di preparazione spirituale alla solennità del 3 giugno con la novena, che consiste principalmente nel recitare preghiere ripetute per nove giorni consecutivi.
Durante la novena anche l'Amministrazione municipale di Guglionesi applicava particolari agevolazioni in onore del Santo Patrono, come l'esenzione di gabelle ai mercanti e ai forestieri per la «fiera di Sant'Adamo», che tradizionalmente si svolge il 30 maggio.
Dalla navata destra della Collegiata di Santa Maria Maggiore si accede alla cripta di Sant'Adamo, dove sono custodite le reliquie e dove la sua vita è raffigurata in un ciclo di affreschi del 1587, di stampo manierista. Sopra, in chiesa, c'è una pala d'altare del 1740, in legno dorato, raffigurante l'«Estasi di Sant'Adamo» sullo sfondo di una Guglionesi medievale, e una grande tela con Sant'Adamo in estasi realizzata da Pietro Bardellino nel 1786.
Fra i reliquiari conservati nella chiesa c'è un ostensorio d'argento, donato dalla famiglia Caracciolo-D'Avalos, che viene portato in processione e contiene un pezzo di saio e uno di osso.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Guglionesi per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Guglionesi, a 8,6 chilometri da Guglionesi, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Guglionesi ha davanti un percorso di 4,7 chilometri che in 8 minuti porta a destinazione.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Campobasso, altre tradizioni.
- Misteri a Campobasso — giugno
- Sant'Antonio di Padova a Santa Croce di Magliano — giugno
- Le Carresi ad Ururi — maggio